INFORMAZIONI GENERALI      
DIVISIONE DI CARDIOLOGIA
      SEZIONE DI ANGIOLOGIA MEDICA
      SEZIONE DISTURBI DEL RITMO
      SEZIONE DI CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA
DIVISIONE DI CHIRURGIA GENERALE
      SEZIONE DI ANGIOLOGIA CHIRURGICA
      SEZIONE DI DERMATOLOGIA
      SEZIONE DI CHIRURGIA MAXILLO FACIALE
      SEZIONE DI CHIRURGIA ESTETICA
      SEZIONE DI GINECOLOGIA
      SEZIONE DI ORTOPEDIA
      SEZIONE DI OTORINOLARINGOIATRIA
      SEZIONE DI PROCTOLOGIA
      SEZIONE DI UROLOGIA
DIVISIONE DI MEDICINA GENERALE
      SEZIONE DI PNEUMOLOGIA
      SEZIONE DI DIETOLOGIA
      SEZIONE MALATTIE ENDOCRINE
DIVISIONE DI OCULISTICA
REPARTO DIALISI
SERVIZIO DI ANESTESIA
SERVIZIO DIAGNOSTICA PER IMMAGINI
SERVIZIO ANALISI CLINICHE ED ISTOLOGIA
BRANCHE SPECIALISTICHE
      ALLERGOLOGIA
      MEDICINA DEL LAVORO
      MEDICINA SPORTIVA
      NEUROLOGIA
      NEFROLOGIA
      ODONTOIATRIA
      SENOLOGIA
CENTRO TERAPIA LASER
SERVIZIO DI FISIOTERAPIA
CENTRO TERAPIA DEL DOLORE
CENTRO PREVENZIONE MALATTIE NEOPLASTICHE

INFORMAZIONI GENERALI

La Casa di Cura Privata Villa Tiberia essendo una struttura accreditata fa parte del Servizio Sanitario Nazionale.
Dispone di 150 posti letto ed è articolata in Divisioni (Chirurgia, Oculistica, Medicina, Cardiologia ognuna delle quali dispone di Ambulatori, di letti di degenza, di Camere Operatorie), in Sezioni (unità complesse di alta specializzazione diagnostica e/o terapeutica (Urologia medica, Urologia chirurgica, Nefrologia, Andrologia, Chirurgia Maxillo-facciale, Odontoiatria, Ortopedia, Angiologia, Otorino, Ginecologia, Dermatologia medica, Dermatologia chirurgica estetica e funzionale, Malattie Endocrine, Malattie dismetaboliche, Neurologia, Medicina del lavoro, Medicina sportiva, Dietologia.

La CdC Villa Tiberia dispone inoltre di Reparti: Dialisi, Anestesia e rianimazione, Diagnostica per immagini (Radiologia, TAC, RMN, Ecografia), Analisi cliniche ed Istologia.

Presso la CdC Villa Tiberia sono anche attivi un Centro per la prevenzione dei tumori ed un Centro per la terapia del dolore.

PRESTAZIONI IN REGIME DI CONVENZIONE

Molte prestazioni vengono eseguite in convenzione con esenzione totale dalla spesa o con contributo (ticket), altre privatamente: Dato l’obbligo di sottostare alla normativa regionale gli interessati è bene che contattino il Centro Prenotazioni della C.d.C. Villa Tiberia per appurare sotto quale regime ricade la prestazione richiesta.

PRESTAZIONI IN REGIME PRIVATO

Il paziente può usufruire di prestazioni in regime privato, quindi con pagamento diretto, o usufruendo dell'assistenza diretta delle seguenti assicurazioni private:
- ASSICURAZIONI GENERALI
- CASPIE

In questo sito vengono illustrate le prestazioni che vengono svolte più frequentemente.Nel caso che una prestazione non fosse nell’elenco l’interessato potrà rivolgersi al Centro prenotazioni.


IL CENTRALINO


Il nostro centralino è operativo 24 ore su 24 tutti i giorni, pronto a rispondere a tutte le vostre richieste.


L’UFFICIO INFORMAZIONI


E’ possibile ricevere informazioni dall'apposito ufficio o dal personale appositamente addetto.


CENTRO UNIFICATO PRENOTAZIONI – CUP


Il Centro Unificato Prenotazioni è operativo dalle 7.00 alle 19.00 dal Lunedì al Sabato


CASSA TICKET


La Casa di Cura, essendo una struttura accreditata, esegue le prestazioni secondo quanto stabilito dalla Regione Lazio. Pertanto alcune prestazioni avvengono con esenzione totale dal pagamento, altre con concorso alla spesa e quindi con pagamento di un ticket stabilito dal SSN. Alcune prestazioni non concesse dal SSN devono invece essere pagate in toto dal paziente.


L’ACCETTAZIONE


Questo l'ufficio provvede ad accettare i pazienti che devono usufruire dei servizi offerti. Quindi per eseguire visite e/o esami, prestazioni mediche e/o chirurgiche ambulatoriali, prestazioni in regime di Day Hospital o Day-Surgery, prestazioni in Day Service, ricoveri per patologie mediche  o chirurgiche.
Per poter usufruire delle prestazioni i pazienti devono portare con sè il libretto Sanitario, un documento di riconoscimento e le eventuali impegnative rilasciate dal proprio medico di base.
L’accettazione ricoveri della Casa di Cura è pronta ad accogliere i pazienti dalle 7.00 alle 19.00 tutti i giorni della settimana.


LA DEGENZA: GESTIONE DELLA PATOLOGIA


I pazienti in regime di ricovero seguono un iter medico e/o chirurgico particolare che, anche se ben organizzato, richiede una fattiva collaborazione per poter raggiungere in tempi rapidi alla diagnosi e quindi alla idonea terapia. La collaborazione del paziente e l'impegno dei medici e del personale paramedico permette di abbreviare il tempo di degenza riducendo i disagi derivanti dal trovarsi in un ambiente che non è quello familiare.


LA VISITA MEDICA


La visita medica è un momento diagnostico-terapeutico fondamentale ed è quindi assolutamente necessario trovarsi nella propria stanza negli orari indicati dal personale paramedico. La visita medica serve a stabilire quali indagini occorrono per raggiungere una corretta diagnosi o per procedere nella massima sicurezza ad un intervento chirurgico.

GLI ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI


Sia per i pazienti degenti per patologie mediche come per quelli degenti per patologie chirurgiche possono venire prescritti degli esami ed indagini che possono essere non invasive o invasive. In ambedue i casi il paziente verrà informato su quanto è stato programmato ed in cosa consistono le procedure che verranno attuate.
Nel caso che gli esami e le indagini svolte diano delle risposte dubbie o non permettano di arrivare ad una diagnosi certa esse verranno ripetute ed eventualmente integrate con esami aggiuntivi. L'iter diagnostico può quindi comportare un periodo di degenza diverso da quello inizialmente preventivato.


LA TERAPIA MEDICA E CHIRURGICA


Una volta completato l'iter diagnostico verrà impiantata la terapia idonea che nel caso di pazienti medici consisterà in terapie da eseguire in regime di ricovero o in regime domiciliare. Per ridurre lo stress dei pazienti la terapia medica in regime di ricovero sarà ridotta al minimo indispensabile.
I pazienti che necessitano di una terapia chirurgica verranno invece sottoposti all'intervento nel tempo più breve possibile e, quando superato il periodo postoperatorio e raggiunte le condizioni idonee, dimessi con la terapia domiciliare.


IL SERVIZIO TRASFUSIONALE


La Casa di Cura garantisce al paziente, in collaborazione con il Centro trasfusionale di competenza, la somministrazione di sangue ed emoderivati in caso di necessità.


L’ASSISTENZA INFERMIERISTICA


La struttura garantisce tutti gli aspetti relativi all'assistenza infermieristica, all'ospitalità degli utenti ed alla pulizia degli ambienti di degenza tramite il proprio personale. Per qualsiasi problema inerente l'assistenza infermieristica i pazienti possono rivolgersi a questo servizio tramite il /la Capo-sala.


LA DIMISSIONE


Al momento della dimissione Le verrà rilasciata una documentazione da consegnare al medico curante. Le sarà inoltre possibile richiedere presso l'Accettazione Sanitaria, dal lunedì al sabato tra le 7.30 e le 18.30, copia della cartella clinica, di esami effettuati durante la degenza ed altra documentazione previo pagamento dei relativi diritti. Presso gli ambulatori sarà possibile effettuare le visite di controllo successive alla dimissione in giorni ed orari prestabiliti e previo appuntamento da concordare con il personale medico.

 

DEGENZA: GESTIONE DEL SERVIZIO DI OSPITALITA’

I PASTI
La colazione viene servita alle 8.00, il pranzo alle ore 12.15, e la cena alle 19.00 circa; durante la distribuzione del vitto i parenti sono pregati di non transitare nei corridoi. Durante la permanenza in clinica è sconsigliabile integrare l'alimentazione con cibi e bevande provenienti dell'esterno. Per alcune categorie di pazienti i cibi provenienti dall'esterno sono sempre proibiti. Abbiamo cercato di offrire cibi sempre il più possibile gradevoli, puntando sulla qualità e varietà. Il menu prevede piatti tradizionali e qualche novità, tutti cucinati in modo tale da assicurare la massima digeribilità. I pasti verranno serviti in vaschette personalizzate che ne garantiscono l'igiene e la tenuta termica. Il menù è articolato in n. 7 giorni, per ognuno dei quali sono previsti piatti diversi, sia per il pranzo che per la cena. I pazienti potranno inoltre richiedere al capo-sala di poter prendere visione del menu giornaliero. A volte il sapore dei cibi potrà sembrare meno gradevole per problemi derivanti dalla malattia stessa e dai farmaci che vengono somministrati; comunque come regola generale i cibi vengono preparati con una ridotta quantità di sale e di condimenti.
LA PULIZIA E L’ORDINE
La pulizia di armadietti, letti e comodini viene effettuata da apposito personale. La preghiamo di mantenere in ordine questi arredi e la sua stanza. In particolare Le chiediamo di non tenere in camera fiori o piante che possono essere fonte di infezione. Per evitare disordine e per facilitare le operazioni di pulizia si prega di non tenere sedie o sdraio e di non lasciare oggetti fuori dagli armadi personali; ai familiari non è consentito sedersi sui letti. I Signori pazienti sono pregati inoltre di indossare un abbigliamento consono al luogo (pigiama e/o camicia da notte e vestaglia) evitando indumenti trasparenti.
IL SILENZIO E LA TRANQUILLITA’
Per non arrecare disturbo agli altri pazienti La preghiamo di evitare il più possibile i rumori, di parlare a bassa voce durante le visite e di moderare il volume della radio o della televisione.Per favorire il riposo notturno è obbligatorio il silenzio dalle ore 22.00 alle ore 07.00.
LE VISITE AI DEGENTI
Ogni paziente può ricevere visite da parte di parenti ed amici. E' necessario però che tali visite non siano di ostacolo alle attività mediche e che non arrechino disturbo agli altri pazienti ricoverati. Per questo La preghiamo di ricevere soltanto un visitatore alla volta rispettando gli orari stabiliti esposti all'ingresso del reparto e all'ingresso della Casa di Cura. Inoltre non sono ammesse visite di bambini al di sotto dei 12 anni in quanto fino a questa età la Casa di Cura è un ambiente sconsigliabile, sia per il rischio di trasmissione di malattie infettive che per le situazioni di disagio che si possono creare. Per qualunque esigenza particolare potrà comunque rivolgersi al Caposala che può concedere permessi di visita autorizzati.
IL FUMO
E' assolutamente vietato fumare nelle stanze, nei corridoi e nelle corsie dei reparti di cura: questo per disposizioni di legge e, soprattutto, per rispetto della salute propria e degli altri pazienti.
L’ASSISTENZA RELIGIOSA
Per pazienti di fede cattolica la Casa di Cura dispone di una Cappella dove ogni giorno alle ore 19.00 viene celebrata la Santa Messa. Un assistente religioso passerà quotidianamente a visitare i degenti nei vari reparti; ogni paziente può ricevere l'assistenza religiosa personale rivolgendosi al religioso che collabora con la Casa di Cura. Per i pazienti di fede non cattolica l'assistenza religiosa può essere richiesta informando i capo-sala.
IL TELEFONO
Negli spazi comuni accessibili della clinica sono disponibili telefoni pubblici. Il telefono, a richiesta del paziente, potrà essere utilizzato direttamente nelle stanze di degenza a pagamento. Nelle altre stanze,per non disturbare gli altri degenti, non è possibile avere il telefono in camera e ricevere quindi telefonate; eventuali chiamate dall'esterno saranno comunicate al paziente dal personale di reparto. Il personale sanitario non può offrire informazioni telefoniche sui ricoverati.
LA TELEVISIONE
Nelle stanze singole è possibile affittare l’uso di un televisore. Per rispetto del singolo paziente questo servizio non è disponibile nelle stanze a più letti.
ALTRE INFORMAZIONI UTILI
POSTO DI RISTORO
All'interno della Casa di Cura è a disposizione dell'ospite un posto di ristoro che si trova al piano terra ed i cui orari sono dal lunedì al sabato 7.00-19.30; domenica 7.00-13.00/15.00-18.00.
Anche la vendita di quotidiani e giornali in genere viene effettuata sistematicamente all'interno della struttura.

DEPOSITO VALORI
Q
ualora lo si desideri, eventuali somme di denaro in possesso potranno essere custodite presso gli appositi uffici cassa della struttura. Per la riscossione della pensione durante la degenza in clinica potranno essere presi opportuni contatti con il/la Capo-sala.
LE NORME ANTIINFORTUNISTICHE ED ANTINCENDIO
Il personale della Casa di Cura è addestrato ad intervenire per controllare gli incendi e tutelare la sicurezza dei degenti. All'interno delle stanze di degenza saranno a disposizione dei pazienti le norme antinfortunistiche ed antincendio da attuare in caso di necessità.
L’UTENTE ED I SUOI DIRITTI
Il paziente ricoverato ha diritto, nel rispetto della deontologia medica e delle normative vigenti in materia, a:
a) ricevere un trattamento che, per metodi di accoglienza e livello di prestazioni, sia rispettoso della libertà e della dignità della persona ed adeguato alle esigenze sanitarie del caso;
b) ottenere dai medici curanti informazioni chiare e complete sugli accertamenti diagnostici, sulla prognosi e sulle terapie;
Le norme sulla privacy non permettono di dare informazioni sulla malattia, la terapia e la prognosi a persone che non siano state espressamente designate dal/dalla paziente; tali informazioni è poi assolutamente vietato fornirle per telefono.
Al momento del ricovero il paziente indicherà su di un semplice modulo da lui/lei firmato le persone cui il personale medico e/o infermieristico sarà autorizzato a fornire informazioni ed i numeri di telefono cui il personale della struttura potrà rivolgersi in caso di necessità.
Nel caso in cui le persone autorizzate richiedano informazioni il personale addetto richiederà, come giusta portezione della privacy del paziente, un documento di riconoscimento. Tale prassi, che potrebbe apparire sgradevole, è chiaramente volta alla sola tutela del paziente dato che la struttura non ha alcun motivo a non fornire tutte le informazioni richieste dal paziente a lui di persona o a chi da lui designato. Dato che i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici possono nel primo periodo postoperatorio non essere pienamente coscienti si consiglia, nel compilare il modulo di autorizzazione, di indicare non una ma tutte le persone cui potranno essere fornite le informazioni inerenti la malattia.
Infine si prega volersi adeguare a quanto sopra scritto per non mettere in imbarazzo il personale della struttura dato che in caso di inadempienza lo stesso verrebbe sottoposto a provvedimento disciplinare.

DIVISIONE DI CARDIOLOGIA


La Divisione di Cardiologia dispone ambulatori, di servizio diagnostico, di camere operatorie, di reparto degenza.
Con l'ausilio di tutte le metodiche ambulatoriali non invasive (test da sforzo, Ecocardiogramma, Ecodoppler, ECG Holter, ecc.) vengono studiate patologie come ad esempio l'ipertensione arteriosa e le sue complicanze, la cardiopatia ischemica, le cardiomiopatie e le aritmie cardiache); in particolare per quest'ultimo tipo di patologia, il reparto è dotato di due letti monitorizzati, nei quali vengono continuamente tenuti sotto stretto controllo i pazienti affetti da forme di aritmie particolarmente gravi.
Il centro è specializzato per la diagnosi e la cura delle aritmie cardiache e della sincope.
Le prestazioni sono eseguite in regime ambulatoriale, in Day Service, in Day Hospital, in Day Surgery o in ricovero ordinario a seconda della patologia e delle condizioni generali del paziente.

AMBULATORIO
SEZIONE DIAGNOSTICA
Doppler vascolare
Ecocolor Doppler vascolare
Ecocardiogramma Color Doppler
Ecocardiogramma dinamico secondo Holter
Monitoraggio della pressione arteriosa (Holter pressorio)
Stimolazione Atriale Transesofagea (o Studio Elettrofisiologico Transesofageo)
Studio elettrofisiologico endocavitario
Test ergometrico su pedana mobile
Tilting test
PRESTAZIONI TERAPEUTICHE MEDICHE E CHIRURGICHE
Impianto di Pacemaker
Impianto di Pacemaker biventricolare
Impianto di Defibrillatore Automatico Impiantabile
Ablazione transcatetere di aritmie sopraventricolari
Cardioversione elettrica esterna ed interna
Impianto di Loop-recorder

PRESTAZIONI DI CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA

AMBULATORIO


E’ possibile prenotare visite cardiologiche dal Lunedì al Sabato. 
Le ampie sale d’attesa e le stanze di visita ci permettono di garantire un servizio confortevole per i nostri pazienti. La Casa di Cura cerca sempre di rispettare gli orari degli appuntamenti ma dato che il tempo necessario all’atto medico non è sempre esattamente programmabile una ragionevole tolleranza deve essere accettata. Inoltre il presentarsi di pazienti non prenotati e con patologia urgente può comportare un allungamento del tempo di attesa.
L’ambulatorio esegue visite cardiologiche su pazienti di qualsiasi età. La visita cardiologia essendo un atto complesso può a volte non essere completata in una unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi  per un completarla.

SEZIONE DIAGNOSTICA


Doppler vascolare
Ecocolor Doppler vascolare

Cosa è: è un esame in grado di valutare la condizione dei vasi sia arteriosi che venosi. Le arterie più frequentemente valutate con questo esame sono le carotidi (cosiddetti “vasi epiaortici”), e quelli degli arti inferiori, per stabilire la presenza di eventuali alterazioni della parete stessa (ispessimenti, placche, stenosi, ecc) ed indirizzarne il trattamento.
A livello venoso, soprattutto degli arti inferiori, viene valutata la eventuale presenza di varici.

Ecocardiogramma color Doppler
Cosa è: è un esame diagnostico non invasivo consistente in una ecografia del cuore e delle sue valvole. L'esame è in grado di analizzare lo spessore delle pareti delle camere cardiache, le dimensioni delle camere cardiache stesse, il funzionamento delle valvole, la forza di contrazione del muscolo cardiaco (ridotta in patologie come l'infarto o la cardiopatia dilatativa).
ElettroCardioGramma dinamico secondo Holter
Cosa è: consiste in una registrazione continua dell'Elettrocardiogramma per 24 ore. Viene fatta con un registratore di piccole dimensioni che il paziente porta con sè per tutta la durata della registrazione. È in grado di svelare disturbi del cuore come l'angina pectoris o come le aritmie che si manifestano solo in particolari momenti della giornata e che possono essere causa di sintomi come lo svenimento.
Monitoraggio della pressione arteriosa
Cosa è: consiste in una registrazione di lunga durata dei valori della pressione arteriosa per mezzo di un bracciale automatico che viene applicato e lasciato al paziente per una intera giornata. Ci consente di evidenziare le variazioni della pressione stessa nei vari momenti della giornata. I dati che esso ci fornisce consentono di stabilire il momento più idoneo per l'inizio di un trattamento antiipertensivo o la valutazione di un trattamento già in corso.
Stimolazione Atriale Transesofagea (o Studio Elettrofisiologico Transesofageo)
Cosa è: Viene eseguita introducendo un piccolo elettrodo in esofago per via nasale, da dove viene poi stimolato il cuore per valutare la presenza in esso di aritmie sopraventricolari. Dura pochi minuti.
Test ergometrico o Elettrocardiogramma sotto sforzo
Cosa è: è uno dei test non invasivi più sensibili per la diagnosi della cardiopatia ischemica, o per la sua valutazione nel tempo (ad esempio dopo trattamento di rivascolarizzazione miocardica con Angioplastica o By-pass aorto-coronarico).
E' molto utile per la valutazione della condizione delle coronarie anche in pazienti che hanno diversi fattori di rischio per coronaropatia, anche in assenza di chiari sintomi di angina, così come per l'idoneità sportiva negli atleti.
Tilting Test (Tilt Table Test)
Cosa è: è un test eseguito nei pazienti che soffrono di svenimenti (sincopi) ricorrenti, per scoprirne la causa ed il meccanismo con cui avvengono, e per orientarne il trattamento.

PRESTAZIONI TERAPEUTICHE MEDICHE E CHIRURGICHE


Impianto di pacemaker
Il Pacemaker è un dispositivo che serve a regolare il ritmo cardiaco nei pazienti che hanno una frequenza cardiaca troppo bassa a causa di un difetto nella formazione dell'impulso cardiaco stesso o di un suo blocco lungo le vie di conduzione del cuore. L'intervento viene eseguito in anestesia locale nella parte alta del torace, dove viene posto il generatore di impulsi. Questo viene poi collegato a degli elettrodi che vengono fatti procedere attraverso una vena fino alle cavità del cuore, attraverso i quali esso riesce poi a dare gli impulsi mancanti. La durata dell'intervento è di circa 40 minuti, ed il tempo di degenza complessivo è di tre giorni.
Impianto di Defibrillatore Automatico Impiantabile
Tale tipo di intervento è simile a quello dell'impianto del PMK semplice. La differenza fondamentale consiste nella funzione del dispositivo, che essendo più sofisticato, riesce, oltre a svolgere la funzione di un normale pacemaker, anche a controllare le aritmie ventricolari di un paziente, quali la tachicardia ventricolare e la fibrillazione ventricolare, (dette anche “aritmie maligne” in quanto potenzialmente letali).
Impianto di pacemaker biventricolare
Ablazione transcatetere di aritmie sopraventricolari
Tale procedura fa di solito seguito allo studio elettrofisiologico e consiste nella eliminazione di particolari aritmie cardiache attraverso il riscaldamento di alcune aree del cuore, in cui si trovano dei circuiti capaci di provocare in perpetuarsi delle aritmie stesse. Viene eseguito in anestesia locale e a paziente sveglio. E' necessario un ricovero di due giorni.
Cardioversione elettrica esterna ed interna
E' una procedura non invasiva che serve a ripristinare il normale ritmo cardiaco in pazienti che soffrono di particolari tipi di aritmie persistenti, come la fibrillazione atriale, quando non sensibili alla terapia medica. Si addormenta il paziente per pochi minuti e si eroga attraverso due punti del torace una corrente elettrica che attraversando il muscolo cardiaco lo “resetta” elettricamente, ripristinando il normale ritmo cardiaco. Sono necessari due giorni di ricovero e i disturbi per il paziente sono minimi.
Impianto di Loop-recorder
E' un registratore del battito cardiaco miniaturizzato. Viene inserito sotto la cute nella parte alta del torace e registra il battito cardiaco per circa un anno e mezzo. Periodicamente è possibile interrogarlo sull'andamento del ritmo del paziente, mediante un apposito dispositivo esterno. A termine del periodo di osservazione viene poi rimosso.

DIVISIONE DI CHIRURGIA

SEZIONE DI CHIRURGIA GENERALE


La Divisione di Chirurgia è composta da Ambulatori, dalla Sezione Diagnostica, dal Reparto Operatorio, dal Reparto di Degenza. Le prestazioni avvengono in regime ambulatoriale, in Day Service, in Day Hospital, in Day Surgery, in Ricovero Ordinario.
Ai pazienti curati in regime di Day Hospital o di Ricovero Ordinari al momento della dimissione  verrà rilasciata una relazione dettagliata da consegnare al proprio Medico curante con la diagnosi, il riepilogo dei principali esami effettuati, il decorso clinico con indicazioni sulla terapia farmacologia da proseguire a domicilio, nonché indicazioni sull’opportunità di successivi controlli ambulatoriali.

AMBULATORIO
SEZIONE DIAGNOSTICA
Agobiopsia ecoguidata della mammella
Agobiopsia ecoguidata della prostata
Agobiopsia ecoguidata della tiroide
Agobiopsia eco-TC guidata del fegato
Endoscopia digestiva-Esofagogastroduodenoscopia
Endoscopia digestiva-Pancolonscopia
Endoscopia urologica-Pielografia retrograda
Endoscopia urologica-Uretrocistoscopia con prelievi biologici
Ecografia
Endoscopie virtuali mediante TAC a 64 strati
PRESTAZIONI CHIRURGICHE
Chirurgia dell’apparato digerente
Chirurgia dell’esofago
Chirurgia dello stomaco
Chirurgia dell’intestino tenue
Chirurgia del colon  del retto
Chirurgia del fegato
Chirurgia della parete addominale
Chirurgia del collo e della tiroide
Chirurgia dermatologica
Chirurgia ginecologica
Chirurgia della mammella
Chirurgia della mano
Chirurgia ortopedica
Chirurgia del perineo
Chirurgia del polmone
Chirurgia urologica
Chirurgia vascolare

 

AMBULATORIO


L'ambulatorio di Chirurgia generale è attivo tutti i giorni ad esaurimento delle visite. Le ampie sale d’attesa e le numerose stanze di visita ci permettono di garantire un servizio confortevole per i nostri pazienti. Il personale sanitario addetto cerca sempre di rispettare gli orari degli appuntamenti ma dato che il tempo necessario all’atto medico non è sempre esattamente programmabile una ragionevole tolleranza deve essere accettata. 
L’ambulatorio esegue visite su pazienti di qualsiasi età con malattie o sintomi di interesse chirurgico. La visita chirurgica essendo un atto complesso può a volte non essere completata in una unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi  per un completarla. Molte volte per arrivare alla diagnosi corretta è necessario eseguire indagini specifiche.
Quando necessario o opportuno il paziente può essere inviato alla sezione specifica; ad esempio un paziente con problemi urologici alla sezione di urologia, un paziente con problemi dell’apparato osteoarticolare alla sezione di ortopedia, etc.

 

SEZIONE DIAGNOSTICA


Agobiopsia ecoguidata della mammella
Questa metodica consiste nel prelievo di frustoli di tessuto mammario sospetto per l’esame istopatologico.
Il prelievo consiste nell’aspirare con ago sottile delle cellule che vengono depositate su un vetrino per l’esame citologico, oppure il prelievo consiste nell’asportare un piccolo frammento di tessuto mammario con ago tranciante.
Si esegue in regime di Day Surgery o ambulatoriale.

Agobiopsia ecoguidata della prostata
Questa metodica consiste nell’asportare più frammenti di tessuto prostatico con ago tranciante sotto guida ecografia.
Tale metodica è indolore e necessita di una copertura antibiotica di breve durata.
Si esegue in regime di Day Surgery o ambulatoriale.
Agobiopsia ecoguidata della tiroide
Questa metodica consiste nell’aspirare con ago fine cellule tiroidee che vengono strisciate su un vetrino ed inviate al citopatologo per una corretta diagnosi.
Tale metodica è indolore e necessita di una copertura antibiotica di breve durata
Si esegue in regime di Day Surgery o ambulatoriale.
Agobiopsia eco-TC guidata del fegato
Questa metodica consiste nel prelievo di frustoli di tessuto epatico sospetto per l’esame istopatologico.
Il prelievo consiste nell’asportare un piccolo frammento di tessuto epatico con ago tranciante.
Si esegue in regime di Day Surgery o ambulatoriale.
Endoscopia digestiva-Esofagogastroduodenoscopia
Esame endoscopico che consente di esaminare l’esofago, lo stomaco e il duodeno, tramite l’introduzione attraverso la bocca di una piccola sonda dotata di telecamera che proietta immagini molto dettagliate su video. Si possono effettuare registrazione e/o foto dell’esame.
Nel corso dell’esame si possono effettuare atti diagnostici (biopsie) o terapeutici (polipectomie, legature o scleroterapia di varici esofagee)
Si effettua in regime ambulatoriale con piccola sedazione.
Endoscopia digestiva-Pancolonscopia
Esame endoscopico che consente di esaminare il grosso intestino (colon) tramite l’introduzione attraverso l’ano di una piccola sonda dotata di telecamera che proietta immagini molto dettagliate su video. Si possono effettuare registrazione e/o foto dell’esame.
Nel corso dell’esame si possono effettuare atti diagnostici (biopsie) o terapeutici (polipectomie, emostasi di punti di sanguinamento con elettrobisturi ad argon)
Si effettua in regime ambulatoriale con piccola sedazione.
Endoscopia urologica-Pielografia retrograda
Esame che consente di visualizzare la via urinaria superiore (calici, bacinetto, uretere). Necessita della collaborazione del reparto radiologico. Consiste nell’iniettare nell’uretere attraverso un cateterino introdotto per via cistoscopia mezzo di contrasto radioopaco.
Si effettua in regime ambulatoriale con piccola sedazione e necessita di una copertura antibiotica di breve durata
Endoscopia urologica-Uretrocistoscopia con prelievi biologici
Esame strumentale consiste nell’introduzione di un endoscopio (cistoscopio) nell’uretra sino in vescica. Le immagini vengono proiettate e magnificate su un video e possono essere registrate e/o fotografate.
Nel corso dell’esame possono essere effettuati prelievi bioptici.
Si effettua in regime di Day Surgery con piccola sedazione e necessita di una copertura antibiotica di breve durata.
Ecografia
Endoscopie virtuali mediante TAC a 64 strati

PRESTAZIONI CHIRURGICHE


Chirurgia dell’apparato digerente – esofago
Esofagectomia totale o parziale. Intervento che prevede l’asportazione in toto o parziale dell’esofago e la sua sostituzione con un altro segmento digestivo.
Dilatazione esofagee con sonde esofagee dedicate,
Correzione giunzione esofago-gastrica con accesso laparoscopico o a cielo aperto.
Tali interventi vengono eseguiti a cielo aperto con anestesia generale ed in regime di Ricovero Ordinario.

Chirurgia dell’apparato digerente – stomaco
Gastrectomia totale o parziale. Intervento che consiste nell’asportazione di tutto lo stomaco o di parte di esso per patologie benigne o maligne.
Tali interventi vengono eseguiti a cielo aperto o laparoscopico con anestesia generale ed in regime di Ricovero Ordinario.

Chirurgia dell’apparato digerente – intestino tenue
Resezioni intestinali che prevedono l’asportazione di segmenti di intestino tenue generalmente per patologie benigne (M.di Crohn) e/o maligna.
Tali interventi vengono eseguiti a cielo aperto o laparoscopico con anestesia generale ed in regime di Ricovero Ordinario

Chirurgia dell’apparato digerente – colon e retto
Interventi che prevedono l’asportazione dell’intero intestino grasso (colectomia totale ) o di porzioni di esso (emicolectomia destra, emicolectomia sinistra, traverso, resezione anteriore del retto, amputazione ad domino-perineale. Tali interventi vengono effettuati per patologie benigne (M.di Crohn, rettocolite ulcerosa, malattia diverticolare) e neoplasie maligne.
 Tali interventi vengono eseguiti a cielo aperto o laparoscopico con anestesia generale ed in regime di Ricovero Ordinario

Chirurgia dell’apparato digerente – bilio-pancreatica
Fegato: resezioni epatiche maggiori (lobectomia destra, sinistra, bi-segmentectomia), resezioni epatiche minori (resezioni atipiche, wedje resection). Tali interventi vengono effettuati per patologie benigne e maligne primitive o secondarie a carico del parenchima epatico.
Colecisti: colecistectomia laparoscopica, intervento eseguito per la calcolosi della colecisti e per neoformazioni benigne della colecisti
Vie biliari: interventi di derivazioni bilio-digestiva per calcolosi delle vie biliari e tumori della testa del pancreas suscettibili di solo trattamento palliativo.
Pancreas: resezioni segmentarie del pancreas per patologie benigne (pancreatite acuta, pseudocisti pancreatiche) o per patologie maligne.
Tali interventi vengono eseguiti a cielo aperto o in laparoscopia con anestesia generale ed in regime di Ricovero Ordinario.
Chirurgia della parete addominale
Ernie inguinali, ernia ombelicale e laparoceli vengono trattati con tecnica di avanguardia mediante l’uso di reti protesiche sintetiche,  nelle riparazione delle lacune erniarie e dei laparoceli, comporta un quasi annullamento delle recidive ed una più rapida ripresa delle condizioni generali del paziente.
Tali interventi vengono eseguiti a cielo aperto o in laparoscopia con anestesia locale e/o generale ed in regime di Day Surgery o di Ricovero Ordinario.

Chirurgia del collo e della tiroide
Si effettuano interventi sul collo, sulle ghiandole salivari maggiori ( parotidi, sottomandibolari), sulle stazioni linfonodali a scopo diagnostico e terapeutico.
Particolare attenzione viene rivolta alla patologia tiroidea, grazie anche al supporto del Servizio di Endocrinologia della struttura. Si effettuano interventi chirurgici di tiroidectomia per patologie benigne e maligne.
Tali interventi vengono eseguiti a cielo aperto con anestesia generale ed in casi selezionati in anestesia locale ed in regime di Day Surgery o di Ricovero Ordinario.

Chirurgia dermatologica
Patologie benigne: lipomi, cisti sebacee, nevi, cheratosi, verruche, fibroangiomi.
Patologie maligne: melanoma, epitelioma basocellulare e spinocellulare.
Tali interventi vengono eseguiti  con anestesia locale in regime ambulatoriale, di Day Surgery o di Ricovero Ordinario secondo le necessità.

Chirurgia ginecologica
Alcuni interventi rientrano nella chirurgia generale altri sono di specifica pertinenza della branca specialistica (vedi).
Asportazione di cisti ovariche, asportazione di utero ed annessi, correzione dei prolassi uterini.
Tali interventi vengono eseguiti a cielo aperto o in laparoscopia con anestesia generale o periferica in regime di Day Surgery o di Ricovero Ordinario.

Chirurgia della mammella
Vengono trattate tutte le patologie benigne e maligne della mammella. Vengono eseguiti esami istopatologici seriati estemporanei sia della lesione da asportare, sia del linfonodo sentinella, per una chirurgia meno invasiva della mammella, nel rispetto della patologia e della integrità psico-fisica della donna.
Nei casi sempre più rari di asportazione estesa della mammella riteniamo ottimale ed opportuna una immediata ricostruzione protesica.
Tali interventi vengono eseguiti con anestesia generale o periferica o locale in regime di Day Surgery o di Ricovero Ordinario.

Chirurgia della mano
Alcuni interventi (Cisti tendinee, Mordo di Dupuytren, Sindrome del tunnel carpale, dito a scatto) rientrano nella chirurgia generale altri sono di specifica pertinenza della branca specialistica (vedi).
Chirurgia del perineo
il nostro Servizio di Chirurgia del Perineo è all'avanguardia nel trattamento delle patologie del piano perineale ed in particolare nel trattamento della patologia emorroidaria, del prolasso ano-rettale, della sindrome da ostruita defecazione, incontinenza urinaria e fecale con l'uso di stappler circolari, di bisturi a radiofrequenza.
Chirurgia urologica
Alcuni interventi rientrano nella chirurgia generale altri sono di specifica pertinenza della branca specialistica (vedi).
Trattamento chirurgico della patologia benigna e maligna del rene (nefrectomia totale e parziale), degli ureteri (ureterectimia, plastica di allungamento, reimpianti ureterali in vescica), malattia del giunto pieloureterale.
Patologia  della vescica (cistectomia radicale con ricostruzione della vescica con ansa intestinale)
Patologia della prostata (adenomiomectomie, vescicolo-prostatectomia per neoplasia maligna).

Chirurgia vascolare
Patologia del distretto venoso arti inferiori vengono trattate mediante safenectomia, flebectomia, scleroterapia.
Tali interventi vengono eseguiti con anestesia periferica o locale in regime di Day Surgery o ambulatoriale.
Chirurgia laparoscopica avanzata
Molte della patologie addominali quali la calcolosi della colecisti, malattia da reflusso gastro-esofageo,  alcuna malattie benigne e maligne del colon, la patologia annessiale dell’utero, alcune patologie urologiche vengono trattate con successo con metodiche mininvasive laparoscopiche.
Tali interventi vengono eseguiti con anestesia generale in regime di Ricovero Ordinario.

DIVISIONE DI CHIRURGIA
SEZIONI SPECIALISTICHE

 

Sezione di Angiologia
Sezione di Chirurgia Maxillo-faciale
Sezione di Dermatologia chirurgica
Sezione di Ortopedia e Chirurgia della mano
Sezione di Otorinolaringoiatria
Sezione di Senologia
Sezione di Urologia


SEZIONE DI ANGIOLOGIA CHIRURGICA


La Sezione di Angiologia chirurgica dispone di Ambulatori, di Sezione Diagnostica, di Camere Operatorie, di letti di degenza. Le prestazioni avvengono in regime ambulatoriale, in Day Service, in Day Hospital, in Day Surgery, in Ricovero Ordinario.
Ai pazienti curati in regime di Day Hospital o di Ricovero Ordinari al momento della dimissione  verrà rilasciata una relazione dettagliata da consegnare al proprio Medico curante con la diagnosi, il riepilogo dei principali esami effettuati, il decorso clinico con indicazioni sulla terapia farmacologia da proseguire a domicilio, nonché indicazioni sull’opportunità di successivi controlli ambulatoriali.
AMBULATORIO
L’ambulatorio esegue visite su pazienti di qualsiasi età. La visita angiologica essendo un atto complesso può a volte non essere completata in una unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi  per un completarla. Molte volte per arrivare alla diagnosi corretta è necessario eseguire indagini specifiche.
PRESTAZIONI TERAPEUTICHE
Chirurgia flebologica
Il trattamento chirurgico di questa patologia rappresenta un momento importante anche per prevenire malattie molto più gravi , quali la malattia tombo-embolica e l’arto post flebitico.
Nel Reparto di Chirurgia Generale si praticano tutte le tecniche chirurgiche, dallo stripping alle flebectomie estetiche di minima.


SEZIONE DI CHIRURGIA MAXILLO-FACIALE


La Sezione di Chirurgia Maxillo-Faciale dispone di Ambulatori, di Sezione Diagnostica, di Camere Operatorie, di letti di degenza in Day Hospital o in Ricovero Ordinario. Le prestazioni avvengono in regime ambulatoriale, in Day Service, in Day Hospital, in Day Surgery, in Ricovero Ordinario.
Ai pazienti curati in regime di Day Hospital o di Ricovero Ordinari al momento della dimissione  verrà rilasciata una relazione dettagliata da consegnare al proprio Medico curante con la diagnosi, il riepilogo dei principali esami effettuati, il decorso clinico con indicazioni sulla terapia farmacologia da proseguire a domicilio, nonché indicazioni sull’opportunità di successivi controlli ambulatoriali.

AMBULATORIO
L’ambulatorio esegue visite su pazienti di qualsiasi età con malattie o sintomi di interesse chirurgico. La visita essendo un atto complesso può a volte non essere completata in una unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi  per un completarla. Molte volte per arrivare alla diagnosi corretta è necessario eseguire indagini specifiche.
SEZIONE DIAGNOSTICA
Radiografia endorale
Ortopatomografia
DENTASCAN
Consiste nella T.A.C. del maxillo facciale e della mandibola con la comprensione delle arcate dentali.E’ diviso in sezioni frontali, in
sezioni assiali (tangenti all’asse del corpo umano) e in sezioni dette cross che tagliano lateralmente i diametri delle due arcate.

PRESTAZIONI TERAPEUTICHE
Chirurgia parodontale ricostruttiva
Implantologia con rigenerazione ossea
Mediante una tecnica di rigenerazione ossea basata sull’utilizzo di alcuni tipi di fosfati di calcio (il normale costituente minerale dell’osso umano) miscelati insieme ad una particolare fibrina, e’ possibile ricostruire l’osso dove questo e’ andato perduto causa fratture, atrofia o infiammazioni. Pertanto e’ possibili curare numerosi casi di parodontite (nota altrimenti come piorrea), inserire impianti osteointegrati dove prima non era possibile per mancanza di osso (previa ricostruzione ossea contemporanea o antecedente) e riabiltare zone ossee rimaste danneggiate dalla presenza di cisti  o processi infettivi acuti e cronici.
Chirurgia parodontale ricostruttiva
Rilazo dei seni mascellari
Rialzo delle creste mascellari e mandibolari
Cisti del mascellare e del mandibolare
Apicectomie
Estrazione chirurgica dei denti in inclusione ossea

 


SEZIONE DI DERMATOLOGIA-CENTRO LASER-CHIRUGIA ESTETICA


La Sezione di Dermatologia chirurgica dispone di Ambulatori, di Sezione Diagnostica, di Camere Operatorie, di letti di degenza. Le prestazioni avvengono in regime ambulatoriale, in Day Service, in Day Hospital, in Day Surgery, in Ricovero Ordinario.
Ai pazienti curati in regime di Day Hospital o di Ricovero Ordinari al momento della dimissione  verrà rilasciata una relazione dettagliata da consegnare al proprio Medico curante con la diagnosi, il riepilogo dei principali esami effettuati, il decorso clinico con indicazioni sulla terapia farmacologia da proseguire a domicilio, nonché indicazioni sull’opportunità di successivi controlli ambulatoriali.

AMBULATORIO
L’ambulatorio esegue visite su pazienti di qualsiasi età, anche bambini, con malattie o sintomi di interesse chirurgico. La visita un atto complesso può a volte non essere completata in una unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi  per un completarla. Molte volte per arrivare alla diagnosi corretta è necessario eseguire indagini specifiche.
SEZIONE DIAGNOSTICA DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA
Mappatura dei nevi ed epiluminescenza
Prevenzione e trattamento dei tumori cutanei
Dermatologia allergologica: Patch Test
Dermocosmetologia
Dermatologia tricologica: analisi del capello con epiluminescenza
Diagnosi e cura delle malattie a trasmissione sessuale
Dermatostomatologia e patologia del cavo orale
PRESTAZIONI TERAPEUTICHE

Chirugia Laser
Trattamento degli instetismi con Laser CO2, DTC, Laser Nd:YAG: discromie mani-viso, angiomi piani, pianotuberosi, stellari, rubinici, teleangectasie, eritrosi viso-collo, acne rosacea, capillari del viso e delle gambe, rinofima, granuli di milio, xantelasmi, melasma, fibromi penduli, verruche seborroiche, verruche volgari, tricoepiteliomi, papillomi, cheloidi, nevo epidermico, lentigo senile, granuloma piogenico, verruche filiformi e piane.
Dermatologia estetica
Ringiovanimento del viso, trattamento cicatrici acneiche, rughe: acido polilattico, acido ialuronico, peelings, Laser CO2 ultrapulsato, Laser a luce pulsata
Fillers per rimodellamento di naso, zigomi, labbra, solchi naso-labiali, mento.
Epilazione con Laser Ligth-Sheer


SEZIONE DI GINECOLOGIA


La Sezione di Ginecologia dispone di Ambulatori, di Sezione Diagnostica, di Camere Operatorie, di letti di degenza. Le prestazioni avvengono in regime ambulatoriale, in Day Service, in Day Hospital, in Day Surgery, in Ricovero Ordinario.
Ai pazienti curati in regime di Day Hospital o di Ricovero Ordinari al momento della dimissione  verrà rilasciata una relazione dettagliata da consegnare al proprio Medico curante con la diagnosi, il riepilogo dei principali esami effettuati, il decorso clinico con indicazioni sulla terapia farmacologia da proseguire a domicilio, nonché indicazioni sull’opportunità di successivi controlli ambulatoriali.

AMBULATORIO
L’ambulatorio esegue visite ginecologiche e senologiche su pazienti di qualsiasi età. La visita essendo un atto complesso può a volte non essere completata in una unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi  per un completarla. Molte volte per arrivare alla diagnosi corretta è necessario eseguire indagini specifiche.
SEZIONE DIAGNOSTICA
Citologia cervco-vaginale (pap test)
Colposcopia
Ecografia pelvica sovrapubica e transvaginale)
Mammografia
Tamponi vaginali e Uretrali - Batteriologia 
MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) 
Prove urodinamiche – Studio dell’incontinenza urinaria  
Studio della riproduzione 
Isterosalpingografia  
Monitoraggio follicolare 
PRESTAZIONI TERAPEUTICHE
Isteroscopia diagnostica con biopsia endometriale
Isteroscopia operatoria
Laser CO2
Dilatazione e curettage uterino
Resezione di formazioni con ansa diatermica
Piccola isteroscopia operativa

Rimozione Lost-IUD, piccole sinechie, piccoli polipi
Isteroscopia operativa resettoscopica
Rimozione polipi, miomi sottomucosi, setti uterini, metroplastica
Conizzazione con ansa diatermica o a lama fredda
Enucleazione/marsupializzazione cisti ghiandola del Bartolino
Ablazione Endometriale a Radiofrequenza
Minilaparatomia per patologia utero-annessiale benigna
Cisti ovariche, miomi uterini, sactosalpinge, fibromatosi uterina…
Laparoscopia diagnostica e operativa

Cisti ovariche, endometriosi, ovariectomia, salpingectomia, sindromi aderenziali, isterectomia laparoscopica
Chirurgia laparotomica
Chirurgia vaginale
Chirurgia della mammella
Chirurgia per incontinenza urinaria
Chirurgia oncologica ginecologica


SEZIONE DI ORTOPEDIA


La Sezione di Ortopedia dispone di Ambulatori, di Sezione Diagnostica, di Camere Operatorie, di letti di degenza. Le prestazioni avvengono in regime ambulatoriale, in Day Service, in Day Hospital, in Day Surgery, in Ricovero Ordinario.
Ai pazienti curati in regime di Day Hospital o di Ricovero Ordinari al momento della dimissione  verrà rilasciata una relazione dettagliata da consegnare al proprio Medico curante con la diagnosi, il riepilogo dei principali esami effettuati, il decorso clinico con indicazioni sulla terapia farmacologia da proseguire a domicilio, nonché indicazioni sull’opportunità di successivi controlli ambulatoriali.

AMBULATORIO
L’ambulatorio esegue visite su pazienti di qualsiasi età. La visita essendo un atto complesso può a volte non essere completata in una unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi  per un completarla. Molte volte per arrivare alla diagnosi corretta è necessario eseguire indagini specifiche.
PRESTAZIONI TERAPEUTICHE
Chirurgia della mano
Alcuni interventi rientrano nella chirurgia generale altri sono di specifica pertinenza della branca specialistica (vedi).
Cisti tendinee
Morbo di Dupuytren
Sindrome del tunnel carpale
Dito a scatto


SEZIONE DI OTORINOLARINGOIATRIA


La Sezione di Otorinolaringoiatria dispone di Ambulatori, di Sezione Diagnostica, di Camere Operatorie, di letti di degenza. Le prestazioni avvengono in regime ambulatoriale, in Day Service, in Day Hospital, in Day Surgery, in Ricovero Ordinario.
Ai pazienti curati in regime di Day Hospital o di Ricovero Ordinari al momento della dimissione  verrà rilasciata una relazione dettagliata da consegnare al proprio Medico curante con la diagnosi, il riepilogo dei principali esami effettuati, il decorso clinico con indicazioni sulla terapia farmacologia da proseguire a domicilio, nonché indicazioni sull’opportunità di successivi controlli ambulatoriali.

AMBULATORIO
L’ambulatorio esegue visite su pazienti di qualsiasi età. La visita essendo un atto complesso può a volte non essere completata in una unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi  per un completarla. Molte volte per arrivare alla diagnosi corretta è necessario eseguire indagini specifiche.
SEZIONE DIAGNOSTICA
Diagnostica strumentale
         Esame audiometrico
         Impedenziometria e Timpanometria
         Esame audiovestibolare
         Endoscopia maso-Sinusale
         Rinomanometria
         Fibrolaringoscopia
Prove allergiche per Allergeni ed Alimenti
PRESTAZIONI TERAPEUTICHE
Chirurgia ORL
Chirurgia con radiofrequenze
Chirurgia videoendoscopica
Microchirurgia dell’orecchio
Microchirurgia delle corde vocali
Insufflazioni Tubariche con Acqua termale
Piccola isteroscopia operativa


SEZIONE DI SENOLOGIA


E’ in allestimento il centro di senologia per la diagnosi ed il trattamento precoce delle patologie connesse. Scopo principale del centro sarà la prevenzione e la cura delle forme neoplastiche.
Annesso al centro di Senologia è già operante la Chirurgia Plastica dek seno a scopo riscostruttivo o estetico.

SEZIONE DI UROLOGIA


Ambulatorio
L’ambulatorio esegue visite urologiche su pazienti di qualsiasi età. La visita urologica essendo un atto complesso può a volte non essere completata in un'unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi per completarla.
Quando necessario o opportuno il paziente può essere inviato alla sezione specifica; le sezioni specifiche di cui dispone il nostro ambulatorio sono descritte in appresso.

SEZIONI AMBULATORIALI SPECIALIZZATE

SEZIONE DI ANDROLOGIA

  • Impotenza
  • Infertilità maschile
  • Malattie sessualmente trasmesse
  • IPP

SEZIONE CALCOLOSI URINARIA

  • Trattamento calcolosi renale
  • Trattamento calcolosi ureterale

SEZIONE INCONTINENZA URINARIA:

  • Trattamento incontinenza Maschile
  • Trattamento incontinenza Femminile

ECOGRAFIE UROLOGICHE:

  • Ecografia vescicale/renale
  • Ecografia prostatica Trans-rettale
  • Ecografia trans-labiale
  • Ecografia scrotale
  • Ecocolor Doppler v. spermatici
  • Biopsie prostatiche eco-guidate

SEZIONE DIAGNOSTICA:

Uretrocistoscopia:

Definizione:
La cistoscopia consente di vedere, grazie all'utilizzo di un particolare apparecchio a fibre ottiche dotato di un tubo flessibile, la superficie interna della vescica e l'imboccatura degli ureteri, i due condotti che collegano la vescica ai reni.                    

Indicazioni:
la cistoscopia viene utilizzata ogni qualvolta sia necessario indagare su un'eventuale alterazione della vescica. In particolare, viene prescritta qualora si voglia avere conferma della presenza di formazioni anomale, individuate precedentemente dall'ecografia, oppure nel caso in cui sia necessario scoprire l'origine della comparsa di sangue nelle urine.

Regime di esecuzione:
Ambulatoriale (privata)
 Day-Hospital

Modalità di esecuzione:
Il paziente viene messo supino con le gambe sollevate su dei gambali; si lubrifica l'uretra con 5-10 cc di gel lubrificante che contiene dell'anestetico. In alcuni casi può essere necessaria un'anestesia periferica o addirittura generale. Nell'uomo bisogna mettere in trazione il pene per rettilinizzare l'uretra, mentre nella donna è sufficiente repertare il meato urinario esterno; il cistoscopio viene introdotto nell'uretra e risale sino a raggiungere la vescica che viene distesa con soluzione irrigante per ispezionarne le pareti. Sono disponibili cistoscopi di vario calibro, rigidi e flessibili; i cistoscopi flessibili sono meglio sopportati e consentono di eseguire la cistoscopia al letto del paziente. Seppur condotta in asepsi, può essere utile una copertura con antibiotici. Il fibroscopio è collegato a un monitor sul quale appaiono le immagini della superficie interna della vescica  che lo specialista esamina "in tempo reale". La durata è dai 5 ai 15 minuti.

Che cosa fare dopo l'esame:
 Non è necessario rimanere a riposo a letto, anche se è consigliabile attendere almeno un giorno prima di riprendere le normali attività. Può accadere che l'urina emessa dopo la cistoscopia presenti una colorazione rosata: si tratta di un'eventualità normale dovuta al fatto che lo strumento può provocare leggere escoriazioni nella zona che possono determinare sanguinamento. E' possibile, inoltre, che per tutto il giorno successivo all'esame si provi fastidio quando si urina: anche questa è un'eventualità normale. Bisogna, invece, segnalare immediatamente al medico l'eventuale incapacità di urinare. In ogni caso, è raccomandabile, al fine di favorire la diuresi, bere molta acqua nelle ore successive all'esame.

Uretrocistoscopia con biopsia/mapping vescicale:    

Definizione:
è l'ispezione visiva endoscopica della vescica con il prelievo di tessuto vescicale. Scopo della procedura è quello di ottenere del materiale bioptico su aree sospette o su lesioni evidenti da inviare all'esame istologico.


Indicazioni:
ematuria (sangue nelle urine), disturbi della minzione non altrimenti diagnosticabili, presenza di neoformazioni vescicali segnalate da esami di diagnostica per immagine, dalla citologia urinaria o dalla positività di sostanze urinarie o ematiche ritenute sensibili.

Regime di esecuzione:
 Day-Hospital/Ricovero ordinario

Modalità di esecuzione:
 Il paziente viene messo supino con le gambe sollevate su dei gambali; si lubrifica l'uretra con 5-10 cc di gel lubrificante che contiene dell'anestetico. In alcuni casi può essere necessaria un'anestesia periferica o addirittura generale. Nell'uomo bisogna mettere in trazione il pene per rettilinizzare l'uretra, mentre nella donna è sufficiente repertare il meato urinario esterno; il cistoscopio viene introdotto nell'uretra e risale sino a raggiungere la vescica che viene distesa con soluzione irrigante per ispezionarne le pareti. Sono disponibili cistoscopi di vario calibro, rigidi e flessibili; i cistoscopi flessibili sono meglio sopportati e consentono di eseguire la cistoscopia al letto del paziente. Seppur condotta in asepsi, può essere utile una copertura con antibiotici. Il prelievo viene condotto con una pinza che, introdotta nel cistoscopio, afferra con il suo morso il tessuto prescelto e lo preleva con un leggero strappo. In caso di prelievi multipli random si parla di mapping vescicale. Generalmente il sanguinamento è minimo. Se il paziente è sotto anestesia, è possibile elettrocoagulare il sito del prelievo a scopo emostatico. A fine procedura può essere opportuno mettere un catetere in vescica.

Ureteroscopia:

Definizione e indicazioni:
La ureteroscopia, dopo la litotripsia extracorporea (ESWL) è la tecnica più comunemente adottata per la rimozione dei calcoli ureterali. L'ureteroscopio (flessibile o rigido) è molto simile al classico cistoscopio ma rispetto a quest'ultimo è più piccolo e più lungo.
L'ureteroscopio viene introdotto dall'esterno nel paziente anestetizzato (anestesia spinale o generale), passa attraverso l'uretra, la vescica fino a giungere all'uretere. Esso consente di individuare il calcolo all'interno dell'uretere e di rimuoverlo attraverso apposite pinze che si introducono al suo interno.
Ma questo è possibile solo per calcoli fino a 5 mm di diametro.
Quelli più grandi devono essere frantumati. L'urologo inserisce all'interno dello ureteroscopio una specifica sonda LASER  che bombarda il calcolo giungendovi a stretto contatto (litotripsia intracorporea), frantumandolo e ottenendo risultati spesso molto soddisfacenti.
Il suo campo di applicazione riguarda i calcoli posizionati nell'uretere, che sono quelli potenzialmente più pericolosi potendo comportare una ostruzione delle vie urinarie  .
In base alle linee guida dell'Associazione Europea di Urologia mentre la calcolosi dell'uretere superiore deve essere trattata primitivamente con la ESWL, quella dell'uretere inferiore e medio deve essere trattata preferibilmente mediante ureteroscopia.
Inoltre, anche qualora si preferisca il trattamento mediante ESWL, non sempre è possibile effettuarlo e si deve necessariamente ricorrere alla ureteroscopia.
Infatti non raramente il calcolo ureterale è di difficile localizzazione sia con la radiografia che con la ecografia non rendendo possibile il "puntamento" indispensabile per la ESWL.
Un’ ulteriore campo di applicazione risulta essere la diagnostica delle neoformazioni uroteliali e lo studio dell’ematuria monolaterale (sangue nelle urine proveniente da un unico rene). L’ureteroscopia permette infatti di eseguire citologie selettive e biopsie di neoformazioni uroteliali.

Regime di esecuzione:
Ricovero ordinario: degenza di 2 notti

Modalità di esecuzione:
 Il paziente viene messo supino con le gambe sollevate su dei gambali; si lubrifica l'uretra con 5-10 cc di gel lubrificante che contiene dell'anestetico. In alcuni casi può essere necessaria un'anestesia periferica o addirittura generale. Nell'uomo bisogna mettere in trazione il pene per rettilineizzare l'uretra, mentre nella donna è sufficiente repertare il meato urinario esterno; l’ureteroscopio viene introdotto nell'uretra e risale sino a raggiungere la vescica. Sotto guida di un cateterino ureterale si repertano gli ostii ureterali e si procede all’introduzione dello strumento all’interno dell’uretere stesso. Sono disponibili ureteroscopi di vario calibro, rigidi e flessibili; seppur condotta in asepsi, può essere utile una copertura con antibiotici.

BIOPSIA PROSTATICA TRANS-RETTALE/TRANS-PERINEALE:

Definizione:
La biopsia prostatica è una procedura indispensabile per la diagnosi del carcinoma prostatico e per la sua ristadiazione dopo terapia chirurgica o radiante.
Consente di ottenere alcuni campioni di tessuto prostatico per la conferma istologica di tumore. In base al risultato dell'esame e di quelli precedentemente eseguiti (esplorazione rettale, ecografia prostatica trans-rettale, P.S.A., etc.) vengono poste le indicazioni prognostiche e terapeutiche o programmato il successivo iter diagnostico (per negatività).

Indicazioni

a) Conferma diagnostica di carcinoma prostatico per alterazione di una o più delle seguenti indagini cliniche: esplorazione rettale, ecografia trans-rettale, P.S.A.
Se l'unico parametro alterato è il P.S.A., e questo è compreso tra 4 e 10, è opportuno, prima della biopsia, valurare la P.S.A.D. e/o il rapporto L/T.
b) Valutazione istologica della prostata periferica per riscontro incidentale di P.I.N. dopo TURP. o ADENOMECTOMIA a cielo aperto.
c) Ristadiazione di Ca. P. dopo terapia radiante o chirurgica, per sospetto clinico di
ripresa di malattia.
Una biopsia prostatica eseguita correttamente e con le giuste indicazioni permette la diagnosi di Ca. P., un successivo accurato inquadramento clinico del tumore ed il tempestivo inizio della terapia.

Modalità di esecuzione:
Sono poco praticate oggi le tecniche digito-guidate trans-perineali e trans-rettali (senza l'ausilio dell'ecografia).
Vengono in genere proposte le biopsie ecoguidate trans-rettali e trans-perineali.
Il paziente, a vescica piena, è posto in posizione “ginecologica o litotomica” e vengono eseguiti un minimo di 12 ( 6 per lobo).
Per la tecnica trans-perineale viene eseguita la tricotomia e la disinfezione della zona perineale (prima e dopo la procedura) con successiva eventuale medicazione.
La tecnica trans-perineale consente di adoperare aghi di calibro maggiore (14-16 G) per quella trans-rettale è consigliabile l'uso di calibri inferiori (per ridurre i rischi), compatibili comunque con il canale della sonda ecografica.
Il paziente può eseguire un esame emocromocitometrico ed uno screening emocoagulativo per escludere diatesi emorragica, non tralasciando una attenta indagine anamnestica volta ad escludere particolari difetti emocoagulativi o allergie.
E' opportuno che sospenda alcuni giorni prima eventuali terapie anticoagulanti e antiaggreganti, secondo indicazione medica.
Viene in genere eseguito un clistere di pulizia e prescritta antibiotico-profilassi. La tecnica trans-perineale necessita di anestesia locale con carbocaina, xilocaina, etc.
E' ovviamente necessaria una percentuale raccolta anamnestica accurata (farmacologica, clinica). E' raccomandabile predisporre una via venosa per terapia infusionale. La procedura dura in genere da 20 a 30 minuti.

REGIME DI ESECUSIONE
:
Occorre un letto endoscopico o ginecologico, un ecografo con sonda adatta, il corredo bioptico (aghi- biopty gun) e almeno una unità infermieristica.
E' sufficiente il ricovero in Day Hospital  o  in “One Day Surgery”.

PRESTAZIONI TERAPEUTICHE:

SINTOMI DELLE BASSE VIE URINARIE: 

  • Ipertrofia prostatica benigna  (T.U.R.P.- A.T.V.-T.U.I.P.)
  • Sclerosi del collo vescicale (T.U.I.P.)
  • Stenosi uretrale (Uretrotomia a lama fredda-laser ad Holmium)

T.U.R.P.: Resezione trans-uretrale della prostata

Definizione e indicazione:
La prostata  è la ghiandola  sessuale maschile  che serve a produrre il liquido prostatico presente nello sperma. Dopo i 50 anni nella metà degli uomini  essa si ammala  e cresce di volume  così da ostruire il canale dell’urina  (uretra)  che vi scorre dentro. Il risultato è che  il  getto urinario progressivamente  cala di forza  e la minzione  si fa  difficile, lunga  (stranguria) e   compare bruciore  (disuria).  Di notte  si incomincia  ad alzarsi  una, due, tre volte  e magari per ogni urinata la quantità di urina  che esce è modesta.  A volte compare  anche  un disturbo noioso che consiste nella voglia  di correre  in bagno appena si avverte lo stimolo, specie col freddo. Se questa situazione  non viene curata dal medico, può lentamente peggiorare negli anni fino a che arriverà il blocco  improvviso e completo della minzione.  Questo è un evento  grave che impone  la inserzione urgente  di un catetere in vescica per svuotarla. Quando  lo specialista urologo  consiglierà di asportare la prostata  per risolvere  la  difficoltà ad urinare (stranguria)  o per  risolvere  il blocco completo,  il paziente  si  dovrà sottoporre  alla TURP (se l’adenoma non supera i 30-35 gr) . La operazione alla  prostata ha lo scopo  di far urinare bene, non di asportare la prostata.  Non è necessario asportare tutta la prostata  (come invece avviene quando c’è un grave tumore maligno), basta asportare la parte cresciuta, quella che ostruisce l’uretra.  E’ la zona più interna della prostata  a crescere;  si formano  dei noduli (adenomi) che assomigliano molto  ai fibromi dell’utero femminile.  La donna con i fibromi può sanguinare  ma non avrà disturbi ad urinare perché  le vie urinarie  femminili  sono distinte da quelle genitali; nell’uomo invece raramente vi saranno sanguinamenti con l’urina,più spesso vi sarà difficoltà ad urinare perché le vie urinarie e sessuali   confluiscono in un unico canale, l’uretra, che serve alla emissione dell’urina e dello sperma.

Modalità di esecuzione:
C
onsiste nell’introdurre  nell’uretra  una  sonda  rigida e del diametro di  8 millimetri, vuota all’interno. Dentro questa sonda si fa poi passare  una sonda più piccola che contiene alla  sua estremità  una specie di piccola zappa  che servirà  a raschiare (resecare), fettina dopo fettina, pezzettino dopo pezzettino iniziando  dalla parte più interna della prostata. La resezione è resa possibile  dal calore generato da  corrente elettrica (GYRUS BIPOLARE) . Quando il chirurgo pensa di aver raschiato  abbastanza  da essere  arrivato  alla parte più esterna della prostata (capsula prostatica)  e di  averla così svuotata  dall’interno   l’intervento è terminato. E’ necessaria l’anestesia spinale; l’intervento dura dai 30 ai 60 minuti. Il paziente si sveglierà con un catetere in uretra che verrà rimosso dopo 48 ore. Nelle prime 24 ore il catetere sarà collegato ad un sistema di irrigazione esterno (cistoclisi) che permette la continua pulizia della regione resecata evitando così la formazione di coaguli.  Non  c’è dolore  dopo questo intervento perché non ci sono incisioni cutanee; l’operato avvertirà solo irritazione causata  dal catetere.  Al  2°  o 3°  giorno dopo la TURP  il paziente verrà dimesso dall’ospedale.  A  casa potrà riprendere la vita normale dopo pochi giorni. Avvertirà la necessità di urinare molto frequentemente  e le urine potranno contenere un po’ di sangue. Sanguinamenti importanti potranno però verificarsi anche a distanza di trenta giorni dalla TURP perché  durante l’operazione  le arterie  della prostata recise  dal resettore vengono coagulate con la corrente elettrica  e si forma una specie di crosticina  (escara) che, una volta espulsa dalla corrente urinaria nelle settimane  seguenti l’operazione, potrà far riprendere il sanguinamento. Se il sangue nell’urina  ( ematuria)  non sarà imponente, il paziente non dovrà preoccuparsi: sarà sufficiente bere molta acqua per diluire le urine. Se invece la emorragia sarà così  forte  da provocare coaguli allora si potrà verificare una complicanza seria: l’ostruzione completa della vescica  (tamponamento)   e la impossibilità ad urinare con conseguenti forti dolori. In questo caso l’ammalato dovrà subito  rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale (meglio dove è stato operato) per essere ricoverato in urologia  dove il medico provvederà a svuotare  i coaguli dalla vescica.

A.T.V.: Adenomectomia trans-vescicale prostatica:

Definizione e indicazioni:
L’adenomectomia transvescicale è un intervento chirurgico “a cielo aperto” da eseguirsi con una incisione mediante bisturi sull’addome per rimuovere un tumore benigno della prostata (adenoma) che, accrescendosi, determina un ostacolo allo svuotamento della vescica. La particolarità della adenomectomia transvescicale è che il tessuto adenomatoso viene asportato praticando un’apertura a livello della vescica piuttosto che attraverso un’apertura della capsula prostatica (adenomectomia retropubica).
Attraverso questo tipo di intervento si ottiene una migliore esposizione della vescica e del collo vescicale. Il trattamento rimuove l’ostruzione vescicale indotta dall’adenoma al fine di consentire uno svuotamento della vescica con basse pressioni (senza sforzo) per evitare complicanze a carico della vescica stessa e/o dell’alto apparato urinario (ureteri e reni).
L’indicazione all’intervento chirurgico “a cielo aperto” (piuttosto che endoscopico) in genere scaturisce dall’eccessivo peso della prostata ( adenoma > 40 gr) e dalla concomitante presenza di un voluminoso lobo mediano prostatico o di voluminosi diverticoli vescicali oppure di una importante anchilosi delle anche che impedisce un corretto posizionamento del paziente e quindi l’intervento endoscopico.
Il vantaggio dell’adenomectomia chirurgica “a cielo aperto” per il paziente è quella di offrire un miglioramento della dinamica minzionale con tempi e modalità operatorie vantaggiosi rimuovendo in maniera sufficientemente rapida, un voluminoso adenoma prostatico sotto visione diretta, senza i rischi derivanti da resezioni endoscopiche prolungate. A ciò va aggiunta la possibilità di risolvere, in un unico intervento, una eventuale altra patologia presente (diverticolo vescicale, calcolo vescicale). Gli svantaggi sono quelli di tutte le procedure chirurgiche che necessitano tempi di cicatrizzazione e di guarigione più prolungati con maggior degenza rispetto alle tecniche endoscopiche. Questo tipo di intervento non è indicato per trattare prostate di piccole dimensioni o in caso sia già stata eseguita una adenomectomia. In questo caso è più indicato il trattamento endoscopico.

Modalità di esecuzione:
L’operazione può essere eseguita in anestesia generale o in anestesia loco-regionale (introduzione di sostanze anestetiche a livello del rachide lombare che consentono la completa coscienza del paziente). Con il bisturi si esegue sull’addome una incisione della pelle dall’ombelico al pube o in alternativa una incisione trasversale sopra il pube attraverso cui si arriva alla vescica. Questa viene incisa e, una volta all’interno della sua cavità si identifica il collo vescicale e la ghiandola prostatica. Dopo un’incisione con il bisturi del collo vescicale per identificare l’adenoma prostatico (il tumore prostatico benigno da rimuovere) il chirurgo eseguirà una manovra di enucleazione utilizzando il dito indice e, aiutandosi, se necessario con forbici e bisturi, lasciando in sede la restante parte della ghiandola prostatica. Al termine dell’intervento vengono lasciati in sede un catetere uretrale particolare (“a 3 vie”) che consente, attraverso una irrigazione continua (cistoclisi), un adeguato drenaggio delle urine e un piccolo tubicino per il drenaggio addominale (spia di eventuale sanguinamento o spandimento di urina in prossimità della zona interessata dall’intervento) che vengono collegati con sacche di raccolta. Al termine della procedura la pelle può essere suturata con punti tradizionali o metallici.
Prima dell’intervento è indispensabile avere eseguito una ecografia dell’alto apparato urinario della vescica e della ghiandola prostatica.
Prima dell’intervento andranno sospesi, dopo attenta valutazione specialistica, quei farmaci che potrebbero favorire il sanguinamento: come ad esempio anticoagulanti o farmaci antidolorifici simili all’aspirina.
E’ prevista una profilassi tromboembolica che va iniziata la sera precedente l’intervento e una profilassi antibatterica parenterale. Se il decorso post-operatorio è regolare il Paziente potrà iniziare precocemente (dopo 12-24 ore) l’alimentazione e la mobilizzazione, mentre la sospensione dell’irrigazione continua (cistoclisi) varierà a seconda delle caratteristiche delle urine (persistenza o meno di macroematuria). Il tubicino di drenaggio pelvico viene, in genere, rimosso il giorno dopo la rimozione del catetere vescicale che  avviene dopo 5 giorni salvo complicazioni.
Se il decorso post-operatorio è regolare la ferita viene medicata dopo 3-4 giorni dall’intervento e, dopo 7 giorni, vengono rimossi i primi punti di sutura per poi completarne la rimozione dopo 10 giorni. In casi selezionati i pazienti possono essere dimessi dopo 5-6 giorni e tornare in reparto per le medicazioni e la rimozione dei punti di sutura. Residuerà una cicatrice cutanea lineare. L’intervento ha una durata complessiva di circa 1 ora (compresi i tempi di preparazione preoperatoria, di anestesia e di risveglio).
Il ricovero per l’intervento è di tipo ordinario. Il post-operatorio dura in genere dai 5 ai 8 giorni.

T.U.I.P: INCISIONE TRANS-URETRALE DELLA PROSTATA:                   

Definizione e indicazioni:
L’incisione transuretrale della prostata è un intervento endoscopico (non implica l’incisione esterna della cute) il cui scopo è risolvere l’ostacolo determinato dalla prostata allo svuotamento della vescica. L’intervento viene eseguito per trattare l’iperplasia prostatica benigna in caso di severa sclerosi del collo vescicale . La tecnica è indicata per prostate del peso < di 30 gr., senza sviluppo del lobo medio.
I vantaggi del trattamento consistono in un intervento veloce, minori perdite ematiche e complicanze rispetto alla resezione della prostata. I tempi di caterizzazione e di degenza sono più brevi tra tutti gli interventi chirurgici e i risultati soggettivi e obiettivi sono buoni. Gli svantaggi sono invece legati al fatto che la tecnica non è effettuabile in caso di prostate di volume medio-elevato e di sviluppo del lobo medio. L’esame istologico non è effettuabile e le percentuali di ritrattamento rispetto alla resezione della prostata sono più alte anche se in misura trascurabile.

Modalità di esecuzione:
L’incisione endoscopica transuretrale della prostata consiste nel praticare per via uretrale una, o più raramente due, incisioni della prostata a tutto spessore senza asportare il tessuto iperplastico. La procedura è generalmente eseguita in anestesia loco-regionale. E’ raccomandata la profilassi antibiotica. La TUIP è l’intervento più veloce tra quelli eseguiti per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna: la durata media è 20 minuti. Dopo l’intervento viene applicato un catetere vescicale, a volte, associato ad un sistema di lavaggio continuo della vescica. In assenza di complicazioni il catetere è rimosso in media dopo 1-2 giorni. In assenza di complicazioni la degenza ospedaliera media è di 1-3 giorni. Il trattamento migliora la sintomatologia nel 78-83% dei pazienti. Si osserva un aumento della forza del getto urinario, una riduzione del residuo postminzionale e una riduzione dell’ostruzione anche se lievemente minori rispetto alla resezione della prostata.

URETROTOMIA A LAMA FREDDA/Laser ad Holmium:

Definizione e indicazioni:
L'Uretrotomia Interna consiste nel trattamento per via endoscopica dei restringimenti del canale ure-trale di diversa eziologia. Lo scopo è l'incisione e l'apertura del canale uretrale ristretto nella speranza che questo aumento di calibro si mantenga nel tempo.
Indicazioni: stenosi dell'uretra congenite (valvole uretrali) e acquisite.

Modalità di esecuzione:
L'incisione endoscopica del canale uretrale con una lama “a freddo” può essere effettuata alla cieca (uretrotomia secondo Otis) o sotto visione (uretrotomia secondo Sachse). Da alcuni anni l'uretrotomia interna può essere effettuata anche con l'impiego del laser ad Holmium . L'intervento dura solitamente pochi minuti e può essere eseguito sia in anestesia genera-le
che loco-regionale: a volte, può anche essere sufficiente una semplice sedazione del paziente. Dopo l'intervento viene lasciato in situ un catetere vescicale. La scelta riguardo il tempo
di mantenimento del catetere e la sua sostituzione con cateteri di calibro progressivamente più grande, dipende dalle caratteristiche della stenosi e, più spesso, dalle abitudini del chirurgo.
In assenza di complicazioni la degenza ospedaliera è di 1-2 giorni. Nell'immediato post-operatorio può verificarsi un sanguinamento temporaneo tra catetere e meato uretrale.

CHIRURGIA DELLE NEOPLASIE RENALI:

NEFRECTOMIA TOTALE/PARZIALE:

Definizione e indicazioni:
I reni sono due organi situati nell’addome  a ridosso della colonna vertebrale uno  a  destra  e  uno a  sinistra . La loro funzione è quella di filtrare il sangue e di depurarlo dalle sostanze tossiche che si formano quotidianamente nel nostro organismo e che se non venissero eliminate avvelenerebbero la persona entro breve tempo. Queste sostanze vengono eliminate sotto forma di urina.
Nel rene distinguiamo due parti: la parte esterna chiamata parenchima deputata alla produzione dell’urina vera e propria e la  parte  interna chiamata  pelvi dove l’urina    si  raccoglie  in   canalini (calici  e  bacinetto)  deputati al suo trasporto  verso  l’esterno.  Il parenchima continene  piccoli depuratori in miniatura che filtrano il sangue e  producono  l’urina.  Ogni rene è costituito da circa 1 milione di piccoli depuratori.  La pelvi ha la forma di un imbuto al fondo del quale inizia l’uretere. L’uretere è un sottile condotto che decorre nell’addome, unisce la pelvi renale alla vescica, scorre vicino alla colonna vertebrale e si immette nella vescica.  L’urina    defluisce   lentamente  nell’uretere  goccia  dopo  goccia. Un meccanismo  a  valvola  impedisce   che l’urina  raccoltasi in  vescica   risalga    in  alto  nel  rene   quando   contraiamo  la  vescica  per  urinare. Il  tumore   del rene    e’  una  malattia   grave   ma  la   chirurgia   puo’  far   guarire   il  paziente.  La  cura  consiste   nella  asportazione   completa  del  rene  ammalato  o   con   taglio  tradizonale   sull’addome (chirurgia  aperta) o  con   la  laparoscopia ( si  arriva  al  rene  ammalato   con   5   buchi  nell’addome  e  la   incisione   chirurgica    e’   di   pochi centimetri).  Se il  tumore  e’  piccolo ( 4 centimetri al  massimo) si può togliere solo la parte del rene all’interno della quale è presente la massa (nefrectomia parziale);  altre volte invece, se la lesione è molto grande e un coagulo si è creato all’interno della vena renale è necessario oltre a togliere tutto il rene asportare anche il coagulo nella vena renale facendo un intervento  piu’  complesso con ampio taglio sull’addome.  La  nefrectomia parziale  e’ un  intervento  delicato   che  espone    ad  un maggior   rischio di emorragia. In  questi  casi   il  chirurgo  decidera’   se   procedere  alla  asportazione   del tumore  per  via  tradizionale  (chirurgia  aperta)  o  in laparoscopia. Altre  volte   un rene  puo’  essere  distrutto   o da  calcoli  (pietre)   o  da  malattie   congenite (idronefrosi)  o  da  tubercolosi. Anche  in  questi  casi   il rene  non  piu’ funzionante   dovra’  essere tolto   o  con  la  chirurgia   tradizionale o  con la  laparoscopia.
I reni sono due e quando un rene si ammala fortunatamente c’è l’altro. Quando  l’altro  rene   che  rimane   e’  sano   la  nostra  vita   non  cambiera’  perche’  si  vivra’  bene anche  con  un  rene  solo.

Modalità di esecuzione:
La terapia chirurgica dei tumori renali consiste nell’asportazione di una porzione del rene o di tutto l’organo. Riportiamo a seguire alcune modalità di intervento chirurgico sul rene:
nefrectomia radicale: consiste nell’asportazione del rene con una porzione dell’uretere, del surrene e, talvolta, dei linfonodi adiacenti.
nefrectomia parziale: consiste nella resezione del tumore con un margine di tessuto sano circostante. La nefrectomia parziale può essere eseguita per evitare la perdita della funzione renale se il rene controlaterale è compromesso o è già stato asportato; puo’ tuttavia essere eseguita anche in presenza di un rene controlaterale normale, in caso di tumori di dimensioni < 4 cm ad unica localizzazione.
nefroureterectomia: è prevista nel caso di tumore transizionale (TCC), comporta   l’asportazione oltre che di rene, surrene e linfonodi adiacenti, dell’uretere nella sua interezza e di una “moncone” vescicale; il tumore transizionale è infatti una malattia multifocale, con possibile distribuzione a tutto l’apparato escretore, dal rene all’uretere alla vescica.
L’intervento di nefrectomia viene condotto in  anestesia generale; l’incisione puo’ essere effettuata sul fianco interessato ( per patologie benigne o neoplasie esofitiche, cioè a prevalente sviluppo all’esterno del rene oppure a livello della parete addominale anteriore;
riguardo la nefroureterectomia, necessaria in caso di tumori a partenza dalla via escretrice, oltre all’incisione del fianco è  associata  una seconda incisione obliqua a livello dell’inguine.
Il Paziente uscirà dalla Sala Operatoria con 1-2 tubi di drenaggio, il sondino naso-gastrico  ed il catetere vescicale, che saranno rimossi progressivamente in IV-Va giornata post-operatoria.  La funzione intestinale e la regolare alimentazione dopo l'intervento riprendono generalmente dopo 2-3 giorni. La degenza in ospedale è di circa 7 giorni; la normale attivita’ lavorativa potrà essere  ripresa dopo 4 settimane dalla dimissione.


CHIRURGIA DELLE NEOPLASIE VESCICALI:

  • T.U.R.B.
  • CISTECTOMIA
  • TRATTAMENTO ENDOVESCICALE IMMUNOTERAPICO E CHEMIOTERAPICO

Il Tipo di trattamento per il tumore della vescica dipende dalla Tipologia e dallo Stadio della malattia. Altri fattori, altrettanto importanti, che vanno considerati nella decisione del trattamento migliore sono: lo stato di salute generale, l’età e le preferenze personali del paziente .Le possibilità di trattamento del tumore vescicale vanno dall’asportazione endoscopica del tumore fino alla completa rimozione della vescica con ricostruzione di una vescica “artificiale”. A seconda dello Stadio di malattia, dopo l’intervento, potrebbe essere necessario un ulteriore trattamento chirurgico, chemioterapico, radioterapico o con terapia intravescicale (introducendo il medicamento direttamente all’interno della vescica attraverso l’uretra).


.T.U.R.B.: CHIRURGIA TRANS-URETRALE:

Definizione e indicazioni:
Per gli stadi iniziali o superficiali di tumore vescicale, l’intervento più comune al giorno d’oggi è la RESEZIONE VESCICALE TRANSURETRALE detta in breve TUR-V o TUR-B.

Modalità di esecuzione:
L’intervento si esegue inserendo uno strumento chiamato RESETTORE all’interno della vescica attraverso l’Uretra, il canale naturale che conduce le urine all’esterno. Attraverso l’utilizzo della corrente elettrica il tumore viene rimosso dall’interno (non viene fatta nessuna incisione esterna) e viene inviato per essere analizzato al microscopio, questo ci darà informazioni più precise sulla tipologia e sullo stadio della sua malattia. Al termine dell’intervento si controlla che il tumore sia stato rimosso completamente e si “brucia” (folgorazione) la base su cui aveva sede il tumore. Eventuali vasi sanguinanti vengono folgorati sempre con l’utilizzo della corrente elettrica. L’intervento viene eseguito in Anestesia loco-regionale (Spinale), in cui solo la zona interessata viene addormentata, o in Anestesia Generale, con la quale il paziente viene addormentato. Al termine dell’intervento si posiziona un catetere in vescica ed eventualmente un lavaggio della vescica continuo, per permettere una più rapida guarigione della zona operata. Il catetere viene solitamente rimosso quando non vi è più segno di sanguinamento, in genere dopo 1 o 2 giorni. Dopo la TUR-V il ricovero è solitamente di 1-2 giorni e la ripresa della normale vita di tutti i giorni avviene in meno di 1-2 settimane. I tumori vescicali superficiali hanno la tendenza a riformarsi, è quindi spesso necessario un periodo di controlli che Le verranno illustrati dal suo Urologo sulla base del risultato dell’analisi Istologica del tumore asportato.


CISTECTOMIA RADICALE :


Definizione e indicazioni:
Per i tumori vescicali infiltranti (che si approfondano nella parete vescicale) è necessario un intervento più impegnativo chiamato Cistectomia Radicale per asportare completamente la malattia e aumentare le probabilità di completa guarigione.


Modalità di esecuzione:
La Cistectomia Radicale, si esegue tramite un taglio (incisione) sull’addome che solitamente va da poco sopra l’ombelico, fino al pube. Questo intervento prevede la rimozione della Vescica nella sua interezza ed i Linfonodi vicini. Negli uomini si asporta anche la Prostata e le Vescichette seminali, mentre nella donna, l’Utero, le Ovaie, una piccola porzione della Vagina e le tube di Falloppio (i condotti che uniscono le Ovaie all’Utero). L’anestesia necessaria per questo intervento è un anestesia generale in cui il paziente viene addormentato (per i dettagli sull’anestesia, i suoi rischi, le sue complicanze, potrà discuterne con l’Anestesista al momento della visita). Senza la vescica, che è il serbatoio naturale delle urine, è quindi necessario un nuovo sistema di raccolta delle urine. Questo si può realizzare in numerosi modi che si riducono in 2 grandi categorie. Le derivazioni urinarie CONTINENTI  (ricostruzione di sacche realizzate con l’intestino che rimangono interne) e le derivazioni urinarie INCONTINENTI o Stomie, (raccolta di urine in un sacchetto esterno attaccato alla cute). Alla rimozione della vescica segue quindi nello stesso intervento la realizzazione del sistema di raccolta delle urine. Molti tipi di sistemi di raccolta ed eliminazione delle urine sono stati ideati negli anni e molti sono ancora oggi utilizzati. Quale di questi utilizzare, dipende soprattutto dalla situazione medica, fisica, costituzionale e dalle preferenze del paziente.


URETROCUTANEOSTOMIA:

Questa consiste nel congiungere i due ureteri direttamente alla cute dell’addome. L’urina in questo modo viene fatta fuoriuscire direttamente all’esterno e raccolta in due sacchetti adesi alla cute che verranno svuotati di volta in volta. All’interno degli ureteri si lasciano due piccoli cateteri che permettono in modo migliore la fuoriuscita di urina e riducono il rischio di restringimenti e quindi ostruzione degli ureteri. Questi cateterini andranno sostituiti periodicamente.
Uretero-Ileo-Cutaneo-Stomia:

Una ulteriore possibilità di raccolta delle urine dopo cistectomia radicale è l’Urostomia. Questa consiste nel separare un piccolo segmento d’intestino e di unirlo agli ureteri da un estremo ed alla cute dell’addome dall’estremo opposto. Le urine provenienti dagli ureteri, scorrono all’interno di questo piccolo condotto che è connesso alla cute dell’addome e di qui vengono svuotate continuamente in un sacchetto di plastica posizionato sulla cute dell’addome al di sopra della connessione, nascosto sotto gli indumenti.


NEOVESCICA ORTOTOPICA:

Una ulteriore opzione è la derivazione urinaria continente. In questo caso utilizzando un segmento di intestino tenue si ricostruisce una “nuova vescica” che viene raccordata da un lato con gli ureteri e dall’altro con l’uretra. L’urina si raccoglie in questo nuovo serbatoio che verrà vuotato attraverso l’uretra ad orari costanti. Con la “neovescica” lo stimolo ad urinare sarà differente e non sempre riconoscibile, il paziente deve quindi urinare ad orari prestabiliti, da seduto e spingendo con la pancia. La continenza si acquisisce con il tempo poiché il serbatoio dovrà avere il tempo di abituarsi a volumi di urine gradualmente maggiori. Questo tipo di derivazione richiede delle condizioni cliniche ed anatomiche particolari, di conseguenza non è applicabile a tutti i casi, bensì solo a pazienti selezionati.
Immunoterapia intravescicale e/o Chemioterapia intravescicale:
Per i tumori vescicali superficiali è indicata in alcuni casi una terapia in aggiunta all’intervento chirurgico endoscopico. Questa si esegue inserendo attraverso un catetere, direttamente all’interno della vescica, una sostanza che determina una risposta immunitaria (richiamando le difese naturali del sistema immunitario) a livello della vescica. In altri casi può essere utilizzato un farmaco che inibisce la crescita tumorale.
BCG (Bacillus Calmette-Guerin): è considerata la immunoterapia intravescicale più efficace per trattare i tumori vescicali di basso stadio. Il BCG è un battere che viene di solito utilizzato per la vaccinazione contro la Tubercolosi. Il sistema immunitario dell’organismo risponde al BCG e le cellule di difesa vengono richiamate verso la vescica ed attivate, attaccano le cellule tumorali. Solitamente questo trattamento viene fatto una volta alla settimana per 6 settimane, o in caso di “mantenimento” una volta al mese per 6 mesi.
Il trattamento con BCG può causare sintomi simili a quelli dell’influenza (febbre, affaticamento,..) e sensazione di bruciore a livello della vescica. Vi è un minimo rischio di infezione da parte del BCG che si deve sospettare quando la Febbre duri a lungo e non passi con i comuni farmaci antipiretici. Di solito queste infezioni si risolvono con gli antibiotici usualmente utilizzati per la terapia della Tubercolosi.
La chemioterapia con instillazione di farmaci che prevengono la formazione di recidive tumorali (Mitomicina C, Epirubicina..) è gravata da minori effetti collaterali ma eseguita solo di fronte a particolari tipi di neoplasia con ridotta aggressività. Le instillazione prevedono sempre cicli come per il BCG.
Al termine dei cicli di terapia intravescicale, sia essa con BCG o con Chemioterapici, può essere prevista una cistoscopia di controllo, talora in narcosi (in sala operatoria con anestesia).


TRATTAMENTO DEL CARCINOMA PROSTATICO:

  • Prostatectomia Radicale Retropubica
  • H.I.F.U.

PROSTATECTOMIA RADICALE RETROPUBICA:
      
DEFINIZIONE E INDICAZIONE:
Si definisce “neoplasia maligna” la crescita incontrollata di cellule che distrugge e infiltra le strutture circostanti. Il cancro della prostata (adenocarcinoma prostatico) ha prevalentemente origine nella parte periferica della ghiandola, mentre dalla parte centrale ha origine l’ ipertrofia prostatica benigna. Nello stadio iniziale il tumore cresce all’interno della prostata e sviluppandosi può interessare tutta la ghiandola ed estendersi ai linfonodi ed alle ossa. Questa patologia viene riscontrata raramente in individui di età inferiore ai 50 anni. Anche se le cause rimangono tuttora sconosciute, si possono tuttavia individuare alcuni potenziali fattori di rischio che possono essere associati ad un lieve innalzamento dell’incidenza della malattia: dieta ricca di grassi animali, esposizione ad inquinanti ambientali o radiazioni ionizzanti e storia familiare di carcinoma della prostata. Ci sono diverse possibilità di cura che il paziente può discutere con l’urologo ed insieme al proprio medico di famiglia. Veramente decisiva per la scelta della terapia è la distinzione tra malattia limitata alla prostata e malattia che si è già estesa oltre questo organo. Nel carcinoma prostatico limitato all’organo la terapia di scelta è l’intervento chirurgico (prostatectomia radicale), negli altri casi la terapia verrà concordata a seconda dello stadio di malattia, dell’età e delle condizioni generali del paziente.
MODALITà DI ESECUZIONE:
L’intervento chirurgico di prostatectomia radicale ha lo scopo di asportare completamente la prostata, sede del tumore, la parte terminale dei dotti spermatici e le vescicole seminali. Si tratta di un intervento chirurgico che viene eseguito con lo scopo di eradicare la malattia neoplastica per salvaguardare la sopravvivenza del paziente. L’intervento ha una durata di circa 100 – 150 minuti. Viene praticata un’anestesia generale.L’incisione cutanea si estende per circa 15 centimetri da sotto l’ombelico al pube. In base al valore di PSA, alla biopsia ed allo stadio clinico locale, l’urologo deciderà caso per caso la necessità o meno di prelevare i linfonodi vicini alla prostata (linfoadenectomia di stadiazione loco-regionale). Una volta asportata la prostata si procede ad unire con punti il collo della vescica al moncone dell’uretra. Al termine dell’intervento si posiziona un catetere vescicale ed uno o due drenaggi. Il catetere verrà mantenuto in sede per 7-8 giorni dopo l’intervento e, dopo l’esecuzione di un esame radiologico (cistografia), verrà rimosso. Solo in una minima percentuale di casi il catetere verrà mantenuto in sede qualche giorno in più. La degenza media dura in genere 7-8 giorni. Solo in un numero limitato di pazienti si prolunga ulteriormente il ricovero o il paziente è dimesso con il catetere vescicale.  L’esame approfondito del tessuto asportato (esame isto-patologico) fornirà dati più precisi in merito alle dimensioni ed all’estensione del tumore. Se all’esame microscopico il cancro e’ limitato all’interno della capsula la prognosi sarà migliore.


H.I.F.U.: (ultrasuoni focalizzati ad alta intensità)


 DEFINIZIONE E INDICAZIONE:
L’H.I.F.U.  è considerato un dispositivo rivoluzionario in quanto utilizza come agente di trattamento ultrasuoni focalizzati ad alta intensità.
La classe medica valuta sempre più positivamente la terapia ad ultrasuoni che potrebbe un giorno sostituire la radioterapia, che è meno efficace e precisa e produce generalmente risultati qualitativi inferiori. Gli ultrasuoni agiscono in profondità, passando attraverso i tessuti sani senza difficoltà e senza danneggiarli (diversamente dalla terapia a raggi laser, ad esempio). Non producono radiazioni e i loro effetti non perdurano al termine del trattamento. Il fascio di ultrasuoni focalizzato in un punto preciso (punto focale) distrugge il tessuto prostatico canceroso con l'aumento quasi istantaneo della temperatura. Dopo aver localizzato la prostata il sistema di imaging 3D integrato ad alta risoluzione ne analizza il volume. Poi si procede alla distruzione soltanto delle cellule localizzate nel punto focale che viene bersagliato con precisione quasi millimetrica. In questo modo diminuisce il rischio di danneggiare le strutture sane circostanti, diversamente da quanto accade con le tecniche tradizionali. Ogni punto focale ha dimensioni relativamente ridotte (2 x 20 mm) e quindi per poter trattare tutta la prostata è necessario spostare più volte il punto focale. L'aggiunta di più punti focali permette il trattamento di tutta la ghiandola e conseguentemente la distruzione del tumore      con un'alta probabilità di successo.

MODALITà DI ESECUZIONE:
L’ HIFU è composto da un sistema automatico robotizzato controllato da un computer e da un potente software che guida l'urologo durante la procedura, rendendo così questa tecnica altamente affidabile e non vincolata alle specifiche competenze del chirurgo. Grazie alla sua natura non invasiva, il trattamento HIFU può essere eseguito con una breve degenza. Ciò significa che nella maggioranza dei casi, i pazienti sono in grado di alzarsi e camminare normalmente la sera stessa dell'intervento ed essere dimessi al più tardi il giorno successivo.
La maggior parte degli interventi eseguiti con HIFU si svolge in anestesia locale (epidurale) con tempi di recupero minori per il paziente.  Nell'80% circa dei casi è sufficiente un solo trattamento. Dopo uno o due giorni, il paziente può essere dimesso e, salvo complicazioni, non sarà più necessario ricorrere all'ospedalizzazione ma sarà sufficiente un regolare controllo del livello di PSA.

TRATTAMENTO CALCOLOSI RENALE-URETERALE-VESCICALE:

  • ESWL
  • URETEROLITOTRISSIA CON LASER AD HOLMIUM
  • CISTOLITOTRISSIA

ESWL: Extracorporeal Shock wave Lithotripsy
Nell’ambito dell’impulso che Villa Tiberia vuole dare al miglioramento dei servizi è ora finalmente a disposizione dei cittadini lo Stone Center (Centro per la calcolosi urinaria); questo è solo l’ultimo dei servizi che è presente nel Nuovo reparto di Urologia diretto dal Dr. Roberto Giulianelli. Prima di dare ulteriori informazioni su come usufruire di questo importante Servizio desidero dare al lettore alcuni cenni sulla ESWL.
La Litotrissia extracorporea con onde d’urto (ESWL, dall’inglese: Extracorporeal Shock wave Lithotripsy) è una procedura non invasiva che consente di rompere e polverizzare con le onde d’urto i calcoli renali e ureterali che possono così essere espulsi spontaneamente in vescica e da qui all’esterno con la minzione. Introdotta nel 1980 è ora utilizzata nell’80% dei pazienti affetti da calcolosi delle vie urinarie che prima erano costretti a ricorrere sempre alla chirurgia a cielo aperto. Onde d’urto ad alta intensità sono generate da una apparecchiatura posta all’esterno (extracorporee) del corpo umano (LITOTRITORE) e tramite speciali tecnocologie indirizzate verso un singolo calcolo. Queste onde ad alta intensità possono rompere sia i calcoli renali che quelli nell’uretere senza danneggiare minimamente i tessuti circostanti. La frammentazione del calcolo è possibile grazie alla differenza di impedenza acustica (densità) che esiste tra il calcolo e i tessuti circostanti. Quindi, quando un’onda d’urto si propaga attraverso differenti strutture, l’impedenza acustica determina il totale dell’energia che può essere trasmessa. Nel caso di calcoli renali e/o ureterali l’energia riflessa e trasmessa può overcome la intrinseca strnght del calcolo causando la rottura. Ci sono tre differenti tipi di Litotritori: Elettromagnetici, Elettroidraulici e Piezoelettrici: Ogni tipo di litotritore presenta pro e contro, così esistono anche differenti tipi di calcoli con caratteristiche diverse fra loro (ossalato di calcio, acido urico, cistina etc) che sono più o meno difficili da polverizzare.
TECNICA:
Il paziente si poggia su di un cuscino che si riempie di acqua. Mediante il puntamento ecografico e/o radiologico, il medico localizza il calcolo da rompere; si inizia così il trattamento che dura circa un’ora.
In genere NON è necessaria alcuna anestesia; a volte si possono utilizzare sedativi o anestetici locali.
Altre volte si rende necessario, prima del trattamento, posizionare uno stent (tubo) quando il calcolo supera la larghezza di 2,5 cm. Lo stent aiuta i piccoli frammenti del calcolo a passare e previene che si blocchino nell’uretere provocando così episodi a tipo colicsa renale che come sa ogni paziente affetto da calcolosi è veramente molto dolorosa.  Per affermare di posseder uno Stone Center non bisogna soltanto possedere un Litotritore ma occorre far fronte a tutte quelle situazioni in cui questa apparecchiatura, da sola, non può essere in grado di risolvere in modo definitivo la patologia; intendo riferirmi ad esempio ad un calcolo “incuneato nell’uretere” e resistente all’ESWL.. In questo caso occorre, in anestesia generale, introdurre uno strumento (Ureteroscopio) dal meato uretrale esterno nell’uretere ed arrivare fino al calcolo che in questo modo può essere frammentato con diversi tipi di energia (Elettroidraulica, Laser Etc). Questa è solo una breve sintesi di una patologia così vasta, particolare e complicata quale la calcolosi delle vie urinarie (renale, ureterale, vescicale……) che spero possa essere di aiuto a quel Paziente affetto da Calcolosi delle vie urinarie in cerca di aiuto. E’ con immenso piacere che Villa Tiberia mette a disposizione del Pazienti questo Servizio che vanta di avere, in Italia, il primo Litotritore COMPACT DELTA II UIMS DORNIER presentato ad Amsterdam al 23° WCE (Word Congress on Endourology- Congresso mondiale sulla Endourologia) che rappresenta l’ultimo di una serie di apparecchi iniziati a produrre 25 anni fa quando nascesa nel mondo la Litotrissia extracorporea.
COMPACT DELTA II UIMS DORNIER è un litotritore elettromagnetico a puntamento sia ecografico che radiologico con Digitalizzazione delle immagini
Consapevoli del fatto che un buon centro per il trattamento della calcolosi urinaria debba essere il più completo possibile poiché a volte si rende necessaria la frammentazione dei calcoli in altro modo, ad esempio direttamente all’interno dell’uretere o della vescica o addirittura nel rene, è a nostra dosposizione anche un Laser ad Olmio YAG di ultima generazione; il Medilas H 20 Dornier che è inoltre indicato nelle seguenti patologie:

• Cistolitotrissia di grandi calcoli vescicali
• Neoplasie intrarenali
• Stenosi uretrali ed ureterali
• Tumori vescicali

Ureteroscopia/Ureterolitotrissia con Laser ad Holmium:

Definizione e Indicazioni:
La ureteroscopia, dopo la litotripsia extracorporea (ESWL) è la tecnica più comunemente adottata per la rimozione dei calcoli ureterali. L'ureteroscopio (flessibile o rigido) è molto simile al classico cistoscopio ma rispetto a quest'ultimo è più piccolo e più lungo.
L'ureteroscopio viene introdotto dall'esterno nel paziente anestetizzato (anestesia spinale o generale), passa attraverso l'uretra, la vescica fino a giungere all'uretere. Esso consente di individuare il calcolo all'interno dell'uretere e di rimuoverlo attraverso apposite pinze che si introducono al suo interno.
Ma questo è possibile solo per calcoli fino a 5 mm di diametro.
Quelli più grandi devono essere frantumati. L'urologo inserisce all'interno dello ureteroscopio una specifica sonda LASER  che bombarda il calcolo giungendovi a stretto contatto (litotripsia intracorporea), frantumandolo e ottenendo risultati spesso molto soddisfacenti.
Il suo campo di applicazione riguarda i calcoli posizionati nell'uretere, che sono quelli potenzialmente più pericolosi potendo comportare una ostruzione delle vie urinarie  .
In base alle linee guida dell'Associazione Europea di Urologia mentre la calcolosi dell'uretere superiore deve essere trattata primitivamente con la ESWL, quella dell'uretere inferiore e medio deve essere trattata preferibilmente mediante ureteroscopia.
Inoltre, anche qualora si preferisca il trattamento mediante ESWL, non sempre è possibile effettuarlo e si deve necessariamente ricorrere alla ureteroscopia.
Infatti non raramente il calcolo ureterale è di difficile localizzazione sia con la radiografia che con la ecografia non rendendo possibile il "puntamento" indispensabile per la ESWL.

Regime di esecuzione:
Ricovero ordinario: degenza di 2 notti

Modalità di esecuzione:
 Il paziente viene messo supino con le gambe sollevate su dei gambali; si lubrifica l'uretra con 5-10 cc di gel lubrificante che contiene dell'anestetico. In alcuni casi può essere necessaria un'anestesia periferica o addirittura generale. Nell'uomo bisogna mettere in trazione il pene per rettilineizzare l'uretra, mentre nella donna è sufficiente repertare il meato urinario esterno; l’ureteroscopio viene introdotto nell'uretra e risale sino a raggiungere la vescica. Sotto guida di un cateterino ureterale si repertano gli ostii ureterali e si procede all’introduzione dello strumento all’interno dell’uretere stesso. Sono disponibili ureteroscopi di vario calibro, rigidi e flessibili; seppur condotta in asepsi, può essere utile una copertura con antibiotici.
Al termine della procedura un tutore ureterale (stent ureterale) può essere inserito per via retrogada: questo provvedimento temporaneo può essere utile per il passaggio di eventuali frammenti litiasici e per la risoluzione della reazione infiammatoria ureterale secondaria alla presenza del calcolo stesso. L’intervento viene condotto in anestesia generale ed ha una durata dai 10 ai 60 minuti. A fine procedura può essere opportuno mettere un catetere in vescica.

CISTOLITOTRISSIA
La calcolosi vescicale è una patologia favorita da una condizione di ristagno urinario che porta una sovraproduzione batterica dell’urina. Il paziente avverte la sensazione di dover continuamente urinare senza riuscirci. L’ematuria (urine rosse) sorge in particolar modo alla fine della minzione che appare dolorosa, faticosa ed accompagnata da bruciore.
TECNICA:
il calcolo vescicale può essere ridotto in polvere o attraverso una cistolitotrissia meccanica con l’utilizzo di una pinza per via endoscopica o tramite l’utilizzo del laser ad holmio. Quando il calcolo supera i 3 cm di diametro a volte è necessario toglierlo chirurgicamente con un piccolo taglio sovrapubico. L’anestesia può essere di tipo loco regionale o con una sedazione profonda.
DEGENZA:
solitamente non supera i due giorni.

TRATTAMENTO INCONTINENZA:
                
L'incontinenza urinaria rappresenta oggi uno degli ultimi tabù rimasti in quest’epoca”moderna”. Di perdita involontaria di urina si parla poco e mal volentieri, e questo atteggiamento aumenta la percezione di umiliazione personale e di rassegnazione che spesso ingabbia chi ne è affetto. L’incontinenza urinaria  è una condizione invalidante in quanto limita le attività sociali e deprime per la perdita di dignità che comporta. È quindi un problema importante sia per le donne sia per gli uomini che ne sono affetti, ma è confessato solamente da pochi. Eppure, questo disturbo, se affrontato in modo adeguato, può essere prevenuto, sconfitto o tenuto sotto controllo in modo molto efficace.
Che cos’è l’Incontinenza Urinaria?
L’incontinenza urinaria rappresenta qualsiasi perdita di urine ed è dovuta all’incapacità di controllare e trattenere l’urina.
Può manifestarsi con gravità variabile da perdite minime (poche gocce) fino alla perdita completa del contenuto vescicale.
Fughe d’urina, anche piccole, costituiscono però un problema igienico e una causa di disagio sociale che può compromettere in misura rilevante la qualità della vita. Le donne sono maggiormente colpite rispetto agli uomini. Si stima che circa 1 donna su 4 soffra di questo disturbo, e che una percentuale variabile tra il 2 e il 10% della popolazione maschile presenti delle perdite di urina.

Valutazione uro-ginecologica

  • Uroflussometria con RPM
  • Esame uro dinamico completo
  • Rx uretrocistografia
  • Ecografia trans-labiale

Incontinenza urinaria da urgenza

Viene definita come una perdita involontaria di urina associata ad uno stimolo impellente allo svuotamento della vescica. Pertanto, se una persona con uno stimolo impellente non riesce a raggiungere il bagno in tempo (e a volte il tempo di preavviso può essere molto breve), svuoterà la vescica, anche completamente, ovunque si trovi. Se le contrazioni della vescica instabile si verificano durante la notte, la persona può bagnare il letto durante il sonno.
cause
vescica instabile:
la causa può essere una lesione cerebrale a livello del centro di controllo della minzione. Spesso la sensibilità viene mantenuta, e la persona sa di dover urinare urgentemente, ma non riesce a trattenersi fino a raggiungere il bagno. Il grado di impellenza e di incontinenza varia da persona a persona. Altre volte il danno neurologico non è clinicamente evidenziabile (urgenza motoria).
infezioni alla vescica o all'uretra (cistiti) possono causare frequenza e urgenza.
ipersensibilità dei recettori di distensione della vescica e dell'uretra, che comporta la necessità di urinare ad uno stadio precoce del riempimento della vescica (urgenza sensitiva)


Incontinenza urinaria da sforzo - Stress incontinence

La muscolatura del pavimento pelvico e dello sfintere interno nell'individuo continente sono sufficientemente forti da mantenere l'uretra chiusa mentre la vescica si riempie. Se la pressione intra-addominale aumenta improvvisamente, ad esempio tossendo, ridendo, saltando, correndo, ecc. aumenta anche la pressione nella vescica: fino a quando la pressione uretrale rimane maggiore di quella vescicale, la continenza è preservata, altrimenti l'urina fuoriesce. Normalmente, un aumento della pressione addominale produce una contrazione riflessa del pavimento pelvico che mantiene l'uretra chiusa. Se la muscolatura del pavimento pelvico è indebolita, la contrazione riflessa può essere inadeguata o del tutto assente, dando luogo a incontinenza da sforzo.
A soffrire di questo tipo di incontinenza sono per lo più le donne, solitamente dopo il parto o nel periodo della menopausa. La causa più comune di incontinenza da stress è il cosiddetto “prolasso vescicale” o cistocele, cioè un abbassamento della vescica in vagina avvertita spesso come una sensazione di peso da parte della paziente o come una “pallina” quando si pulisce.
L'incontinenza da sforzo può essere curata, totalmente o parzialmente, attraverso esercizi di rafforzamento del pavimento pelvico o con un intervento chirurgico, a seconda dell’entità del problema.

 

Incontinenza urinaria mista: urgenza+stress

Terapia fisica riabilitativa:

  • RIABILITAZIONE PIANO PERINEALE
  • STIMOLAZIONE NERVO TIBIALE

La terapia riabilitativa occupa un posto di rilievo tra le forme di trattamento conservativo dell’incontinenza urinaria.Le tecniche di cui si avvale sono il biofeedback, la stimolazione elettrica funzionale e la terapia comportamentale applicate ai fini della prevenzione e cura dell’incontinenza urinaria e della rieducazione minzionale, ano-rettale e sessuale.Applicate da sole o variamente associate tendono al miglioramento della funzionalità della muscolatura perineale.
Queste terapie si sviluppano in cicli di un’applicazione settimanale per circa 10 settimane in regime di day-hospital.

Terapia chirurgica:

  • Interventi che mirano a ripristinare la normale posizione anatomica del collo vescicale e dell’uretra
  • Interventi che mirano a comprimere l’uretra
  • T.V.T. (Tension free Vaginal Tape)
  • T.O.T. (Trans Obturator Tape)
  • Posizionamento rete per correzione cistocele, rettocele

L’incontinenza urinaria è un’affezione importante dal punto di vista sociale, in quanto non influisce sulla speranza di vita del paziente. Ciò
significa che qualsiasi intervento chirurgico che si prefigga per la correzione del difetto, di là dall’efficacia terapeutica, deve possedere alcuni requisiti fondamentali: essere tecnicamente poco complesso, di durata sufficientemente ridotta, gravato da scarsa complicanza peri e postoperatoria.
Gli interventi chirurgici possono essere raggruppati fondamentalmente
in tre tipologie:

·  Interventi che mirano a ripristinare la normale posizione anatomica del collo vescicale e dell’uretra.
Questo tipo d’interventi fonda il propriorazionale sul presupposto che alla base dell’incontinenza da stress ci sialo spostamento del collo vescicale e dell’uretra, quindi si propone dirimediare a questa condizione creando una “sospensione” di questestrutture. Tali  metodiche si propongono di sospendere la parete vaginaleanteriore ancorandola a punti di fissità di maggior consistenza;
·  Interventi che mirano a comprimere l’uretra.
Questi interventi chirurgici mirano a risolvere il problema dell’incontinenza creando una compressione dell’uretra. Il cosiddetto “Sling” o fionda è costituito da una striscia di materiale resistente ed elastico che viene passato al di sotto dell’uretra ed ancorato a strutture più solide al punto di vista statico del bacino (ad esempio i muscoli retti).
·  T.V.T. (Tension free Vaginal Tape):
Tecnica chirurgica mini invasiva, di recente introduzione, che intende ricostruire la funzione di una struttura portante dell’uretra e che svolge un ruolo fondamentale nella funzione sfinteriale dell’uretra, il legamento pubo uretrale. Questa metodica presenta numerosi vantaggi come la scarsa invasività, l’eseguibilità in anestesia locale ed anche in day surgery, il basso costo, la rarità delle complicanze e gli ottimi risultati funzionali. L’intervento prevede il posizionamento di una rete di polene a “fionda” sotto l’uretra; tale materiale, di per sé inerte, costituisce un’impalcatura sulla quale i fibroblasti dell’organismo ospite “organizzano” un efficiente sostituto del legamento che come tale non necessita di tensione per sospendere l’uretra né tanto meno per chiuderla ma è sufficiente che la sostenga nel suo punto di massima pressione di chiusura al momento in cui è necessario e cioè durante lo sforzo. L’intervento richiede una breve anestesia locale. Attraverso una piccola incisione in prossimità dello  sbocco uretrale viene fatta passare la rete utilizzando particolari aghi appositamente confezionati che vengono fatti uscire anteriormente al pube sulla parete addominale. Una volta che la rete è stata posta in sede ne viene opportunamente valutato il funzionamento invitando la paziente a tossire per verificare che la perdita di urina sia risolta. Si esegue una cistoscopia di controllo e si oppongono due punti di sutura a riassorbimento spontaneo dove è stata eseguita l’incisione. La paziente è pronta per tornare a casa dopo aver verificare ecograficamente lo svuotamento vescicale.

  • T.O.T. (Trans obturator):

Questa tecnica chirurgica si differenzia dalla precedente per la sola via di acceso utilizzata per il posionamento della benderella : il forame otturatorio. Tale metodica è nata dalla volontà di evitare il passaggio nello spazio retro pubico che può esporre a maggior rischio di complicanze, quali la perforazione vescicale.
L’uso di uno o l’altra tecnica viene scelta di volta in volta dal chirurgo, a seconda della tipologia di paziente.

  •   Posizionamento rete per correzione cistocele, rettocele (MESH) :

I sistemi di riparazione del prolasso utilizzano una mesh chirurgica morbida che consente di riportare gli organi prolassati in una posizione maggiormente anatomica e di rafforzare le strutture circostanti la vagina per mantenere la loro funzione di supporto. Per trattare il prolasso il medico può scegliere tra una mesh di origine biologica ed una mesh sintetica in polipropilene, ciò dipende dalle vostre esigenze. In genere, le procedure per la correzione del prolasso vengono effettuate in regime di ricovero ospedaliero e in anestesia generale o loco-regionale. È possibile che il chirurgo corregga più di un tipo di prolasso nel corso dello stesso intervento. A seconda del tipo di prolasso, le procedure per l’impianto dei sistemi di correzione avvengono in genere in base alle seguenti fasi :
• Vengono effettuate un’incisione vaginale e alcune piccole incisioni cutanee. A seconda della procedura, è possibile un’incisione in corrispondenza della piegatura dove la parte superiore della coscia incontra la natica o al centro delle natiche su entrambi i lati.
• La mesh viene inserita attraverso un’incisione e sistemata all’interno del corpo.
• La mesh viene fissata con dei punti.
• Le incisioni vengono suturate.
Il tempo di permanenza in ospedale è stabilito dal medico. Le incisioni sono di piccole dimensioni e si cicatrizzano velocemente. A seconda del lavoro che si svolge, si potrà ritornare a svolgere la propria attività nel giro di una-due settimane. È necessario astenersi dai rapporti sessuali, evitare di sollevare pesi e di fare attività fisica intensa per circa tre settimane. Il medico curante fornirà ulteriori informazioni sulle cure postoperatorie.

TRATTAMENTO INFERTILITA’ MASCHILE:

  • VARICOCELE:

Per varicocele (dal latino varix-icis = varice e dal greco kele = gonfiore) si intende una affezione caratterizzata dalla dilatazione e dall'allungamento con abnorme tortuosità delle vene del funicolo spermatico e dello scroto. L'attenzione che oggi si rivolge alla patologia "varicocele" è determinata prevalentemente dal suo comune riscontro e dalla più recente consapevolezza delle ripercussioni che questa patologia ha, in alcuni casi, sulla capacità procreative dell'uomo. Un varicocele che compare alla pubertà indica o un'incompetenza valvolare o un'assenza congenita delle valvole a livello della vena spermatica interna sinistra. L'incidenza del varicocele nella popolazione maschile fertile è stata valutata fra il 25% alla pubertà e l'8% nell'adulto. Ci sono dati controversi sull'incidenza di infertilità nel varicocele. Il varicocele causa un danno caratteristico a livello dell'esame del liquido seminale contraddistinto da astenozoospermia e necrozoospermia. La risposta dei soggetti infertili affetti da varicocele al trattamento dello stesso è in dipendenza dell'età del paziente, in quanto è dimostrato che è più difficile ottenere un miglioramento dell'esame del liquido seminale nei soggetti che hanno superato i 30 anni al momento della correzione. La patogenesi del danno da varicocele è stata ipotizzata sulla base di diversi meccanismi quali:
a) l'effetto dell'ipertermia determinata dalla congestione venosa e dal mancato raffreddamento del sangue arterioso per alterazioni del meccanismo controcorrente;
b) il reflusso di sostanze tossiche provenienti dal rene e dal surrene;
c) alterazioni metaboliche legate alla stasi venosa

Legatura vena spermatica:

E’ la tecnica più largamente utilizzata per la cura chirurgica del varicocele. Presenta il vantaggio di essere abbastanza semplice e gravata da poche complicanze. Si esegue un'incisione di circa 4-5 cm in fossa iliaca poco al di sotto dell'ombelico come come nel caso dell’appendicite ma a sinistra in quanto generalmente il varicocele è da questo lato. L’accesso retroperitoneale alto prevede l'apertura della parete muscolare con anestesia generale. Può essere eseguita una legatura solo della vena (Ivanissevich), o una legatura in blocco di tutto il fascio vascolare (Palomo). La prima ha lo svantaggio di determinare una legatura spesso incompleta con conseguente persistenza di rami venosi collaterali che possono rifornire il reflusso verso il testicolo con recidiva del varicocele che si manifesta in circa il 20% dei casi. La seconda ha una percentuale di successo molto più alta (95%) ma può causare l'interruzione dei vasi linfatici del testicolo con conseguente idrocele (circa il 12% dei casi) vale a dire una raccolta di liquido intorno al testicolo. L’intervento avviene in regime di Day-Hospital.

TRATTAMENTO PATOLOGIE ANDROLOGICHE:

  • CISTI EPIDIDIMO ( ASPORTAZIONE) :

L'epididimo é la parte superiore del testicolo che contiene gli spermatozoi che verranno poi rilasciati durante l'eiaculazione o verranno riassorbiti. A tale livello posso formarsi delle formazioni cistiche che possono crescere nel tempo e creare disturbi anche a livello meccanico. In questi casi si interviene chirurgicamente all’asportazione della stessa e la durata dell'intervento varia a seconda della dimensione della ciste. L’intervento avviene in regime di Day-Hospital.

  • TESTICOLO MOBILE (ORCHIDOPESSI):

Si definisce testicolo mobile la gonade maschile che periodicamente migra dallo scroto all'inguine e viceversa. Esso presenta, nel tempo, un certo rischio di torsione sul suo funicolo (con conseguente ischemia che, se non risolta tempestivamente con un intervento chirurgico , porta al danno irreversibile della polpa testicolare). E' opportuno pertanto sottoporre il testicolo mobile ad un intervento chirurgico di fissazione (ORCHIDOPESSI) che avviene in regime di Day-Hospital.

  • IDROCELE ( EVERSIONE TUNICA VAGINALE):

L’idrocele è un ingrossamento del testicolo, non dolente, dovuto alla raccolta ed accumulo di un liquido chiaro tra le membrane che rivestono il testicolo stesso. Il testicolo è rivestito da una membrana “membrana vaginale” che avvolge completamente il testicolo e gli si ribatte intorno. Fra i due foglietti della membrana c’è una sottile quantità di liquido chiaro che consente lo scorrimento del testicolo. Questo liquido viene continuamente prodotto e riassorbito dalla membrana. Se avviene una infiammazione dell’epididimo o del testicolo questa membrana produce una notevole quantità di questo liquido reattivo (e di difesa) ma può essere  alterata e, dopo la guarigione,  pur continuano a produrre il liquido non lo riassorbe più. Progressivamente il liquido si raccoglie e nel giro di settimane, mesi o anni porta ad un progressivo aumento di volume del testicolo e dello scroto. L’idrocele non fa male. E’ duro, teso. In altri casi la causa dell’idrocele sono malattie od interventi che alterano le vie linfatiche di riassorbimento (ad esempio operazioni per ernia, varicocele, prostata). Il paziente spesso ha il timore di avere un “tumore”. Una semplice visita ed una ecografia possono dissipare il dubbio. La soluzione definitiva richiede un semplice intervento chirurgico, Eversione Tunica Vaginale,  effettuabile anche in anestesia locale che consiste nel rovesciamento, eversione appunto, dei due foglietti della membrana. L’intervento avviene in regime di Day-Hospital.

  • FIMOSI (Circoncisione):



La fimosi è un restringimento del prepuzio che rende difficile  o impossibile la scopertura completa ed agevole del glande; il prepuzio è quindi la pelle che ricopre il glande.  
La fimosi può manifestarsi solo in erezione (casi più lievi) oppure essere presente anche a pene flaccido.
Le cause possono essere 
a) Congenite: il prepuzio, abbondante e ristretto nei bambini, con lo sviluppo puberale invece di allargarsi come si verifica normalmente,  rimane ristretto;
b) Acquisite: sono cause che intervengono dopo uno sviluppo puberale normale; sono generalmente legati a fattori infettivi, infezioni del glande e del prepuzio(balanopostiti) che guariscono determinando processi di retrazione cicatriziale del prepuzio fino alla fimosi.  
Le terapie chirurgiche della fimosi comprendono la circoncisione e la postectomia parziale. L’intervento avviene in regime di Day-Hospital.
a) Circoncisione: è l’intervento più comunemente usato, viene fatto in anestesia locale eseguita alla base del pene circonferenzialmente, consiste nell’asportazione completa del prepuzio; dopo l’intervento il glande rimane completamente scoperto; ha il vantaggio di essere risolutivo pressoché in tutti i casi ma ha lo svantaggio di lasciare il glande completamente scoperto
b) Postectomia parziale: è, come dice la parola, l’intervento di asportazione parziale del prepuzio; questo intervento è indicato quando esiste un anello prepuziale ristretto ed il resto del prepuzio si presenta ampio, viene asportata solo la parte ristretta del prepuzio. Questo intervento ha il vantaggio di mantenere una parte di prepuzio e quindi di mantenere una copertura parziale del glande; ha lo svantaggio che la fimosi si può ripresentare.

 

  • FRENULO BREVIS (Frenulotomia,Frenuloplastica):

La frenulotomia è l'intervento di recisione del frenulo e successiva ricostruzione (frenulo plastica). L'intervento avviene in anestesia locale (spesso si utilizza una pomata anestetica) e non dura più di 15 minuti. In genere la ferita, suturata con dei punti, si rimargina nel giro di 20-25 giorni. Generalmente i punti sono di tipo autoassorbente, quindi cadranno da soli nel giro di 10-15 giorni. Dopo l'operazione di frenulotomia ci si auto-medica con una speciale pomata la ferita in modo da rendere più forte la pelle ed evitare infezioni.

  • IPP: Induratio Penis Plastica: 

La Induratio Penis Plastica (IPP) o malattia di La Peyronie, è una malattia del pene a causa non ancora ben nota, caratterizzata da una fibrosi circoscritta della tunica albuginea, la guaina scarsamente vascolarizzata che riveste i corpi cavernosi del pene. L’area di fibrosi, definita genericamente "placca", costituisce una limitazione alla elasticità del pene  durante l'erezione determinando una curvatura verso il versante malato. Le cause, come già detto, non sono note. Il riscontro frequentissimo delle placche sulla linea mediana del pene nella regione ventrale o dorsale di esso ha fatto ipotizzare che alla base della malattia vi siano traumi o microtraumi ripetuti nel tempo a carico del pene eretto che determinano lesioni, anche minime, di quell’area della tunica albuginea che si trova a livello del setto di separazione tra i due corpi cavernosi (setto intercavernoso). Infatti il rivestimento dei corpi cavernosi presenta fibre circolari intorno a ciascuno di essi e fibre a decorso longitudinale che li rivestono consensual-mente. Sulla linea mediana queste fibre ad andamento ortogonale tra loro si incontrano nel setto intercavernoso. Un trauma a pene eretto può scollare questi due strati di fibre lacerandoli. A queste lacerazioni, uniche o ripetute, conseguono i normali processi riparativi dell’organismo che all’inizio producono fenomeni di infiammazione locale e, nel tempo, probabilmente in individui predisposti,  la formazione di una cicatrice. Questa costituisce la tipica "placca" della IPP. Col passare del tempo questi processi cicatriziali si stabilizzano, vi si depositano sali di calcio col risultato finale di placche calcifiche immodificabili, tipiche delle IPP stabilizzate. La IPP colpisce prevalentemente uomini di mezza età, molto più raramente soggetti giovani o anziani.

Terapia Fisica: ESWT: (Shock wave therapy)

le onde d’urto sono state introdotte nel trattamento dell’IPP intorno agli anni ’90. Il razionale è l’attività della litotrissia sui depositi di calcio della placca e l’alterazione meccanica della struttura elastica delle placche fibrose, determinando un miglioramento della sintomatologia. Si tratta di onde acustiche ad alta energia, caratterizzate da un picco di pressione positiva seguita da un picco di pressione negativa, generate in rapidissima sequenza ed in grado di propagarsi in mezzo acquoso. Tale trattamento da solo o associato a terapie farmacologiche, riduce la sintomatologia dolorosa in erezione, permette una riduzione della curvatura con riduzione della placca stessa.
Un ciclo di trattamento è costituito da una seduta a settimana per 12 settimane della durata di 15 minuti in regime di Day-Hospital.

Terapia chirurgica: CORPOROPLASTICA :

La terapia chirurgica non possa avere come obiettivo la guarigione dalla malattia bensì correggere la curvatura peniena mantenendo una rigidità peniena sufficiente a condurre un rapporto sessuale soddisfacente. Gli interventi che comportano l’escissione della placca nella nostra esperienza hanno indicazioni limitate in quanto spesso la placca infiltra il setto, è molto estesa o multipla e la sua rimozione e l’impianto di patch che devono colmare la perdita di sostanza dell’albuginea sono frequentemente causa di successiva disfunzione erettile.
Quale sia l’intervento di corporoplastica più idoneo nella terapia dell’induratio penis plastica è ancora controverso, ma sicuramente il grado di funzione erettile ci permette di classificare i pazienti in due gruppi : quelli che raggiungendo spontaneamente una rigidità soddisfacente necessitano solamente di una chirurgia con finalità plastiche e quelli che presentando un concomitante deficit d’erezione necessitano di un impianto di protesi. L’indicazione alla terapia chirurgia plastica dipende dalla presenza delle seguenti condizioni : assenza di disfunzione erettile contestuale ; assenza di flogosi in atto e dolore ; stabilizzazione della placca da almeno 6 mesi ; forte motivazione psicologica del paziente all’intervento.  Gli interventi di plastica ricostruttiva possono essere raggruppati in tre tipi :

a)  interventi di raddrizzamento: la placca di scleroialinosi viene lasciata in sede e si cerca di ottenere solamente il raddrizzamento del pene (Plicatio; Nesbit; Yachia)
    
 b)   interventi di incisione della placca : il tessuto fibroso viene inciso ampiamente ed in corrispondenza delle incisioni vengono applicati patch di materiale autologo

  • interventi “radicali” di exeresi della placca con impianto di patch per sostituire il tratto di albuginea asportata.

L’obiettivo dell’intervento di corporoplastica di raddrizzamento è quello di correggere l’incurvamento determinato dalla fibrosi e dalla retrazione dell’albuginea in modo tale da rendere di nuovo possibile la penetrazione. L’incurvamento deve essere superiore a 45° per creare un reale problema coitale, tuttavia talvolta l’indicazione può essere estesa agli incurvamenti più modesti (30°) che non compromettono in assoluto il rapporto sessuale, ma creano gravi problemi psicologici al paziente. Secondo alcuni AA inoltre questo approccio chirurgico dovrebbe essere limitato agli incurvamenti di entità media-moderata (< 60°) in quanto per incurvamenti di entità maggiore si può incorrere in un eccessivo accorciamento del pene.
Il problema dell’accorciamento del pene conseguente all’intervento deve essere approfonditamente discusso con il paziente prima dell’intervento. Se il pene è corto per natura e la malattia lo ha ulteriormente accorciato l’intervento di semplice raddrizzamento per un incurvamenti > di 60° è controindicato e si dovrà scegliere un intervento di incisione o sostituzione di placca con patch.
Nella nostra esperienza il problema dell’accorciamento postoperatorio del pene si è rivelato di trascurabile importanza in quanto, dopo averlo discusso con i pazienti, questi nella grandissima maggioranza dei casi si sono dichiarati soddisfatti anche dopo interventi di raddrizzamento per curvature uguali o superiori a 90°. L’intervento può essere eseguito in anestesia generale o  loco-regionale . La degenza è di circa 3 giorni.

DIVISIONE DI MEDICINA


La Divisione di Medicina è composta da Ambulatori, dalla Sezione Diagnostica, dal Reparto di Degenza. Le prestazioni avvengono in regime ambulatoriale, in Day Service, in Day Hospital, in Ricovero Ordinario.
L’unità operativa di Medicina svolge i compiti di assistenza tipici di un reparto di Medicina Interna.
Ai pazienti curati in regime di Day Hospital o di Ricovero Ordinari al momento della dimissione  verrà rilasciata una relazione dettagliata da consegnare al proprio Medico curante con la diagnosi, il riepilogo dei principali esami effettuati, il decorso clinico con indicazioni sulla terapia farmacologia da proseguire a domicilio, nonché indicazioni sull’opportunità di successivi controlli ambulatoriali.
Data la complessità della branca vengono fornite le informazioni principali. Nel caso di prestazioni non elencate l’interssato/a può rivolgersi al personale medico del reparto.

AMBULATORIO
DAY SERVICE - SEZIONI AMBULATORIALI SPECIALIZZATE
Sezione diagnosi e cura della patologia tiroidea
Sezione diagnosi e cura dell’ipertensione arteriosa
Sezione diagnosi e cura delle broncopatie croniche ostruttive
Sezione diagnosi e cura dell’asma bronchiale
Sezione diagnosi e cura della sindrome metabolica
Sezione di Fisiopatologia respiratoria
DAY HOSPITAL
Day Hospital di Endocrinologia
Day Hospital di Diabetolgia
Day Hospital di Medicina generale
SEZIONE DIAGNOSTICA
Ecografia internistica
Ecocardiografia
Ecodoppler vascolare
Holter ECG
Holter pressorio
Citoaspirazione tiroidea (agoaspirato ecoguidato)
Citodiagnostica tiroidea
Laboratorio di Diagnostica Ormonale
SEZIONI SPECIALIZZATE DI DIAGNOSI E CURA
Sezione di fisiopatologia respiratoria
Sezione malattie endocrine
Centro per la diagnosi e cura della Patologia Tiroidea
Centro per la diagnosi e cura del Diabete Mellito e delle sue complicanze
Sezione di pneumologia
Sezione di Dietologia

AMBULATORIO
Le ampie sale d’attesa e le numerose stanze di visita ci permettono di garantire un servizio confortevole per i nostri pazienti. Il personale sanitario addetto cerca sempre di rispettare gli orari degli appuntamenti ma dato che il tempo necessario all’atto medico non è sempre esattamente programmabile una ragionevole tolleranza deve essere accettata. 
L’ambulatorio esegue visite mediche su pazienti di qualsiasi età. La visita medica essendo un atto complesso può a volte non essere completata in una unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi  per un completarla. Molte volte per arrivare alla diagnosi corretta è necessario eseguire indagini specifiche.
Quando necessario o opportuno il paziente può essere inviato alla sezione specifica; ad esempio un paziente con diabete alla sezione di diabetologia, un paziente con problemi tiroidei alla sezione Malattia tiroidea.

DAY SERVICE - SEZIONI AMBULATORIALI SPECIALIZZATE
Il Day Service è un percorso alternativo al ricovero ordinario ed al Day Hospital finalizzato alla cura di pazienti che presentano problemi sanitari complessi, sia diagnostici che terapeutici, e non necessitano di sorveglianza medico-infermieristica prolungaya (ricovero).
Sezione diagnosi e cura della patologia tiroidea
La sezione, dedicata  alla diagnosi, al trattamento ed alla prevenzione delle malattie tiroidee, è in grado di offrire al paziente affetto da patologia tiroidea tutte le prestazioni multispecialistiche necessarie, in un unico percorso diagnostico-terapeutico, garantendo in tal modo un'assistenza più qualificata ed in tempi più brevi.
Il Centro della tiroide, come organizzazione multidisciplinare, gestisce un percorso completo  che include la valutazione specialistica endocrinologica, gli esami clinico-strumentali e l’eventuale valutazione chirurgica.

Sezione diagnosi e cura dell’ipertensione arteriosa
L'ipertensione arteriosa è una condizione morbosa caratterizzata da un aumento dei valori della pressione arteriosa sistolica o massima e della pressione diastolica o minima. L'ipertensione può essere pericolosa, perché il cuore deve sostenere uno sforzo superiore alla normalità e, se è prolungato, può portare ad un aumento di volume  del cuore stesso; inoltre il sangue che scorre nei vasi con una pressione elevata li sottopone ad una eccessiva usura e può danneggiarli gravemente, coinvolgendo in questa situazione anche tessuti e organi irrorati dai vasi colpiti, in particolare cuore, cervello, reni e occhi.
Il Centro si propone di fornire ai pazienti ipertesi un riferimento assistenziale ambulatoriale che consenta un adeguato inquadramento clinico ed un appropriato screening diagnostico così da identificare i soggetti a maggior rischio di eventi cardio e cerebrovascolari gravi, nei quali è necessaria una più intensa monitorizzazione dell'efficacia della terapia farmacologica ed il controllo degli altri fattori di rischio.

Sezione diagnosi e cura delle broncopatie croniche ostruttive
La Broncopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una patologia ad andamento cronico che necessita di controlli periodici volti ad attenuare i sintomi, prevenire le ricadute e mantenere una soddisfacente funzionalità respiratoria; il Centro si propone di seguire pazienti affetti da BPCO, con o senza insufficienza respiratoria, attraverso un percorso diagnostico che prevede, a giudizio dello specialista pneumologo, una serie di esami clinico-strumentali e relative indicazioni terapeutiche conclusive.
Sezione diagnosi e cura dell’asma Bronchiale
L’asma bronchiale è una malattia caratterizzata da un aumento dell’irritabilità dei bronchi a vari stimoli, che predispone a crisi parossistiche di restringimento delle vie respiratorie (broncospasmo). Il servizio si propone di seguire pazienti affetti da tale condizione attraverso un percorso diagnostico che prevede una serie di esami clinico-strumentali e relative indicazioni terapeutiche conclusive.

Sezione diagnosi e cura della sindrome metabolica
Il Centro si occupa di pazienti con Sindrome metabolica, condizione derivante dall’associazione di più situazioni patologiche: obesità, dislipidemia, ipertensione arteriosa, iperglicemia.
I pazienti vengono studiati attraverso un percorso diagnostico che prevede una serie di esami clinico-strumentali e relative indicazioni terapeutiche conclusive.

Sezione di Fisiopatologia respiratoria
Effettua gli accertamenti necessari per la diagnosi e la cura delle malattie respiratorie (vedi nella sezione di Pneumologia).

DAY HOSPITAL
Day Hospital di Endocrinologia
Oltre alle patologie endocrine classiche viene prestato particolare interesse nei confronti della prevenzione, diagnosi, cura e follow up dei tumori della tiroide, in collaborazione con il Servizio di Citoaspirazione Tiroidea e il laboratorio di citodiagnostica
Day Hospital di Diabetolgia
 Per la diagnosi e terapia del diabete mellito di tipo 1 e di tipo 2 e delle sue complicanze
Day Hospital di Medicina generale
 Ove afferiscono pazienti necessitanti di interventi diagnostico terapeutici complessi o invasivi non gestibili ambulatorialmente.
SEZIONE DIAGNOSTICA
Ecografia internistica
Consiste nella effettuazione di ecografie internistiche con, laddove necessario, esecuzione di biopsie cosiddette “ecoguidate” per la diagnosi istologica di lesioni sospette.
L'esame ecografico è un'indagine strumentale in grado di fornire un'immagine tridimensionale dell'interno di un organo o di una parte del corpo umano. Si basa, a differenza delle radiografie, sull'uso di onde acustiche e non elettromagnetiche, pertanto la sua prima caratteristica è l'assoluta innocuità dell'esame.
L’ecografica internistica si occupa dello studio delle affezioni legate essenzialmente ai seguenti organi: collo, tiroide, ghiandole salivari, tessuti molli di ogni distretto, linfonodi superficiali di ogni distretto, mammelle, articolazioni, fegato, colecisti, pancreas, milza, reni, surreni, linfonodi profondi, vasi addominali, tubo digerente, vescica, prostata, canali inguinali, pene, testicoli.

Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario.
Ecocardiografia
L'ecocardiografia (comunemente detta anche ecocardiogramma) è una metodica  diagnostica non invasiva che utilizza gli ultrasuoni per esplorare l'anatomia e la funzione del cuore; con l'ecocardiogramma si possono visualizzare tutte le strutture cardiache. Questo esame ha un ruolo fondamentale nella valutazione delle dimensioni e della funzione della camere cardiache e di quella delle valvole cardiache.

Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario.
Ecodoppler vascolare
E’ un esame in grado di valutare la condizione dei vasi sia arteriosi che venosi. I distretti che meglio si possono studiare con questo esame sono quelli carotidei (i cosiddetti “vasi epiaortici”), e quello degli arti inferiori, per stabilire la presenza di eventuali alterazioni (ispessimenti, placche, ostruzioni ecc.).

Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario.
Holter ECG
Consiste in una registrazione continua dell'Elettrocardiogramma per 24 ore. Viene fatta con un registratore di piccole dimensioni che il paziente porta con sè per tutta la durata della registrazione. È in grado di svelare disturbi del cuore come l'angina pectoris o come le aritmie che si manifestano solo in particolari momenti della giornata e che possono essere causa di sintomi come lo svenimento.

Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario.
Holter pressorio
Consiste in una registrazione di lunga durata (24 ore) dei valori della pressione arteriosa per mezzo di un bracciale automatico che viene applicato e lasciato al paziente per una intera giornata. Ci consente di evidenziare le variazioni della pressione stessa nei vari momenti della giornata. I dati che esso ci fornisce consentono di stabilire il momento più idoneo per l'inizio di un trattamento antiipertensivo o la valutazione di un trattamento già in corso.

Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario.
Citoaspirazione tiroidea (agoaspirato ecoguidato)
L’agoaspirato della tiroide è una procedura di semplice esecuzione, poco invasiva e praticamente indolore. Il paziente viene messo in posizione supina, con un piccolo cuscino sotto le spalle per favorire l’estensione del collo. Si disinfetta la cute, abitualmente non è necessaria l’anestesia. Sotto la guida dell’ecografo viene inserito l’ago nella zona da biopsiare, e, nella maggior dei casi, per capillarità ossia senza uso di siringa, si aspira, estraendo il materiale, si toglie quindi l’ago e si disinfetta nuovamente la cute. L’operazione viene ripetuta su tutte le zone sulle quali interessa avere un’indagine citologica. Tali operazioni sono ottimamente tollerate, ma è bene sforzarsi di rimanere fermi, la durata di ciascun prelievo è di circa un minuto. Lo scopo dell’agoaspirato della tiroide è quello di ottenere materiale cellulato da sottoporre ad esame citologico.
Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario.
Citodiagnostica tiroidea
In collaborazione con il servizio di Anatomia Patologica per la diagnosi citologica del materiale tiroideo raccolto mediante agoaspirato;

Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario.
Laboratorio di Diagnostica Ormonale
Servizio di Fisiopatologia Respiratoria (Spirometria, Emogasanalisi ecc)
SEZIONI SPECIALIZZATE DIAGNOSI E CURA
Sezione malattie endocrine
patologia tiroidea (ipo-ipertiroidismi, prevenzione e follow up dei tumori tiroidei)
patologia ipofisaria (ipopituitarismi, adenomi ipofisari secernenti)
patologia surrenalica (ipo-ipersurrenalismi, ipertensioni di origine endocrina)
Centro per la diagnosi e cura della Patologia Tiroidea
Il servizio si occupa della patologia tiroidea in generale (ipo-ipertiroidismi, noduli tiroidei ecc.) e presta particolare attenzione nei confronti della prevenzione, diagnosi, cura e follow up dei tumori della tiroide.
I pazienti vengono sottoposti, da parte dei nostri endocrinologi, ad una visita preventiva dove viene stabilito l’iter diagnostico da seguire, al termine del quale verrà consegnata una relazione conclusiva con la diagnosi, la cura specifica e gli eventuali controlli a distanza.
La sezione è in grado di offrire al paziente affetto da patologia tiroidea tutte le prestazioni multispecialistiche necessarie, in un unico percorso diagnostico-terapeutico, garantendo in tal modo un'assistenza più qualificata ed in tempi più brevi.

Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario.
Centro per la diagnosi e cura del Diabete Mellito e delle sue complicanze
Il diabete mellito è una malattia del metabolismo caratterizzata da una ridotta attività dell'insulina (per assenza dell'ormone o ridotta azione a livello degli organi bersaglio quali il fegato,il muscolo ed il tessuto adiposo).
Le caratteristiche cliniche distintive di questa patologia sono secondarie all'aumento del glucosio nel sangue, definito iperglicemia (fame,sete continua, eliminazione di grandi quantità di urine, stanchezza) e/o i sintomi legati allo sviluppo di complicanze croniche principalmente a carico del sistema cardiovascolare, renale, oculare e nervoso.
Tale patologia è di grande rilievo sociale ed esercita un notevole impatto sulla salute pubblica per l'entità della sua diffusione e la gravità delle sue complicanze.
Il servizio si occupa appunto della diagnosi e cura del Diabete Mellito di tipo1, di tipo 2 e della prevenzione e cura delle sue complicanze acute e croniche.

Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario
Sezione di pneumologia
Visita specialistica
Spirometria +VR (prove della funzionalità respiratoria)
E’ utile per lo studio della funzionalità respiratoria ed effettua le seguenti valutazioni:
1- Curva flusso volume per la determinazione in condizioni basali dei volumi polmonari statici e dinamici e dei valori flussometrici per l avalutazione dell’ostruzione bronchiale;
2- Determinazione del volume residuo e della capacità polmonare totale, tramite wash out dell’azoto, per la valutazione delle patologie ostruttive e restrittive polmonari;
3- Test di reversibilità o broncodinamico per la diagnosi differenziale nell’ambito delle patologie respiratorie ostruttive fra BPCO e asma mediante valutazione della curva flusso volume prima e dopo somministrazione di broncodilatatore.
Curva flusso.volume
Per la determinazione, in condizioni basali, dei volumi polmonari statici e dinamici e dei valori flussometrici per la valutazione dell’ostruzione bronchiale.
Emogasanalisi
E' un esame fondamentale per valutare l'efficienza del sistema respiratorio. Si esegue prelevando un campione di sangue da un'arteria periferica del braccio (emogasanalisi arteriosa); permette di valutare l’equilierio acido-base e gli scambi gassosi (ossigeno e anidride carbonica).

Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario
Visita specialistica Allergologica
Test percutanei a lettura immediata
Si effettuano valutando la reazione cutanea a seguito di contatto con la sostanza (allergene) mediante piccola scarificazione della cute, con lettura dekl risultato dopo venti minuti. Con tale metodica si possono individuare eventuali allergie ambientali (pollini, polveri, muffe, epiteli degli animali domestici ecc.) ed alimentari.
Regime di esecuzione: ambulatoriale
Patch test
E' un test specifico per la diagnosi delle dermatiti allergiche da contatto, indolore, di facile e semplice esecuzione ambulatoriale.
Consiste nell'applicare sulla pelle della schiena del paziente alcuni cerotti contenenti  particolari sostanze (apteni) potenzialmente responsabili della dermatite. La lettura, e quindi il risultato, è rilevabile dopo 48 ore.
Regime di esecuzione: ambulatoriale
Sezione di Dietologia
Visita specialistica
Studio intolleranze alimentari (prime test)
Ricerca helico bacter pylori (breath test)
Centro per la prevenzione diagnosi e cura dell’obesità
Cura delle complicanze dell’obesità
Il peso corporeo rappresenta l'espressione tangibile del bilancio energetico tra entrate ed uscite caloriche.
L'energia viene introdotta con gli alimenti e utilizzata dal corpo sia durante il riposo (per mantenere in funzione i suoi organi interni, quali cervello, polmoni, cuore, ecc.), sia durante l'attività fisica (per far funzionare i muscoli).
Se si introduce più energia di quanta se ne consuma, l'eccesso si accumula nel corpo sotto forma di grasso, determinando un aumento di peso oltre la norma, sia nell'adulto che nel bambino. Se invece si introduce meno energia di quanta se ne consuma, il corpo utilizza le sue riserve di grasso per far fronte alle richieste energetiche.
Quantità eccessive di grasso corporeo costituiscono un rischio per la salute, soprattutto per l'insorgenza di alcune malattie croniche, quali la cardiopatia coronarica, il diabete, l'ipertensione e alcuni tipi di cancro.
Tanto maggiore è l'eccesso di peso dovuto al grasso, tanto maggiore è il rischio. Esistono inoltre alcuni tipi di distribuzione del grasso corporeo (sul tronco) in cui il rischio per la salute, a parità di eccesso di peso, è superiore che per altri (sui fianchi). E' quindi necessario che le persone con tale profilo corporeo a rischio sorveglino con maggiore attenzione il proprio peso.
L'eccesso di grasso corporeo può essere di vario grado; il grado più lieve viene classificato come sovrappeso, seguono l'obesità moderata e l'obesità grave. Il rischio per la salute diviene più concreto nella categoria della obesità moderata, e cresce sensibilmente con l'aumentare del peso.
Il centro si propone di offrire ai pazienti la possibilità di effettuare un inquadramento internistico generale volto alla prevenzione, diagnosi e cura delle complicanze legate a tale condizione morbosa, nonché a fornire un supporto educativo alimentare e di stile di vita volto a ridurre il peso corporeo.

Regime di esecuzione: ambulatoriale, Day Hospital, ricovero ordinario

DIVISIONE DI OCULISTICA


La Divisione di Oculistica è composta da Ambulatori, dalla Sezione Diagnostica, dal Reparto Operatorio, dal Reparto di Degenza. Le prestazioni avvengono in regime ambulatoriale, in Day Service, in Day Hospital, in Day Surgery, in Ricovero Ordinario.
AMBULATORIO
SEZIONI AMBULATORIALI SPECIALIZZATE
Sezione di malattie del segmento anteriore
Sezione di patologia corneale
Sezione di patologia del cristallino e cataratta
Sezione glaucoma
Sezione di ipovisione e riabilitazione
Sezione di neuroftalmologia
Sezione di oftalmoplastica
Sezione di oftalmologia pediatrica ed ortottica
Sezione di retina medica
Sezione di vitreoretina chirurgica
SEZIONE DIAGNOSTICA
Aberrometria
Angiografia retinica
Angiografia al verde di indocianina
Angiografia fluorescinica o Fluorangiografia
Autofluorescenza EP retinico
Biometria
BUT
Campo visivo – perimetria computerizzata
Citologia ad impressione
Curva tonometrica – vedi tonometria
Ecografia oculare – Ultrabiomicroscopia UBM
Elettrooculogramma
Elettroretinogramma
Esami elettrofunzionali o elettrofisiologia oculare
Esoftlamometria
Film lacrimale – Test di Schirmer, BUT
Fluorangiografia
Fotografia segmento anteriore e posteriore
GLAID
Gonioscopia
Lacrytest
Mappa retinica
Microperimetria
Microscopia confocale
Microscopia speculare/endotelio corneale
NFA (Nerve Fiber Analyzer)
OCT o Ophthalmic Coherent Tomography
OBF o Ocular Blood Flow
Pachimetria corneale
Potenziali visivi evocati (PEV)
Pupillometria
Retinografia o fotografia del fondo
Schirmer, Test di
Test antiglaucomatosi
Tonometria – Curva tonometrica
Topografia corneale
PENTACAM
Ultrabiomicroscopia
PRESTAZIONI TERAPEUTICHE MEDICHE E CHIRURGICHE
Chirurgia degli annessi
                Chirurgia delle palpebre
                Chirurgia delle vie lacrimali
                Chirurgia della congiuntiva
Chirurgia della cornea
Chirurgia del cristallino: Lensectomie, Chirurgia della cataratta, Impianto secondario di IOL
                Chirurgia della cataratta
                Impianto secondario di IOL
                Lensectomia
                Sostituzione o asportazione di IOL
Chirurgia dell’iride
Chirurgia del glaucoma
Chirurgia refrattiva
Chirurgia dell’orbita
Chirurgia del segmento anteriore
Chirurgia dello strabismo
Chirurgia vitreo-retinica
                Chirurgia della macula: puker, fori maculari
                Chirurgia della degenerazione maculare – Farmaci intravitreali
                Chirurgia dei fori e delle rotture retiniche
                Chirurgia del distacco di retina
                Chirurgia del vitreo e delle membrane vitreali – Retinite proliferante
CHIRURGIA LASER
Trattamenti di S.L.T. per glaucoma
Trattamenti con YAG Laser
Trattamenti di ciclofotocoagulazione per glaucoma
Trattamenti con Laser ad Eccimeri
Terapia Fotodinamica
Trattamenti con Argon Laser
Trattamenti con Laser a CO2

 

AMBULATORIO

L’ambulatorio oculistico è aperto dal lunedì al Sabato dalle ore 7.30 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 19.00.
Le ampie sale d’attesa e le numerose stanze di visita ci permettono di garantire un servizio confortevole per i nostri pazienti. La Casa di Cura cerca sempre di rispettare gli orari degli appuntamenti ma dato che il tempo necessario all’atto medico non è sempre esattamente programmabile una ragionevole tolleranza deve essere accettata.  Inoltre il presentarsi di pazienti non prenotati e con patologia urgente può comportare un allungamento del tempo di attesa.
L’ambulatorio esegue visite oculistiche su pazienti di qualsiasi età. La visita oculistica essendo un atto complesso può a volte non essere completata in una unica sessione per cui, in caso di necessità, il paziente dovrà tornare il giorno dopo o nei giorni successivi  per un completarla.
Quando necessario o opportuno il paziente può essere inviato alla sezione oculistica specifica; ad esempio un bambino alla sezione di motilità oculare ed ortottica, un paziente con glaucoma alla sezione glaucoma e così via. Le sezioni di cui dispone il nostro ambulatorio sono descritte in appresso.
SEZIONI AMBULATORIALI SPECIALIZZATE
Sezione di malattie del segmento anteriore
Le malattie del segmento anteriore comprendono le patologie di varie strutture come la cornea, la camera anteriore, l'iride, l'angolo camerulare. Trattandosi di un numero molto elevato di patologie questa sezione serve principalmente a stabilire la struttura del segmento anteriore affetta dalla patologia e quindi ad indirizzare il paziente alla sezione più idonea al trattamento della malattia da cui è affetto.
Sezione di patologia corneale
Le patologie corneali trattate da questa sezione sono le forme infettive quali cheratiti batteriche o virali, le forme trofiche come ulcere o scompensi corneali, le malattie eredofamiliari come le degenerazioni corneali tra cui il cheratocono.
Sezione di patologia del cristallino e cataratta
Tra le patologie del cristallino quella di gran più frequente e conosciuta è la cataratta. Questa sezione monitorizza il paziente dall'inizio della malattia fino all'intervento che viene eseguito quando l'opacizzazione del cristallino è arrivata ad un punto tale da ridurre la capacità lavorativa o creare disagi nella vita di relazione.
Sezione glaucoma
Vengono presi in carico da questa sezione le persone che hanno mostrato nel corso di una visita oculistica valori della tensione oculare dubbi o già alterati o che nella loro storia hanno motivi che possono far sospettare quantomeno una predisposizione alla malattia (familiarità, malattie generali, pregressi traumi o interventi oculari, etc.). Questa sezione segue quindi i pazienti con sospetto di malattia o in terapia medica antiglaucomatosa o i pazienti precedentemente sottoposti a trattamenti chirurgici o laser o parachirurgici per glaucoma.
Il centro comunque svolge anche attività di selezione dei pazienti da inviare al trattamento parachirurgico o chirurgico.
Sezione di retina medica
Presso l'ambulatorio di malattie della retina il paziente viene sottoposto ad un accurato ed approfondito esame del fondo oculare allo scopo di valutare attentamente le patologie retiniche in atto. Per un corretto inquadramento diagnostico, il paziente verrà, se necessario, sottoposto ad esami strumentali quali: fluorangiografia retinica e angiografia con verde di indocianina, microperimetria, tomografia ottica a luce coerente, ecografia bulbare, esami elettrofunzionali. In caso di patologie mediche della retina, segue e controlla l’evoluzione delle stesse prescrivendo le terapie idonee o eseguendo interventi Laser. Quando dagli esami risulta una patologia di interesse chirurgico il paziente è inviato alla sezione di vitreoretina chirurgica.
Sezione di vitreoretina chirurgica
La sezione di vitreo-retina chirurgica è altamente specializzato per le patologie del vitreo e della retina di pertinenza chirurgica. Presso questo ambulatorio vengono seguiti i pazienti da sottoporre o sottoposti ad interventi sul vitreo o sulla retina o su entrambi.
Sezione di ipovisione e riabilitazione
Il servizio di ipovisione è rivolto a persone con bassa acuità visiva o marcato deficit del campo visivo: rientrano in questo ambito le gravi patologie oculari congenite, ereditarie o senili (maculopatie, retinopatia diabetica, retinopatia pigmentosa, miopia patologica, glaucoma, nistagmo...). Mediante l’impiego di idonei ausili ottici ed elettronici si cerca di far utilizzare al massimo il residuo visivo esistente così da migliorare la capacità autonoma nella motilità, lettura e scrittura del paziente. Viene altresì fornito il necessario supporto psicologico alla persona e all’ambiente familiare affinché vengano rafforzate le opportune motivazioni all’effettuazione del ciclo di apprendimento.
Il servizio di Riabilitazione viene svolto mediante sedute di “insegnamento” alla lettura/scrittura e di potenziamento delle attività cerebrali correlate.
Sezione di oftalmoplastica
A questa sezione afferiscono i pazienti con alterazioni funzionali e/o anatomiche che coinvolgono la regione orbitaria e gli annessi oculari comprese le vie lacrimali. La sezione segue quindi i pazienti con alterazioni palpebrali congenite (principalmente le ptosi) o acquisite (retrazioni cicatriziali per traumi, ustioni, interventi per neopolsie); i pazienti con patologie delle vie lacrimali; i pazienti con problemi orbitari congeniti o acquisiti (tra tutti molto frequente l’esoftalmo tiroideo).
Sezione di neuroftalmologia
Questa sezione tratta patologie che, come dice il nome, riguardano sia l'oculista che il neurologo. In essa rientrano le paralisi dei muscoli oculari, le alterazioni del nervo ottico e delle vie ottiche causate dall'espandersi di tumori cerebrali. Molto spesso è proprio l'oculista a diagnosticare l'insorgenza di un tumore cerebrale dato che spesso i primi segni del suo sviluppo sono rilevati da un esame del fondo oculare.
Sezione di oftalmologia pediatrica ed ortottica
Presso l'ambulatorio vengono espletate le seguenti attività: visita oculistica pediatrica, diagnosi e terapia dell’ambliopia, diagnosi e assistenza a bambini affetti da disturbi della motilità oculare, consulenza specialistica in Day Hospital per patologie sistemiche e/o oculari, consulenza specialistica per patologie sistemiche per piccoli ricoverati, follow up della retinopatia del prematuro e degli altri disturbi visivi associati, screening delle uveiti.
SEZIONE DIAGNOSTICA
La sezione diagnostica funziona dal Lunedì al Sabato dalle ore 7.30 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 19.00. Il nostro personale vi guiderà nell’iter diagnostico per ridurre al minimo i disagi che l’esecuzione di esami, a volte multipli, può causare.
La diagnostica oculistica è un settore molto ampio per cui gli esami sono numerosi e quanto mai diversi tra loro con modalità di esecuzione che variano da uno all’altro. Nel caso di esami multipli può essere necessario dividerli in due o più giorni; in alcuni casi vengono eseguiti in regime di Ricovero Ordinario.
Vengono elencati gli esami diagnostici abitualmente eseguiti e dei più frequenti vengono date note esplicative.
Aberrometria                
Cosa è: l'aberrometro funziona tramite una sorgente luminosa che viene proiettata attraverso i diottri oculari e viene focalizzata sulla retina in un punto. Il fronte d'onda riflesso da questo punto retinico, attraversando in senso retrogrado le varie strutture diottriche, viene analizzato da un sensore posto di fronte all'occhio che quantifica in micron la discrepanza da un fronte d'onda ideale. Questo strumento è particolarmente utile nel valutare il miglioramento refrattivo che un occhio può avere in caso di intervento di chirurgia refrattiva che oltre al difetto visivo riduca o annulli le aberrazioni ottiche oculari.
Angiografia retinica
                    Angiografia al verde di indocianina     
                    Angiografia fluorescinica o Fluorangiografia   
Cosa è: questi esami servono a visualizzare e fotografare il circolo vascolare retinico e coroideale, mediante l'iniezione endovenosa di un mezzo di contrasto (fluorescina o verde di indocianina o ambedue). Questo esame è indicato per evidenziare alterazioni della retina o della coroide o di entrambe correlate a patologie vascolari. Risulta anche utile nello studio di patologie della retina e della coroide quali infiammazioni, degenerazioni retiniche specie maculari, patologie del disco ottico ed a neoplasie.
Modalità di esecuzione: complessa dato che per eseguire l’esame occorre prima dilatare la pupilla quindi iniettare in vena il mezzo di contrasto ed infine eseguire delle fotografie in tempi successivi. Ne consegue che la durata può essere anche di parecchi minuti e durante l’esame viene mantenuto un ago in vena per permettere all’anestesista sempre presente di provvedere in caso di malore o intolleranza al mezzo di contrasto. Prima dell’esecuzione dell’esame vengono anche eseguiti degli generali per controllare la presenza o meno di fattori che controindicano l’esame.
Autofluorescenza EP retinico    
Cosa è: vengono esaminate le condizioni dell’epitelio pigmentato della retina senza impiego di mezzo di contrasto
Biometria    
Cosa è: questo esame eseguito mediante una sonda ad ultrasuoni permette di misurare la lunghezza assiale del bulbo oculare. I dati ricavati sono necessari per il calcolo del cristallino artificiale che si impianta nell'intervento di cataratta.
Modalità di esecuzione: semplice dato che l’esame è una ecografia del bulbo oculare eseguita con un ecografo presposto dopo instillazione di alcune gocce di un collirio anestetico.
BUT
Vedi film lacrimale
Campo visivo – perimetria computerizzata    
Cosa è: il Campo Visivo si può definire come la porzione di spazio che un occhio immobile percepisce rispetto al punto di fissazione. La determinazione del campo visivo è importante poiché alcune patologie oculari e/o neurologiche possono alterarlo senza diminuzione dell'acuità visiva.
La perimetria computerizzata effettua una misura più accurata del campo visivo poiché meno dipendente da errori effettuati dall'operatore o dall'esaminato ed effettua delle comparazioni statistiche correlate alla normalità.
Modalità di esecuzione: semplice dato che non richiede la dilatazione della pupilla o l’uso di anestetici
Citologia ad impressione
Cosa è: viene esaminato lo strato di cellule epiteliali della superficie oculare
Curva tonometrica – vedi tonometria
Ecografia oculare – Ultrabiomicroscopia UBM   
Cosa è: l’esame permette la valutazione metrica delle grandezze oculari lineari (biometria) sia, l’osservazione della retina o del nervo ottico quando la presenza di una opacità dei mezzi diottrici (opacità corneali, del cristallino, del vitreo) non lo permettono. E’ anche particolarmente utile per studiare le strutture dell’orbita come la ghiandola lacrimale, i muscoli oculomotori, il nervo ottico e le altre strutture retrobulbari. Sono in uso anche degli ecografi (UBM) che mediante sonde particolari permettono un esame molto sofisticato di strutture oculari molto importanti quali l’angolo camerulare ed il corpo ciliare.
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in DH o in regime di ricovero a seconda del tipo di patologia o delle condizioni generali del paziente
Modalità di esecuzione: semplice dato che l’esame è una ecografia del bulbo oculare eseguita dopo instillazione di alcune gocce di un collirio anestetico.

Elettrooculogramma
Vedi Esami Elettrofunzionali
Elettroretinogramma
Vedi Esami Elettrofunzionali
Esami elettrofunzionali o elettrofisiologia oculare 
Cosa sono: gli Esami Elettrofunzionali dell'apparato visivo permettono una valutazione oggettiva grazie alla possibilità di registrare in maniera non invasiva, veloce e senza particolari disagi per il paziente, i segnali bioelettrici generati dalla retina e dalle vie visive intracerebrali. Gli esami  prendono il nome dalla struttura che viene stimolata, e quindi esaminata, e dal tipo di stimolo utilizzato che può essere un flash luminoso od un monitor sul quale appare una scacchiera o delle barre (pattern). L’elettroretinogramma da flash o da pattern (flash ERG e PERG) studia il funzionamento della retina; i potenziali evocati visivi da flash o da pattern (flash PEV e P-PEV) studiano le vie ottiche; l'elettro-oculogramma (EOG) registra il potenziale elettrico di riposo ovvero senza bisogno di stimolare l'occhio; il GLAID (acronimo per Glaucoma Aid ovvero aiuto alla diagnosi di glaucoma) viene usato per la diagnosi precoce del glaucoma.
Questi esami sono molto sensibili nel determinare la presenza di alcune patologie dell' apparato visivo che spesso sono asintomatiche nelle fasi iniziali o in cui l'occhio appare “normale” anche quando il paziente lamenta un disturbo visivo. La procedura di esecuzione e di analisi avviene secondo delle norme standard di una società scientifica internazionale (ISCEV) oppure con l'utilizzo di software specifici che analizzano in automatico grazie ad un congruo database confrontando il valore del paziente con i valori medi normali.
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in DH o in regime di ricovero a seconda del tipo di patologia o delle condizioni generali del paziente
Esoftalmometria  
Cosa è: misura la protusione dell’occhio rispetto ad un piano base. L’esame permette di controllare se nel tempo la protusione varia dato che in alcune patologie, specie quelle tiroidee, le variazioni indicano uno stato di attività della malattia.
Film lacrimale – Test di Schirmer, BUT
Cosa è: questo gruppo di esami serve a studiare il film lacrimale sia come quantità che qualità  
Fluorangiografia
Vedi angiografia retinica
Fotografia segmento anteriore e posteriore   
Cosa è: con macchine fotografiche speciali si eseguono fotografie che saranno utili nel tempo per controllare l’evoluzione di patologie del segmento anteriore o posteriore.
GLAID
Vedi Esami Elettrofunzionali
Gonioscopia    
Cosa è: la gonioscopia consente l'esplorazione dell'angolo irido-corneale, dove avviene il drenaggio umore acqueo, quindi permette all'oculista di osservare se l'angolo è aperto o chiuso per differenziare le forme di glaucoma
Modalità di esecuzione: semplice. Dopo aver instillato alcune gocce di anestetico viene applicata sulla cornea una speciale lente a contatto
Lacrytest
Cosa è: serve rilevare la presenza di una congiuntivite su base allergica  
Mappa retinica    
Cosa è: è la carta geografica della retina, in particolare della retina periferica. Serve a controllare se nel tempo vi è una evoluzione della anomalie o alterazioni riscontrate durante una visita oculistica.
Regime di esecuzione: ambulatoriale                
Modalità di esecuzione: semplice. In alcuni casi dopo aver instillato alcune gocce di anestetico viene applicata sulla cornea una speciale lente a contatto ma il più delle volte questo non è necessario
Microperimetria  
Cosa è: consente di ottenere una mappa della sensibilità retinica. E’ una tecnica diagnostica in cui la mappa di sensibilità viene generata osservando il fondo oculare del paziente, proiettando gli stimoli nelle posizioni retiniche selezionate dall'operatore. L'esame microperimetrico essendo correlato al fondo oculare del paziente consente di mettere in relazione in modo oggettivo i cambiamenti morfologici della retina e le conseguenti alterazioni funzionali. La microperimetria è di ausilio in malattie quali degenerazione maculare senile, neovascolarizzazione coroidale, retinopatia diabetica, altre maculopatie ed alla valutazione di terapie retiniche.
Microscopia confocale  
Cosa è: permette di ottenere immagini microscopiche della cornea mediante tecnica non invasiva e con risoluzione, ingrandimento e dettaglio molto elevati. È possibile riconoscere in modo preciso le strutture cellulari di molti cito-tipi corneali, le fini componenti nervose dei plessi corneali superficiali e profondi, la presenza di cellule infiammatorie o di cellule in attività fibroblastica, la deposizione di tessuto collagene cicatriziale, la microstruttura di infiltrati corneali, le alterazioni patologiche della componente extracellulare stromale. Valuta sia quantitativamente sia qualitativamente le cellule dell'endotelio corneale che è lo strato unico di cellule non rigenerabili che ricopre la superficie posteriore della cornea la cui buona funzionalità determina la trasparenza della cornea stessa. E’ un aiuto importante nella diagnosi e nella cura delle patologie corneali.
Microscopia speculare/endotelio corneale  
Cosa è: valuta sia quantitativamente e sia qualitativamente le cellule dell'endotelio corneale che è lo strato unico di cellule non rigenerabili che ricopre la superficie posteriore della cornea la cui buona funzionalità determina le caratteristiche di trasparenza della cornea stessa
NFA (Nerve Fiber Analyzer)   
Cosa è: è uno strumento che permette un'analisi quantitativa in vivo dello spessore delle fibre nervose retiniche iuxta­papillari. E' un oftalmoscopio a scansione laser confocale che utilizza come sorgente di luce un raggio laser a diodo con uno stato di polarizzazione conosciuto che viene modificato dai microtubuli degli assoni delle fibre nervose. E' così possibile misurare in micron lo spessore lo strato di fibre nervose attraversato dalla luce. L’esame è molto importante in presenza di glaucoma perché permette di monitorare nel tempo in modo esatto ed obbiettivo lo stato del nervo ottico
Modalità di esecuzione: semplice dato che il ridotto tempo necessario all'esecuzione di tale esame, mediamente di 5 minuti per occhio, lo rende applicabile anche a persone poco collabo­ranti ma in grado di fissare una mira luminosa con entrambi gli occhi e con refrazione tra -9D e +9D. E' un esame inoltre che non richiede dilatazione pupillare e che può esser effettuato anche in pazienti con opacità media dei mezzi diottrici
OCT o Ophthalmic Coherent Tomography
Cosa è: permette lo studio di sezioni ottiche della retina con una risoluzione superiore a quella ottenibile con gli ultrasuoni. L'OCT è una metodica tomografica, cioè fornisce in vivo immagini dei tessuti in esame, analogamente alla TAC o alla RMN ed è utile nella diagnosi e nella valutazione di diverse patologie maculari (scansione lineare) e nella valutazione del danno glaucomatoso mediante la misurazione dello spessore delle fibre nervose (scansione circolare).
OBF o Ocular Blood Flow
Cosa è: permette, in modo non invasivo, la misurazione del flusso ematico oculare. Questa apparecchiatura è stata impiegata per lo studio di numerose patologie: retinopatia diabetica, retinite pigmentosa, malattie oculari dovute a stenosi carotidee, le arteriti temporali (Sindrome di Horton). Ma è nella malattia glaucomatosa, soprattutto quelle forme con probabile genesi vascolare quale il glaucoma a pressione normale, che l'OBF ha trovato il maggior campo d'impiego sia per la diagnosi della malattia che per la verifica degli effetti della terapia, farmacologica o chirurgica, sulla progressione della malattia.
Pachimetria corneale
Cosa è: con una sonda ad ultrasuoni è possibile misurare in micron lo spessore corneale ai fini di interventi rifrattivi o per valutare l'assottigliamento che avviene in alcune patologie come il cheratocono. Negli ultimi tempi è diventata importante anche in caso di glaucoma dove lo spessore corneale influenza i valori rilevati dal tonometro.
Modalità di esecuzione: semplice. Dopo instillazione di alcune gocce di anestetico si appoggia alla cornea una piccola sonda ad ultrasuoni.
Potenziali visivi evocati (PEV)
Vedi Esami Elettrofunzionali
Pupillometria 
Cosa è: è la misurazione del diametro del forame pupillare. Si impiegano diversi metodi, il più semplice è quello del confronto diretto, cioè l’anteporre alla pupilla una stecca con dei fori di grandezza crescente (pupillometro di Krusius, di Morton, etc.). Il confronto si può effettuare anche “tangenzialmente” o “per trasparenza” (pupillometro di Schloesser). Un altro metodo è quello di valutare l'ampiezza del forame pupillare proiettando la sua immagine su una scala graduata (pupillometro di Bunke, di Magnani). Infine esistono i pupillometri fotografici a luce infrarossa mediante i quali il diametro pupillare, al momento della fotografia, non viene modificato. L’esame è ampiamemte impiegato in chirurgia refrattiva dove è essenziale conoscere il diametro della pupilla in condizioni di illuminazione normale o di scarsa illuminazione.
Retinografia o fotografia del fondo  
Cosa è: è la fotografia del segmento posteriore ed è indicato per monitorare alcune patologie della retina, della coroide, del nervo ottico.
Regime di esecuzione: ambulatoriale               
Modalità di esecuzione: semplice
Schirmer, Test di
Vedi film lacrimale
Test antiglaucomatosi
Cosa è: nei casi di sospetto glaucoma si eseguono dei test volti ad appurare il funzionamento delle strutture oculari preposte alla produzione ed all’eliminazione dell’umor acqueo. I test principali sono il test da carico idrico, il test del buio.
Modalità di esecuzione: semplice. Il test da carico idrico consiste nel bere una determinata quantità di acqua e nel misurare la tensione oculare ad intervalli di tempo; il test del buio avviene misurando la tensione oculare prima e dopo essere rimasti al buio per un tempo stabilito. Le rilevazioni della tensione oculare si eseguono dopo instillazione di alcune gocce di un collirio anestetico. L’esame a seconda dell’apparecchio utilizzato può richiedere l’appoggio di una sonda sulla cornea anche se di solito si utizzano tonometri a soffio perché ritenuti igienicamente più sicuri.
Tonometria – Curva tonometrica
Cosa è: la tonometria è la misurazione della pressione oculare (tono o tensione oculare). Dato che la tensione oculare ha oscillazioni anche importanti nell’arco della giornata nei casi dubbi si esegue una curva tonometrica che consiste nel rilevare la pressione oculare varie volte nell'arco di una giornata.
Modalità di esecuzione: semplice. Si esegue dopo instillazione di alcune gocce di un collirio anestetico. L’esame a seconda dell’apparecchio utilizzato può richiedere l’appoggio di una sonda sulla cornea anche se di solito si utizzano tonometri a soffio perché ritenuti igienicamente più sicuri.
Topografia corneale   
Cosa è: è un esame diagnostico che sfruttando pattern colorimetrici per valuta la curvatura della superficie corneale dal punto di vista sia quantitativo che qualitativo. Fondamentale per lo studio dei pazienti destinati alla chirurgia refrattiva (miopia, ipermetropia, astigmatismi, etc.) oltre che per l'approfondimento di svariate patologie corneali (cheratoconi, degenerazioni corneali, etc.).
PENTACAM   
Cosa è: è un’apparecchiatura complessa che permette di rilevare dati sulla cornea, sulla camera anteriore, sul cristallino
Regime di esecuzione: ambulatoriale            
Modalità di esecuzione: semplice

Ultrabiomicroscopia
Vedi ecografia oculare

PRESTAZIONI TERAPEUTICHE MEDICHE E CHIRURGICHE

Le prestazioni che vengono eseguite sono numerose e molto diverse tra loro. Inoltre la stessa prestazione deve tenere conto delle condizioni locali e generali del paziente, dell’età, etc. per cui può essere eseguita in regime e modo diverso da caso a caso.
Nell’elenco che segue sono illustrate le procedure abitualmente eseguita dalla nostra Divisione Oculistica.
Chirurgia del segmento anteriore
Gli interventi sulle strutture del segmento anteriore consistono essenzialmente in interventi sulla cornea (vedi), sull’angolo camerulare (vedi glaucoma), sull’iride.
Chirurgia della cornea
Comprende diversi tipi di intervento; i più comuni sono il trapianto di cornea sia perforante che lamellare (1), la fotoablazione con Laser ad Eccimeri per la correzione dei difetti di vista (2), il ricoprimento corneale con congiuntiva o con membrana amniotica (3), l’impianto di cheratoprotesi (4).
(1)Il trapianto di cornea, detto anche cheratoplastica perforante, è un intervento che consiste nel sostituire a tutto spessore una porzione di cornea opaca con un'eguale quantità di tessuto trasparente; un intervento similare è il trapianto superficiale mediante il quale si sostituisce però solo lo strato anteriore (cheratoplastica lamellare). Si effettua per migliorare o ristabilire la visione ai pazienti con malattie ereditarie od acquisite della cornea o in caso di opacità corneali superficiali. In alcuni casi invece si sostituisce lo strato profondo della cornea.
(2) La fotoablazione (PRK, LASIK, LASEK, PTK) con Laser ad Eccimeri viene correntemente usata per la correzione dei difetti di vista, miopia, ipermetropia, astigmatismo, o per regolarizzare la superficie corneale.
(3) Il ricoprimento corneale con lembo di congiuntiva o con applicazione di membrana amniotica viene usato in caso di distrofie corneali come la cheratopatia bollosa o ulcere trofiche.
 (4) L’impianto di cheratoprotesi, una cornea artificiale, si usa quando in presenza di una cornea opaca non è possibile fare un trapianto di cornea
Regime di esecuzione: valutato dal chirurgo può essere in Day Surgery o in Ricovero ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica (con la sola instillazione di collirio), locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari), generale
Chirurgia del cristallino:
       Chirurgia della cataratta con impianto di IOL
       Impianto secondario di IOL
       Lensectomia con/senza inpianto di IOL
       Sostituzione o asportazione di IOL
Vengono eseguiti tutti i tipi di intervento riguardanti il cristallino. Per quanto concerne la cataratta viene abitualmente eseguita l’asportazione del cristallino con la metodica della facoemulsificazione e contemporaneo impianto di IOL (1). In caso di precedente intervento di cataratta senza impianto di IOL viene eseguito un impianto secondario di IOL (2). Nei pazienti con vizi rifrattivi elevati si eseguono interventi di rimozione del cristallino trasparente con impianto di IOL di potere tale da annullare il difetto di vista. In presenza di un impianto di IOL con residuo rifrattivo elevato, in caso di IOL danneggiata o opaca si esegue la sostituzione della IOL o la sua asportazione. 
(1) Le IOL impiegate sono solo le migliori in commercio tanto che a tutt’oggi non si è mai verificata l’opacizzazione della IOL impiantata; per assicurare il massimo recupero visivo si impiantano IOL monofocali riservando l’impianto di IOL multifocali a casi ben selezionati. Esistono alcuni tipi di IOL (accomodative, toriche, fachiche) ancora in fase di studio o di iniziale applicazione che vengono impiantate su specifica richiesta del paziente e dopo aver illustrato allo stesso i rischi e le complicazioni ad esse connessi.
(2) Quando possibile la IOL viene impiantata in camera posteriore altrimenti in camera anteriore fissandola all’iride. 
Regime di esecuzione: valutato dal chirurgo può essere in Day Service o in Day Surgery o in Ricovero ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica (con la sola instillazione di collirio), locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari), generale
Chirurgia dell’iride
Sono in genere interventi volti alla ricostruzione del forame pupillare lacerato, alla correzione di iridodialisi, all’asportazione di forme neoplastiche.
Chirurgia del glaucoma
Il glaucoma è una malattia cronica ad andamento evolutivo caratterizzata da un danno progressivo delle fibre nervose del nervo ottico. Fondamentalmente è rappresentato da un aumento della pressione interna dell’occhio tale da superare i livelli fisiologici per l’occhio in questione. Questo avviene o per un aumento della produzione dell’umor acqueo (raro) o per una riduzione del deflusso dall’occhio.
La terapia consiste generalmente nella somministrazione regolare e continua di colliri associata, quando indicato, nell’applicazione anche ripetuta di metodiche non invasive (PNT e SLT). Quando la terapia non è sufficiente si deve ricorrere all’intervento; le metodiche impiegate sono quanto mai diverse tra loro per cui il chirurgo deciderà per quella che viene ritenuta la migliore in rapporto al tipo di glaucoma, alle caratteristiche dell’occhio e del paziente. Gli interventi antiglaucomatosi mirano a facilitare il deflusso dell’umor acqueo dall’occhio o a ridurne la produzione. L’intervento di gran lunga più usato è la filtrante di cui esistono molte varianti. Metodiche di uso più limitato sono la ciclocriocoagulazione,  la ciclofotocoagulazione, la ciclodialisi e la ciclodiastasi, l’impianto di valvole filtranti.
Regime di esecuzione: in rapporto al tipo di intervento.
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica (con la sola instillazione di collirio), locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari), generale
Chirurgia refrattiva
Questo settore riguarda l’insieme delle metodiche usate per correggere i difetti di vista sia congeniti che acquisiti. Le metodiche di più frequente applicazione sono la fotoablazione corneale con Laser ad Eccimeri, la sostituzione del cristallino naturale, l’impianto di lenti fachiche.
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica (con la sola instillazione di collirio), locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari), generale
Chirurgia vitreo-retinica
Le patologie vitreo-retiniche da noi trattate sono: il foro maculare ed il pucker maculare,  gli addensamenti ed intorbidamenti del vitreo, le membrane vitreali con/senza trazioni retiniche, i fori retinici, le rotture retiniche ed il distacco di retina, la retinopatia diabetica, la retinopatia  proliferante.
                Chirurgia della macula: puker, fori maculari
                Chirurgia della degenerazione maculare – Farmaci intravitreali
                Chirurgia dei fori e delle rotture retiniche
                Chirurgia del distacco di retina
                Chirurgia del vitreo e delle membrane vitreali – Retinite proliferante
Chirurgia della macula: puker, fori maculari

Il pucker maculare è una membrana patologica che si forma sulla superficie della retina provocando una trazione e deformazione della retina centrale, la macula. Questo comporta una progressiva riduzione visiva con distorsione delle immagini. Lo scopo dell'intervento chirurgico è quello di rimuovere tale membrana, consentendo un recupero parziale o totale dell'acuità visiva. L'intervento viene eseguito in anestesia locale e consiste nella rimozione del corpo vitreo centrale e nella rimozione della membrana patologica retinica. Questo intervento viene eseguito anche con una nuova tecnica denominata Vitrectomia mininvasiva che utilizza di strumenti di calibro tale da non richiedere l'uso di punti di sutura a fine intervento. Questo consente un più rapido recupero anatomico e funzionale nel post-intervento.
Il foro maculare è la perdita di sostanza retinica al centro della regione retinica centrale, area deputata alla visione centrale. Lo scopo dell'intervento chirurgico è quello di chiudere il foro retinico, consentendo un miglioramento dell'acuità visiva. L'intervento viene eseguito in anestesia locale e consiste nella rimozione del corpo vitreo, nella rimozione della membrana limitante interna retinica e nella introduzione nell'occhio di un gas a lento riassorbimento ad azione tamponante.
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari) o generale
Chirurgia della degenerazione maculare – Farmaci intravitreali
Tra le cause più frequenti di perdita della vista rientra la degenerazione maculare che si presenta in modi ed entità diverse. Quando indicato una terapia di recentissima applicazione è quella della iniezione intravitreale di farmaci antiVEGT una sostanza che distrugge i vasi anomali retinici o sottoretinici.
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica (con la sola instillazione di collirio) o locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari)
Chirurgia dei fori e delle rotture retiniche
In caso di fori o rotture retiniche senza distacco di retina si eseguono trattamenti con Laser ad Argon associando quando indicato e necessario un tamponamento interno con gas.
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica (con la sola instillazione di collirio), locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari), generale
Chirurgia del distacco di retina
La retina è la struttura nervosa che permette la visione. Il distacco di retina è lo scollamento di questa dalle pareti interne dell'occhio con conseguente perdita visiva. Esistono vari tipi di distacco di retina e a seconda dei casi vengono operati in modo diverso.
Esistono essenzialmente 2 diversi interventi: la chirurgia ab-externo, detta anche episclerale, e la chirurgia ab-interno. La chirurgia episclerale causa un minore traumatismo sulla retina e sulle strutture intraoculari, dal momento che essa non prevede l'ingresso all'interno del bulbo oculare. Il principio di questa chirurgia è quello di risolvere il distacco di retina spingendo la parete esterna dell'occhio verso la retina distaccata, utilizzando materiali biocompatibili suturati alla sclera. Questo intervento è indicato solo per alcune patologie come per esempio il distacco di retina non complicato.
La chirurgia ab-interno necessita dell’esecuzione di una vitrectomia il che causa un maggiore traumatismo sulla retina e sulle strutture intraoculari dal momento che essa prevede l'ingresso all'interno del bulbo con strumenti di microchirurgia. Essa consiste sostanzialmente nella rimozione del corpo vitreo e può essere necessaria in quelle malattie che sono caratterizzate o da un alterato rapporto tra la retina ed il corpo vitreo o da una perdita di trasparenza di quest'ultimo. Il vitreo viene rimosso e sostituito o con soluzione salina o con una bolla di gas.
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica (con la sola instillazione di collirio), locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari), generale
Chirurgia del vitreo
Essa consiste sostanzialmente nella rimozione del corpo vitreo e può essere necessaria in quelle malattie che sono caratterizzate o da un alterato rapporto tra la retina ed il corpo vitreo o da una perdita di trasparenza di quest'ultimo. Il vitreo viene rimosso e sostituito o con soluzione salina o con una bolla di gas. Questo intervento viene eseguito anche con una nuova tecnica denominata Vitrectomia mininvasiva che utilizza di strumenti di calibro tale da non richiedere l'uso di punti di sutura a fine intervento. Questo consente un più rapido recupero anatomico e funzionale.
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica (con la sola instillazione di collirio), locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari), generale
Chirurgia del vitreo e dellle membrane vitreali – Retinite proliferante
Questo intervento riguarda in genere la chirurgia in caso di retinopatia diabetica proliferante ma può anche essere necessaria in caso di membrane post-infiammatorie o post-traumatiche. Consiste sostanzialmente nella rimozione del corpo vitreo e delle membrane neoformate. Questo intervento viene eseguito anche con una nuova tecnica denominata Vitrectomia mininvasiva che utilizza di strumenti di calibro tale da non richiedere l'uso di punti di sutura a fine intervento. Questo consente un più rapido recupero anatomico e funzionale nel post-intervento.
Quando necessario al termine dell’intervento per evitare un collasso del bulbo oculare la cavità oculare viene rifornita con una bolla di gas.
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica (con la sola instillazione di collirio), locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari), generale
Chirurgia dell’orbita
Il servizio di chirurgia dell'orbita tratta le patologie infiammatorie, traumatiche e neoplastiche dell'orbita; una attenzione particolare è rivolta alla terapia dell’oftalmopatia tiroidea. Esegue interventi di demolizione per neoplasie delle palpebre o del bulbo oculare o dell’apparato lacrimale (ghiandola lacrimale, vie lacrimali, sacco lacrimale) o dell’orbita; interventi di decompressione dell’orbita negli esoftalmi tiroidei; interventi di ricostruzione delle alterazioni orbitarie dopo traumi o interventi; correzione estetica in caso di anoftalmo. Alcuni interventi rientrano nella chirurgia degli annessi (vedi).
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari) o generale
Chirurgia degli annessi
                Chirurgia delle palpebre
                Chirurgia delle vie lacrimali
                Chirurgia della congiuntiva

Questo settore comprende una vasta gamma di interventi. Alcuni interventi rientrano nella chirurgia dell’orbita (vedi).
Gli interventi abitualmente eseguiti sulle palpebre sono la correzione della ptosi; la correzione delle retarzioni cicatriziali secondarie a traumi, ustioni, interventi demolitivi per tumori. Frequenti sono gli interventi su modificazioni senili come l’entropion o l’ectropion.
Gli interventi sulle vie lacrimali sono in genere quelli volti a ripristinare il deflusso delle lacrime alterato da forme infiammatorie o traumatiche (ferite, ustioni, interventi demolitivi per neoplasie) ma anche interventi demolitivi in caso di neoplasie della ghiandola lacrimale o delle vie di deflusso.
Gli interventi sulla congiuntiva consistono essenzialmente nell’asportazione di neoformazioni benigne o maligne ed in interventi di ricostruzione del sacco congiuntivale retratto per malattie infiammatorie o per traumi o per ustioni o per pregressi interventi.   
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari) o generale
Chirurgia dello strabismo
L’intervento di indebolimento muscolare oggi più eseguito è la recessione muscolare ovvero lo spostamento indietro dell’inserzione del muscolo da indebolire. Il rinforzo invece, dell’azione di un muscolo può essere ottenuto mediante un accorciamento del suo corpo muscolare (resezione) o con una sua duplicatura che ha il vantaggio di essere reversibile. Le suture aggiustabili permettono di regolare la chirurgia dei muscoli extraoculari il giorno successivo l’intervento con il paziente sveglio e collaborante. Questa tecnica oggi molto utilizzata, è da riservare per lo più ai casi di strabismo dell’adulto con diplopia ed ai reinterventi negli adulti.
Regime di esecuzione: ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari) o generale
Chirurgia minore ambulatoriale
Rientrano in questo gruppo gli interventi per patologie considerate di modesta entità che vengono eseguiti sulle palpebre (calazio, trichiasi, etc) o sulla congiuntiva (pinguecole, pterigion, concrezioni ghiandolari, etc). Fanno parte di questo gruppo anche gli interventi di rimozione o revisione o sostituzione di suture.
Regime di esecuzione: ambulatoriale
Tipo di anestesia: topica o locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari)

CHIRURGIA LASER

Negli ultimi anni si è andata progressivamente allargando la chirurgia Laser. In campo oculistico vengono usato diversi tipi di Laser e questo dipende dalla patologia o dal tessuto da trattare.
Trattamenti di S.L.T. per glaucoma
La Selective LaserTrabeculoplasty (SLT) è una delle più recenti novità nel trattamento del glaucoma ad angolo aperto.
Regime di esecuzione: Ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: topica
Trattamenti con YAG Laser
Questo laser viene usato essenzialmente per il trattamento della cataratta secondaria o nel glaucoma per eseguire delle iridotomie.
Regime di esecuzione: Ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: topica
Trattamenti di ciclofotocoagulazione per glaucoma
Questo laser viene impiegato nel trattamento di forme di glaucoma non rispondenti ad altre terapie. In particolare trova largo impiego nei glaucomi emorragici.
Regime di esecuzione: Ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica o locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari) o generale
Trattamenti con Laser ad Eccimeri
Con la tecnologia attualmente disponibile, la cheratectomia fotorefrattiva (PRK, LASIK, LASEK, PTK) costituisce il migliore trattamento di chirurgia refrattiva con i minori rischi. L’intervento di PRK si basa sulla vaporizzazione di uno strato di cornea mediante fotoablazione, il che consente di scolpire il profilo corneale in modo estremamente preciso e regolare. La PRK offre la possibilità di ridurre la dipendenza dagli occhiali e, in molti casi, anche di eliminarli del tutto. L’intervento, per quanto semplice, poco invasivo e dai risultati il più delle volte eccellenti, costituisce pur sempre una manovra chirurgica, con potenziali inconvenienti operatori, modificazioni secondarie o difetti residui
Regime di esecuzione: Ambulatoriale
Tipo di anestesia: topica
Terapia Fotodinamica
La terapia fotodinamica si avvale di un laser a diodi il quale, a differenza dei precedenti ad Argon o a Kripton, agisce sellettivamente sul solo tessuto malato una volta che questo sia stato impregnato da un colorante speciale iniettatto per via endovenosa. Questa caratteristica lo rende efficace specie in caso di lesioni centrali della retina e si è dimostrata utile nella cura di alcuni tipi di maculopatia (patologia degenerativa della macula). Come detto per eseguire questo tipo di intervento è necessario iniettare endovena un colorante speciale che si deposita ed infiltra i vasi retinici anomali; il Laser avendo una lunghezza d’onda tale da agire solo sulle strutture impregnate dal colorante distruggerà solo le formazioni anomale risprarmiando quelle sane.
Regime di esecuzione: Ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: topica
Trattamenti con Argon Laser
Scopo di tali trattamenti è la distruzione o l'isolamento di aree retiniche patologiche.
Regime di esecuzione: Ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: topica
Trattamenti con Laser a CO2
Sono interventi rivolti a risolvere problemi della cute quindi incampo oculistico viene impiegato nella chirurgia delle palpebre.
Regime di esecuzione: Ambulatoriale o in Day Surgery o in Ricovero Ordinario
Tipo di anestesia: valutato e deciso dal chirurgo può essere topica (mediante applicazione di creme anestetiche) o locale (con infiltrazione dei tessuti perioculari) o generale

REPARTO DIALISI

Emodialisi

Il centro è provvisto di 21 posti dialisi di cui 2 per pazienti AU positivi; i pazienti HCV-ab positivi sono trattati su monitor a loro dedicati. Il centro è dotato di monitor per Dialisi di ultima generazionee, come da normativa vigente , di:
- Impianto di aria climatizzata.
- Impianto per il trattamento dell'acqua realizzato in doppio per garantire il funzionamento in caso di unità fuori servizio e/o per manutenzione , ed è collegato al gruppo elettrogeno e statico di continuità. Il circuito idraulico di distribuzione è realizzato ad anello e in PVDF. La sanitizzazione dell'impianto viene effettuata mensilmente e l'analisi fisico-chimica-batteriologica dell'acqua viene effettuata con cadenza trimestrale e certificata dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell'università degli studi di Roma “ Tor Vergata”.
- Apparecchiature necessarie per le emergenze cardio-circolatorie.
- Spogliatoi separati per uomini e per donne dotati di armadietti per la custodia degli indumenti e degli oggetti personali dei pazienti. All'interno degli spogliatoi sono presenti i servizi igenici.
Trattamenti eseguiti:

- Emodialisi bicarbonato con membrane ad alta biocompatibilità
- Emodiafiltrazione On Line.

SERVIZIO ANALISI CLINICHE

Tutti gli esami di chimica clinica sono eseguiti in totale automazione garantendo riproducibilità e precisione.

 

Biologia molecolare

Citodiagnostica

Dosaggio metalli

Ematologia

Immunoenzimatica

Istologia

Microbiologia

Sieroimmunologia

Ematologia

Vengono eseguiti esami in automazione per la ricerca dei parametri tradizionali del sangue periferico ed il suo studio microscopico. Viene esaminata anche la patologia emocoagulativa.

Immunoenzimatica

Determinazione di livelli ematici di farmaci, dosaggi ormonali e marcatori tumorali.

Microbiologia

Ricerca di ceppi batterici in vari liquidi biologici e tessuti

Sieroimmunologia

Biologia molecolare

Vengono eseguiti test di biologia molecolare con ricerca diretta di batteri e virus con tecniche di amplificazione genica(PCR).

Dosaggio metalli

Ricerca metalli su tessuti e liquidi biologici

Istologia e Citodiagnostica

La presenza di un laboratorio di isto-citopatologia consente di effettuare sia le rapide valutazioni diagnostiche intraoperatorie, sempre più apprezzate in ambito chirurgico, che le valutazioni macro e microscopiche dei campioni operatori, della citologia esfoliativa (pap test, esame urine su 3 campioni, espettorato, ecc.), della citologia degli aspirati (agoaspirati tiroidei, agoaspirati mammari, toracentesi, paracentesi. ecc.).
E’ possibile, inoltre, effettuare indagini istochimiche ed immunoistochimiche per la esatta tipizzazione delle patologie in esame e per la valutazione dei fattori prognostici tumorali (recettori ormonali mammari, ecc.) al fine di porre il medico in condizioni di avere un quadro clinico esauriente in grado di far ottenere una giusta collocazione terapeudica e prognostica


SERVIZIO DI ANESTESIA E RIANIMAZIONE


Il servizio di anestesia e rianimazione svolge i propri compiti prevalentemente in sala operatoria, pur rappresentando un riferimento indispensabile per tutta l'attività clinica dell'istituto.
Il colloquio con il paziente che deve subire un intervento chirurgico maggiore o con patologie particolari,rappresenta uno dei momenti fondamentali del lavoro dell'anestesista e di solito avviene dopo il ricovero. In tal modo il medico potrà richiedere ulteriori accertamenti ed analisi per la corretta valutazione del rischio operatorio.
I moderni macchinari dell'istituto permettono di eseguire anestesie locali, locoregionali o generali secondo i più moderni standards di sicurezza.
La tecnica di anestesia viene presentata illustrandone le caratteristiche e gli eventuali effetti collaterali. Comunque il paziente è tenuto a leggere e sottoscrivere un esauriente modulo di consenso informato.
Di norma vengono seguite tecniche che permettono il più rapido recupero del completo benessere. Per questo, soprattutto in chirurgia oftalmica, la maggior parte degli interventi vengono eseguiti con la tecnica di anestesia locale.
Una particolare attenzione viene posta al trattamento del dolore post operatorio con l'ausilio di moderni farmaci.
Ai pazienti operati di interventi di chirurgia maggiore dell'apparato digerente, viene garantita la possibilità di una corretta nutrizione parenterale.
Tra le varie tecniche correntemente applicate ricordiamo: anestesia generale a circuito chiuso o aperto, anestesia endovenosa, bilanciata e blended, epidurale, subaracnoidea selettiva e non , blocco del plesso cervicale, blocco del plesso brachiale, blocco del nervo femorale e sciatico.
Gli anestesisti sono inoltre disponibili a colloqui presso gli ambulatori dei vari medici che lavorano preso la struttura ove si ravveda la necessità di chiarire aspetti di loro competenza.

REPARTO DIAGNOSTICA PER IMMAGINI

 

Centro di prevenzione

Radiologia

Diagnostica radiologica

Ecografia

Tomografia computerizzata T.C.

Risonanza magnetica RMN

Radiologia interventistica

MOC

 

Nella nostra struttura abbiamo installato da pochi residue apparecchiature di ultima generazione: un T.C. 64 strati ed una RMN da 1,5 TESLA.
Grazie a dei pacchetti dedicati ad appositi moduli di ricostruzione post-processing, abbiamo la possibilità di fare della prevenzione su varie patologie alcune delle quali di rilevante importanza:
Screening delle patologie Cardiache (Cardio TC per lo studio delle coronarie mediante l’utilizzo del mezzo di contrasto con visualizzazio zione dei rami coronarici e quindi di eventuali stenosi, di pervietà di by-pass o stent precedentemente posizionati; Screening delle calcificazioni coronariche (smart-core) per la identificazione e la valutazione delle placche calcifiche con conseguente % di rischio di sviluppare malattia coronaria in base a valori inseriti in fase di elaborazione (se paz. fumatore o diabetico o con colesterolo elevato …); Screening dei noduli polmonari mediante acquisizione a strato sottile ed a basso dosaggio del polmone con relativa mappatura degli eventuali noduli evidenziati differenziandoli tra vasi, bronchi e/o noduli positivi; Screening dell’osteoporosi mediante acquisizione mirata sui corpi vertebrali e relativo punteggio di % di calciopenia dei segmenti esaminati, Screening di noduli mammari utilizzando una bobina dedicata ed un sistema di RMN di alto campo ed elaborazione post-processing sul comportamento dei singoli noduli durante l’iniezione del mezzo di contrasto. 

Radiologia

Cistografia ( incluso esame diretto)
Colangiografia intravenosa
Colecistografia
Fistolografia dell’arto inferiore
Fistolografia dell’arto superiore (2 radiografie)
Fistolografia della parete addominale
Fistolografia della parete toracica (2 radiografie)
Isterosalpingografia
Ortopanoramica
Radiografia assiale della rotula
Radiografia degli arti inferiori sotto carico
Radiografia del tubo digerente
Radiografia dei tessuti molli della faccia
Radiografia del cranio e dei seni paranasali
Radiografia del femore /ginocchio /gamba
Radiografia del gomito / dell’avambraccio
Radiografia del piede / della caviglia
Radiografia del polso / della mano
Radiografia del torace di routine
Radiografia del tratto gastrointestinale
Radiografia diretta dell’addome
Radiografia dell’esofago con contrasto
Radiografia dell’esofago con doppio contrasto
Radiografia della colonna cervicale ( 2 proiezioni)
Radiografia della colonna lombosacrale ( 2 proiezioni)
Radiografia della colonna toracica (dorsale)
Radiografia della sella turcica
Radiografia di arcata dentaria
Radiografia di coste, sterno e clavicola
Radiografia di pelvi e anca
Radiografia diretta dell’apparato urinario
Radiografia di spalla, scapola, omero
Radiografia del tratto gastrointestinale superiore
Stratigrafia di un segmento osseo
Stratigrafia monolaterale del torace
Stratigrafia toracica bilaterale
Tomografia (stratigrafia)
Tomografia di segmento scheletrico
Uretrografia minzionale
Urografia endovenosa

Diagnostica Radiologica

Articolazione temporo mandibolare in strat
Articolazione sacro iliaca
Cavernosografia
Clisma del tenue
Clisma del colon con doppio contrasto
Colonna cervicale proiezioni oblique
Colonna in toto sotto carico
Flebografia 1 arto
Colonna sacro-coccigea
Mammografia
Mano e polso per età ossea
Pielografia ascendente
Radiografia dei piedi sotto carico
Radiografia del piede bil. Sotto carico
Telecuore
Stratigrafia renale
Stratigrafia laringe in fonazione
Tenue seriato
Uretrografia retrograda e minzionale

Ecografia

Agobiopsia e drenaggi ecoguidati
Ecocolordoppler arterioso
Ecocolordoppler tiroideo
Ecografia addominale completa
Ecografia del fegato e vie biliari
Ecografia della milza
Ecografia del pancreas
Ecografia della vescica
Ecografia retro-peritoneo e vasi addominali
Ecografia prostata
Ecografia della prostata transrettale
Ecografia pelvi femminile
Ecografia pelvica
Ecografia della mammella
Ecografia della tiroide
Ecografia paratiroidi
Ecografia delle ghiandole salivari
Ecografia della spalla
Ecografia del ginocchio
Ecografia in gravidanza (I° trimestre)
Ecografia in gravidanza (morfologica)
Ecografia in gravidanza (flussimetrica)
Ecografia del pene
Ecografia dei testicoli
Ecografia delle anche
Ecografia peniene dinamica
Ecografia sovraclavicolare
Ecografia del collo
Ecografia piede
Ecografia superficiale
Ecografia splenica
Ecografia dorsale
Ecografia della mano
Ecografia regione inguinale
Ecografia dell’aorta addominale
Ecografia pelvica trans-vaginale

Tomografia computerizzata

ADDOME COMPLETO
ADDOME INFERIORE
ADDOME SUPERIORE
ANGIOGRAFIA TC COMPLETA
ANGIOGRAFIA TC CIRCOLO INTRACRANICO
ANGIOGRAFIA TC DISTRATTI PERIFERICI (ARTI)
ANGIOGRAFIA TC PER DISTRETTO
ANGIOSCOPIA VIRTUALE
AORTOGRAFIA TC
APPARATO URINARIO
ARTI 1 SEGMENTO
ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE
ARTICOLAZIONI 1 SEGMENTO (anca, caviglia, ginocchio, gomito, spalla)
ARTICOLAZIONI 2 SEGMENTI (anca, caviglia, ginocchio, gomito, spalla)
BACINO E ANCHE
BRONCOSCOPIA VIRTUALE
CAROTIDOGRAFIA TC
CISTOSCOPIA VIRTUALE
COLLO
COLONNA CERVICALE
COLONNA DORSALE
COLONNA LOMBO-SACRALE
COLONNA TRE TRATTI
COLONSCOPIA VIRTUALE
CRANIO
CUORE
DENTALSCAN 1 ARCATA
DENTALSCAN 2 AECATE
GHIANDOLE SALIVARI
LARINGOSCOPIA VIRTUALE
MAMMELLE
MASSICCIO FACCIALE
ORECCHIO
OROFARINGE
REGIONE SELLARE
RETROPERITONEO
SACRO-COCCIGE
SCHELETRO IN TOTO
SENI PARANASALI
TORACE
TORACE AD ALTA RISOLUZIONE
TOTAL BODI (cranio+torace+addome+pelvi)
TORACE+ADDOME+PELVI
URGENZA TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA
UROGRAFIA TC

Risonanza magnetica

ANGIOGRAFIA RM PER TRATTO
ADDOME SUPERIORE
ADDOME INFERIORE
ADDOME COMPLETO
APPARATO URINARIO
ART. TEMPORO-MANDIBOLARE MONOLATERALE
ARTI 1 SEGMENTO
ARTICOLAZIONI 1 SEGMENTO (anca, caviglia, ginocchio, gomito, spalla)
ARTICOLAZIONI 2 SEGMENTI (anca, caviglia, ginocchio, gomito, spalla)
BACINO E ANCHE
COLLO
COLONNA CERVICALE
COLONNA DORSALE
COLONNA LOMBO-SACRALE
COLONNA TRE TRATTI
CRANIO
SENI PARANASALI
MAMMELLA MONOLATERALE
MAMMELLE BILATERALE
MASSICCIO FACCIALE
ENTERO RM
TORACE
UROGRAFIA RM
COLANGIO RM CON SECRETINA
URGENZA RISONANZA MAGNETICA

Radiologia interventistica

POSIZIONAMENTO DRENAGGIO PERCUTANEO SOTTO GUIDA ECO
CONTROLLO DRENAGGIO PERCUTANEO
POSIZIONAMENTO DRENAGGIO PERCUTANEO SOTTO GUIDA TC
POSIZIONAMENTO NEFROSTOMIA PERCUTANEA
NEFROSTOMIA O DRENAGGIO VIE BILIARI+ POSIZIONAMENTO ENDOPROTESI
AGOBIOPSIA ECO GUIDATA TESSUTI SUPERFICIALI (tiroide, ghiandole salivari, linfonodi, tessuti molli)
AGOBIOPSIA ECO GUIDATA TESSUTI PROFONDI (reni, fegato, pancreas, linfonodi, prostata, ossea)
AGOBIOPSIA TC GUIDATA TORACE
AGOBIOPSIA TC GUIDATA ADDOME/PELVI
ASPIRAZIONE E SCLEROTIZZAZIONE CISTI RENALI/EPATICHE
TRATTAMENTO PERCUTANEO CISTI MAMMARIE

Colangiografia Intravenosa
La colangiografia è un esame radiologico eseguito per studiare la struttura e la funzionalità delle vie biliari. Per eseguire l'esame è necessaria la somministrazione di un mezzo di contrasto per via indiretta (in vena). Questa metodica è particolarmente utile per lo studio della colecisti. Le immagini ottenute evidenziano l'eventuale presenza di calcoli biliari o altri fattori che possono ostacolare lo scorrimento della bile. Sono, inoltre, indicative dello stato di funzionalità del coledoco.

Colecistografia
Esame radiologico eseguito per studiare la struttura e la funzionalità della colecisti. E' necessario un mezzo di contrasto (pasto grasso), assunto dal Paziente per bocca.

Ortopantomografia
Radiografia dei denti. In essa sono visibili tutti i denti (arcata superiore ed arcata inferiore) e le loro strutture di sostegno (ossa mascellari). Permette di individuare carie negli spazi interdentali, che spesso non si vedono facilmente all'esame clinico, carie recidive al di sotto di vecchie otturazioni, elementi dentari inclusi nell'osso, granulomi (neoformazioni benigne che si formano sotto l'apice del dente, per un'infezione all'interno del dente stesso), eventuali fratture dei denti o delle ossa. Nei bambini, in particolare, permette di valutare se lo sviluppo dei denti sta avvenendo normalmente e se sono presenti "le tracce" di tutti i denti definitivi. Si tratta di un esame rapido e non invasivo, che utilizza i raggi X, un tipo di radiazione che, visualizzata su speciali pellicole cartacee, fornisce un'immagine della zona del corpo in indagine. Non è pericoloso, poiché la quantità di raggi X utilizzata è minima.

Radiografia Esofago a Singolo e Doppio Contrasto
La radiografia dell'esofago è particolarmente utile per individuare eventuali malformazioni congenite , le dilatazioni, i restringimenti e l'atresia (occlusione) in un tratto più o meno esteso. E' un utile strumento diagnostico in caso processi infiammatori (esofagite) e/o per lo studio di eventuali alterazione della motilità (spasmi, paralisi, ecc.). L'esame non è doloroso né fastidioso.
L’esame viene eseguito durante e dopo la somministrazione orale di mezzo di contrasto baritato.
La radiografia dell'esofago può essere anche eseguita con doppio contrasto. Il paziente prima dell'esame deve assumere per bocca un materiale contenente bario ed un preparato che libererà del gas (pasticche effervescenti).

Radiografia Colonna Cervicale
La colonna cervicale è la prima parte della colonna vertebrale che comprende le prime sette vertebre, le prime due delle quali (atlante ed epistrofeo) hanno una struttura anomala, tale da consentire i movimenti della testa. La colonna cervicale presenta una curvatura "naturale" detta lordosi. E' la parte più mobile della colonna vertebrale e può eseguire ampi movimenti di flessione, estensione, inclinazione, ecc.. La radiografia della colonna cervicale nei bambini è utile soprattutto per evidenziare la presenza di malformazioni congenite, (ad esempio fusione di due o più vertebre cervicali). Nei bambini e negli adolescenti, inoltre, si possono avere deformazioni della colonna cervicale dovute ad un'errata postura e che ne accentuano la curvatura. Un altro importante campo d'applicazione riguarda i traumi (contusioni, distorsioni, lussazioni, fratture) la cui gravità è legata strettamente al grado di interessamento del midollo.

Radiografia Colonna Lombosacrale
Il tratto lombosacrale della colonna comprende in totale dieci vertebre, di cui le cinque situate più in alto sono le vertebre lombari e le altre cinque (fuse nell'osso sacro) sono le vertebre sacrali. La colonna lombosacrale presenta una curvatura "naturale" detta lordosi. E' una parte molto mobile della colonna vertebrale (anche se meno del tratto cervicale) e può eseguire ampi movimenti di flessione, estensione, inclinazione, ecc.. La radiografia della colonna lombare nei bambini è utile soprattutto per evidenziare la presenza di malformazioni congenite,. Nei bambini e negli adolescenti, inoltre, si possono avere deformazioni della colonna lombare dovute ad un'errata postura e che ne accentuano la curvatura. Un altro importante campo d'applicazione riguarda i traumi (contusioni, distorsioni, lussazioni, fratture, ad esempio dovute ad una caduta sulle natiche) la cui gravità è legata strettamente al grado d'interessamento del midollo.

Radiografia Colonna Dorsale
Il tratto dorsale della colonna comprende in totale dodici vertebre. La colonna dorsale presenta una curvatura "naturale" detta cifosi. La radiografia della colonna dorsale nei bambini è utile soprattutto per evidenziare la presenza di malformazioni congenite,. Nei bambini e negli adolescenti, inoltre, si possono avere deformazioni della colonna lombare dovute ad un'errata postura e che ne accentuano la curvatura. Un altro importante campo d'applicazione riguarda i traumi (contusioni, distorsioni, lussazioni, fratture, ad esempio dovute ad una caduta sulle natiche) la cui gravità è legata strettamente al grado d'interessamento del midollo.

Radiografia Sella Turcica
La sella turcica è un minuscolo incavo osseo che si trova alla base del cranio. In essa è contenuta l'ipofisi, una piccola ghiandola che produce ormoni che svolgono la loro azione su alcune parti del corpo o che controllano l'attività di altre ghiandole. Il paziente deve assumere una particolare posizione, indicatagli dall'operatore e tale da far pervenire i raggi X, inviati dallo strumento, sulla parte del corpo in osservazione.

Radiografia Coste, Sterno e Clavicola
Le coste e lo sterno costituiscono la gabbia toracica. La clavicola è l'osso che collega lo sterno alla spalla. Le coste sono dodici paia di ossa ricurve, articolate posteriormente con le vertebre toraciche (colonna vertebrale). Anteriormente, invece, sei paia si articolano con lo sterno, le successive quattro paia si uniscono tra loro formando una struttura unica e le ultime due paia hanno le estremità libere (e, quindi, sono dette fluttuanti). Lo sterno è un osso piatto, situato al centro della porzione superiore del torace. Le coste possono essere interessate da processi infiammatori, tumori, fratture diagnosticabili attraverso la radiografia. Nei bambini, inoltre, questo esame è utile per evidenziare la presenza di disturbi dell'accrescimento dello scheletro, come il rachitismo. Lo sterno può essere interessato da malformazioni, di cui è un caso particolare il cosiddetto sterno carenato, una condizione tipica del rachitismo e caratterizzata da un appiattimento delle coste, che fa sporgere lo sterno in avanti. La clavicola può essere interessata soprattutto da traumi di vario tipo (lussazioni, fratture, ecc.).

Radiografia Pelvi e Anca
La radiografia pelvi ed anca, al pari di tutte le radiografie eseguite su segmenti ossei, è utile per evidenziare la presenza di malformazioni congenite e per definire l'entità di eventuali traumi (contusioni, distorsioni, lussazioni, fratture).Tra le malformazioni congenite spicca la displasia congenita dell'anca (alterazione della forma dell'anca). Se non è risolta, questa malformazione, con la crescita, può portare ad un cammino non corretto (zoppia), forte e costante dolore e artrosi (malattia non infiammatoria delle articolazioni) precoce.

Radiografia Cranio e Seni Paranasali
Il cranio è formato dalle ossa del capo, suddivise in due gruppi (ossa della scatola cranica, che contiene l'encefalo ed ossa della faccia). I seni paranasali sono cavità delle ossa della faccia che comunicano con le fosse nasali. L'esame radiografico del cranio e dei seni paranasali è eseguito in caso di sospetta malformazione e per valutare l'entità di eventuali traumi o di patologie infiammatorie a carico dei seni paranasali (sinusiti).

Radiografia del Femore, Ginocchio e Gamba
Il femore ed il ginocchio vanno facilmente soggetti a lesioni provocate da traumi (fratture e lussazioni), per la diagnosi dei quali è utile la radiografia. Il ginocchio, inoltre, può essere interessato anche da malformazioni congenite  o da deformità, come il ginocchio varo (ginocchio angolato verso l'esterno) ed il ginocchio valgo (ginocchio deviato verso l'interno).

Radiografia Gomito
Il gomito è l'articolazione del braccio sull'avambraccio, che consente i movimenti dell'arto superiore. Esso va frequentemente soggetto a lesioni provocate da traumi. Si tratta di fratture e lussazioni, che possono essere facilmente studiate attraverso la radiografia.

Radiografia Torace
E' un'indagine radiologica che utilizza le "radiazioni ionizzanti" per studiare le strutture toraciche: la gabbia toracica con le coste, il polmone e la pleura, i grandi vasi del mediastino, il cuore ed il piccolo circolo. L’esame viene eseguito in due proiezioni postero-anteriore e latero-laterale.

Radiografia Assiale della Rotula
La rotula è l'osso piatto situato davanti all'articolazione del ginocchio. E' l'osso del ginocchio più esposto e, pertanto, va frequentemente soggetto a traumi contusivi. La radiografia è indispensabile per stabilire il tipo di eventuali lesioni traumatiche  (frattura trasversale, longitudinale o stellare) e predisporre l'intervento riparativo.

Radiografia Completa del Tubo Digerente
L'esame è utile per evidenziare eventuali alterazioni dell'apparato digerente, come malformazioni, ulcere, tumori, stenosi e diverticoli. E' utile anche per rilevare alterazioni della motilità di esofago, stomaco, particolarmente della loro peristalsi. Al Paziente viene somministrato per os un mezzo di contrasto baritato  ed in caso del doppio contrasto assume anche un preparato che gli libererà gas nello stomaco. L'esame non è doloroso, né fastidioso. E' necessario essere a digiuno da almeno sei ore. Il bario ingerito per l'esame è eliminato normalmente nelle feci dei giorni successivi.

Radiografia Apparato Urinario
Per eseguirne la radiografia si utilizza un mezzo di contrasto iodato. Il mezzo di contrasto, infatti, rende opaca l'urina, permettendo di evidenziare i canali e le cavità in cui essa scorre e si raccoglie. La cistografia, in particolare, è un esame della vescica urinaria, consistente nell'esecuzione di radiografie della vescica riempita. Si tratta di un esame non doloroso e di facile esecuzione. Non è necessaria alcuna preparazione da parte del paziente.

Urografia
L'urografia è una radiografia dell'apparato urinario. Per eseguirne la radiografia si utilizza un mezzo di contrasto iodato somministrato per endovena. Il mezzo di contrasto, infatti, rende opaca l'urina, permettendo di evidenziare i canali e le cavità in cui essa scorre e si raccoglie. Sfruttando il fatto che esso è rapidamente eliminato dai reni, si possono ottenere informazioni sulla loro funzionalità (ci si basa sul tempo impiegato per la sua eliminazione). L’esame necessita delle analisi del sangue per la valutazione della funzionalità renale.

Uretrografia minzionale
L’urografia minzionale è un esame che serve a valutare la morfologia dell’uretra. L’esame viene eseguito tramite il riempimento della vescica con il mezzo di contrasto introdotto per via retrograda tramite catetere vescicale. Non appena il paziente avrà la sensazione di massimo riempimento della vescica, il catetere, introdotto solo nei primi cm dell’uretra, viene rimosso e vengono effettuate delle radiografie mentre il paziente urina. L’esame studia tutta l’uretra, compresa la parte posteriore (uretra prostatica), e visualizza la stenosi ed il suo grado di importanza durante la fase della minzione.

Cistografia
La cistografia è un esame radiologico che studia la vescica urinaria. L'esame consiste nell'esecuzione di radiografie della vescica riempita con un mezzo di contrasto iodato. Non è richiesta una particolare preparazione del paziente. In alcuni casi il contrasto è somministrato in vena ed eliminato dai reni (cistografia discendente). Solitamente, però, si esegue la cistografia retrograda o ascendente, che prevede l'inserimento di un catetere vescicale  attraverso il quale si provvede alla somministrazione del mezzo di contrasto. Quando si esegue la cistografia minzionale oltre alla vescica, si studia anche l'uretra . Questo esame è molto utile per individuare alterazioni della forma della vescica, come avviene nei pazienti affetti da ipertrofia prostatica. E' utile anche per diagnosticare la calcolosi urinaria , tumori ed alterazioni congenite . La cistografia minzionale, in particolare, è utile per lo studio di ostruzioni del canale uretrale, di incontinenza urinaria e di prolasso della vescica.

Isterosalpingografia
L'isterosalpingografia è un esame che consente un'analisi morfologica dell'utero e delle tube. L'esame consiste nella iniezione di un mezzo di contrasto radiologico all'interno della cavità uterina, quindi mediante l'esecuzione di alcune radiografie ne viene visualizzato il decorso all'interno della cavità uterina stessa e lungo le tube, ottenendo delle immagini di tali strutture.

Radiografia Apparato Digerente
E' l'esame del tubo digerente superiore (esofago, stomaco, duodeno) e delle anse intestinali  Questo esame fornisce, una diagnosi per l'ulcera gastrica, l'ulcera gastroduodenale , i tumori di esofago, stomaco e duodeno, la stenosi dell'esofago , i diverticoli dell'esofago e molte altre malattie dell'apparato digerente. L'esame radiografico dell'apparato digerente deve essere eseguito a digiuno completo da almeno 8 ore, evitando anche l'assunzione di liquidi. E', infatti, necessario liberare stomaco e duodeno da qualsiasi fattore che ne impedirebbe una corretta osservazione. L'esame non è doloroso né fastidioso. Al Paziente viene somministrato per os un mezzo di contrasto baritato  ed in caso del doppio contrasto assume anche un preparato che gli libererà gas nello stomaco. Nella maggior parte dei casi, inoltre, il paziente viene invitato a ripresentarsi dopo alcune ore per eseguire un'ultima radiografia sull'addome nella quale si valuta l'opacizzazione delle anse intestinali.

Tomografia (stratigrafia)
Le tecniche radiologiche standard danno luogo a sovrapposizioni di una struttura sull’altra. La stratigrafia ha l’obiettivo di dimostrare le strutture più chiaramente, ad un particolare livello e senza sovrapposizioni. La tecnica comporta il movimento sincrono della pellicola e del tubo radiogeno per ottenere la cancellazione degli oggetti al di fuori del piano fuocale, mentre quelli situati su tale piano sono rappresentati con nettezza.


Fistolografia
Indagine radiologica attuata mediante iniezione di mezzo di contrasto in un tramite fistoloso allo scopo di accertarne il calibro, la direzione, il decorso, la lunghezza e i rapporti con organi o con cavità patologiche.


Radiografia Spalla
La radiografia è un esame diagnostico che sfrutta i raggi X (radiazioni). La spalla è frequente sede di traumi (ad esempio la lussazione,) e può essere interessata da processi infiammatori come artrite (infiammazione delle articolazioni, caratterizzata da dolore, gonfiore, rossore e calore), tendinite (malattie infiammatorie dei tendini) e borsite (infiammazione delle borse sinoviali) o da malattie degenerative come l'artrosi (malattia reumatica a carattere degenerativo). Si tratta di un esame non doloroso e di breve durata.


Radiografia diretta addome
L’esame viene eseguito in posizione eretta
Se non é possibile far assumere una tale posizione al paziente, lo si può posizionare in decubito laterale sinistro. Tale esame è indicato per la valutazione di eventuale aria libera sottodiaframmatica in caso di perforazione di viscere cavo, la presenza di livelli idro-aerei e le
calcificazioni biliari o renali (calcoli) e pancreatiche (pancreatite cronica).


Radiografia mano-polso, piede caviglia
La radiografia è un esame diagnostico che sfrutta i raggi X (radiazioni). L’esame viene eseguito in multiple proiezioni per valutare i rapporti articolari, la presenza di eventuali lesioni ossee focali di tipo evolutivo o post-traumatico, segni di degenerazione artosica e la presenza di calcificazioni a carico dei tessuti molli perischeletrici. Si tratta di un esame non doloroso e di breve durata.

CLISMA DEL TENUE
Il Clisma del tenue consiste nello studio radiologico dell’intestino tenue e viene eseguito con doppio contrasto (sospensione acquosa di solfato di bario e metilcellulosa), somministrati per via orale. Vengono eseguiti radiogrammi panoramici e di dettaglio, con paziente supino e prono. Al bisogno potrà essere necessario l'uso di farmaci per via im. Non vi è alcuna prescrizione o precauzione da osservare dopo l'esame.

ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE IN STRATIGRAFIA
Le tecniche radiologiche standard danno luogo a sovrapposizioni di una struttura sull’altra. La stratigrafia ha l’obiettivo di dimostrare le strutture più chiaramente, ad un particolare livello e senza sovrapposizioni. La tecnica comporta il movimento sincrono della pellicola e del tubo radiogeno per ottenere la cancellazione degli oggetti al di fuori del piano fuocale, mentre quelli situati su tale piano sono rappresentati con nettezza. L’esame viene eseguito nella proiezione a bocca aperta ed a bocca chiusa per la valutazione della sublussazione/lussazione del condilo mandibolare.


RADIOGRAFIA ARTICOLAZIONE SACRO-ILIACA
E' un'indagine radiologica che utilizza le "radiazioni ionizzanti" per lo studio delle articolazioni sacro-iliache e ne valuta patologie post-traumatiche ed alterazioni degenerative.

RADIOGRAFIA COLONNA CERVICALE PROIEZIONI OBLIQUE
Le proiezioni oblique del rachide cervicale servono per studiare i forami di coniugazione nel sospetto di osteocondrosi o di altri processi degenerativi, nel caso di fratture e di tumori.
E' un'indagine radiologica che utilizza le "radiazioni ionizzanti" e viene eseguito in due proiezioni.

RACHIDE IN TOTO SOTTO CARICO
L’esame del rachide viene eseguito con il paziente in piedi.
E' un'indagine radiologica che utilizza le "radiazioni ionizzanti per lo studio delle fisiologiche curvature della colonna vertebrale permettendo di fare diagnosi si scoliosi.

COLONNA SACRO-COCCIGEA
E' un'indagine radiologica che utilizza le "radiazioni ionizzanti" per studio del tratto sacro-coccigeo. Ne valuta le alterazioni morfologiche e le patologie post-traumatiche.

MAMMOGRAFIA
La mammografia è una tecnica diagnostica radiologica che consente di rilevare precocemente eventuali lesioni mammarie. Lo studio accurato delle mammelle permette di individuare anche anomalie di piccole dimensioni, come le microcalcificazioni.
Non vengono somministrati farmaci e non viene utilizzato mezzo di contrasto. L'esame è semplice e non doloroso. Non è necessaria alcuna preparazione. Al termine dell'esame la donna può lasciare il centro immediatamente. Non è necessario un periodo d'osservazione, né essere accompagnati. Alcuni consigli: 1) è opportuno che le donne che hanno ancora il ciclo mestruale eseguano l'esame nella prima metà del ciclo, perché quello il periodo in cui il seno è meno teso e quindi più facilmente comprimibile; 2) è importante, al momento di esecuzione dell'esame, portare con sé tutta la documentazione relativa ad indagini diagnostiche senologiche eseguite in precedenza, perché il medico radiologo può utilizzarle per un eventuale confronto.

MANO E POLSO PER ETA’ OSSEA
Lo studio dell'età ossea è un parametro fondamentale per la previsione dell'altezza definitiva, cioè una previsione dell'altezza che il bambino può raggiungere da adulto se continua a crescere senza problemi. I soggetti adulti, pur presentando molte differenze dal punto di vista morfologico, hanno tutti quanti lo stesso livello di maturazione dell'osso. I neonati presentano prevalentemente tessuto cartilagineo, che, successivamente ed in tempi diversi per le varie porzioni dello scheletro, si trasformano in ossa: Compaiono delle strutture dette nuclei di ossificazione, che si ingrandiscono progressivamente fino a sostituire completamente il tessuto cartilagineo, fino a formare le ossa tipiche dello scheletro adulto.

RADIOGRAFIA DEI PIEDI SOTTO CARICO
L’esame viene eseguito con il paziente in piedi.
E' un'indagine radiologica che utilizza le "radiazioni ionizzanti per lo studio del cavismo plantare.

TENUE SERIATO
Il tenue seriato ( tubo digerente con studio del piccolo intestino ) viene eseguito facendo bere al Paziente un mezzo di contrasto baritato, per l’opacizzazione dell’ esofago, dello stomaco e del duodeno scattando successivamente gli opportuni radiogrammi mirati. Successivamente vengono eseguiti radiogrammi a tempi fissi fino a che si opacizza tutto il piccolo intestino e il colon destro ed eventuali radiogrammi mirati ove necessario.

PIELOGRAFIA ASCENDENTE
L’esame viene utilizzato soprattutto prima di interventi chirurgici sui calici renali o sulle vie di deflusso ureterali.
L’esame richiede l’applicazione di un catetere capace di risalire fino al di là dello sbocco degli ureteri in vescica. Il contrasto viene poi iniettato direttamente nell’uretere e va ad opacizzare le cavità dei calici. Se si introduce il mezzo di contrasto in vescica e non direttamente nell’uretere non si ottiene, in condizioni normali, una significativa risalita di contrasto verso i calici, a causa della presenza di una struttura che, fisiologicamente funge da valvola ed impedisce il passaggio delle urine contenute in vescica verso l’uretere. Tale meccanismo a valvola ha un evidente significato difensivo nei confronti della possibile instaurazione di infezioni determinate dal risalire di urine già presenti in vescica (e quindi possibilmente contenenti batteri) fino ai delicati spazi caliceali.


TELECUORE
La radiografia (telecuore) è uno dei sistemi più semplici per ottenere immagini del cuore; con questo metodo si possono studiare i suoi contorni a grandezza naturale perdendo però la dimensione di profondità. Per ottenere il maggior numero di informazioni possibili possiamo far assumere al paziente posizioni diverse così da visualizzare i profili delle cavità cardiache da più punti di osservazione; è semplice infatti riconoscere modificazioni di volume del cuore, più difficile è stabilire a carico di quali strutture esse avvengano. Nella stessa immagine radiografica con il cuore si osservano anche i polmoni.


STRATIGRAFIA RENALE
Le tecniche radiologiche standard danno luogo a sovrapposizioni di una struttura sull’altra. La stratigrafia ha l’obiettivo di dimostrare le strutture più chiaramente, ad un particolare livello e senza sovrapposizioni. La tecnica comporta il movimento sincrono della pellicola e del tubo radiogeno per ottenere la cancellazione degli oggetti al di fuori del piano fuocale, mentre quelli situati su tale piano sono rappresentati con nettezza. Con tale tecnica è possibile evidenziare la presenza di calcoli in corrispondenza delle ombre renali.

ECOCOLORDOPPLER ARTERIOSO
Attraverso tale esame è possibile individuare la presenza di alterazioni patologiche della parete vasale (ispessimenti, depositi ateromasici) o di placche fibrocalcifiche endoluminali in grado di determinare, o meno, fenomeno di stenosi e/o occlusioni.

ECOCOLORDOPPLER DELLA TIROIDE E DELLE PARATIROIDI
L'ecografia della tiroide è un esame di largo impiego. E' molto utile per stabilire la natura e la vascolarizzazione di noduli rivelati nella tiroide, che fanno sospettare un'alterazione della funzionalità della ghiandola o per seguire l'efficacia della terapia (sia farmacologica, che chirurgica). L'ecografia è, inoltre, utile guida per l'esecuzione di agoaspirato (caratterizzazione citologica di una lesione). E' necessario esibire alcuni esami del sangue (FT3, FT4 e TSH).


ECOGRAFIA ADDOME COMPLETO
L'ecografia dell'addome superiore permette di indagare il fegato, i reni, il pancreas, la milza, i vasi arteriosi e venosi di questa regione corporea (il più importante dei quali è l'aorta), accompagnati dalle catene linfatiche lungo le quali, in determinate condizioni patologiche, possono rendersi visibili i linfonodi.
L’esame prevede l'impiego di una sonda convessa a frequenza medio-bassa (3,5-5 MHz) per la quasi totalità delle osservazioni (tessuti profondi) e talora, per indagare con maggior dettaglio strutture più superficiali, prevede l'impiego di una sonda lineare a frequenza media - alta (5-7.5-10 MHz). Nel corso dell'esame il Paziente è invitato ad eseguire delle inspirazioni con successiva trattenuta dell'aria per abbassare il diaframma e rendere maggiormente accessibili fegato, reni, milza e pancreas al di sotto delle arcate costali. L’esame prevede un digiuno di 8 ore prima dell'esame per limitare la presenza di materiale solido-gassoso nel tratto gastrointestinale per ottenere un’ottimale distensione della colecisti.

ECOGRAFIA EPATICA
L’ecografia epatica permette di indagare il fegato la colecisti e le vie biliari. L’esame permette di studiare la grandezza del fegato, i suoi margini esterni e la presenza di alterazioni nodulari solide o liquide o presenza di patologie diffuse della ghiandola. Inoltre lo studio della colecisti evidenzia o esclude la presenza di calcoli. E’ inoltre di fondamentale importanza nel monitoraggio di patologie parenchimali croniche (epatiti, cirrosi) e nella diagnosi di neoplasie primarie e metastatiche.

ECOGRAFIA RENALE
L’ecografia renale permette di visualizzare la presenza e localizzazione dei reni, il loro volume, le vie escretrici i calici ed il bacinetto (dalla modica dilatazione fino all’idronefrosi) e calcoli (di almeno 2 mm), il parenchima le malformazioni (uropatie ostruttive, doppio distretto)i quadri infiammatori infettivi (pielonefriti, ascessi).
L’esame può essere richiesto in abbinamento con l’ecografia delle vie urinarie (uretere e vescica).

ECOGRAFIA PELVICA FEMMINILE SOVRAPUBICA E TRANS-VAGINALE
L’ecografia pelvica, permette di studiare l’apparato genitale interno della donna (utero tube ovaie). Può essere eseguito con una sonda trans-addominale oppure con una sonda endovaginale. L’esame è da considerare l’esame strumentale di prima scelta per molte patologie o per effettuare dei semplici controlli.

ECOGRAFIA PROSTATICA
L’ecografia è la metodica preferenziale per lo studio della prostata. Tale esame viene effettuato con sonda trans-addominale o sovra-pubica e permette uno studio grossolano della prostata limitato alla misurazione dei diametri ed alla visualizzazione ed alla valutazione di nodulazioni di una certa entità. Tale esame rimane utile nella valutazione del residuo vescicale post-minzionale.

ECOGRAFIA PROSTATICA TRANS-RETTALE
L’esame viene eseguito con sonda trans-rettale. Viene utilizzato un trasduttore ad alta frequenza. L’esame permette di individuare la presenza di noduli e neoplasie ed infiammazioni (prostatiti). In particolare permette di analizzare la natura dei noduli e discriminare tra lesioni di tipo solido e liquido, di natura benigna o maligna Inoltre l’ecografia trans-rettale, accompagnata dalla biopsia prostatica sotto guida ecografica, raggiunge un’elevata accuratezza diagnostica e riveste anche un ruolo fondamentale nella stadiazione del carcinoma prostatico.

ECOGRAFIA SPLENICA (O DELLA MILZA)
Utilizza una sonda a media frequenza (3.5MHz) che, posta a contatto della regione addominale superiore a sinistra, in posizioni diverse, sdraiati, esplora la milza, e le strutture vascolari circostanti. L’esame necessita, per essere eseguito esclusivamente di 8 ore di digiuno. L’esame serve per dimostrare con grande accuratezza e precisione la presenza di una patologia della milza. In particolare tale metodica permette di individuare la presenza di cisti, noduli, neoplasie, traumi e patologie associate a malattie del fegato. Inoltre si indaga in la presenza di malattie del sangue (anemie, leucemie e linfomi).


ECOGRAFIA PANCREATICA
Utilizza una sonda a media frequenza (3.5 e 5 MHz) che, posta a contatto della regione addominale superiore, in posizioni diverse, sdraiati, esplora il pancreas, i suoi dotti e le strutture vascolari circostanti. L’esame necessita, per essere eseguito esclusivamente di 8 ore di digiuno. In questo periodo può bere solo acqua. Serve per dimostrare con grande accuratezza e precisione la presenza di una patologia del pancreas. In particolare tale metodica permette di individuare la presenza di cisti, neoplasie ed infiammazioni acute e croniche (pancreatiti). Presenza di calcoli, dilatazioni e tumori delle vie biliari

ECOGRAFIA VESCICALE
Utilizza una sonda a media frequenza (3.5 MHz) che, posta a contatto della regione pelvica, in posizione supina, esplora la vescica e l’utero (nella donna) o la prostata (nell’uomo). L’esame necessita, per essere eseguito esclusivamente che il paziente venga a vescica piena. Non è fastidioso, ove si eccettui il riempimento della vescica. Si esegue inoltre un controllo dopo lo svuotamento della vescica.
Serve per dimostrare con grande accuratezza e precisione la presenza di una patologia della vescica. In particolare tale metodica permette di individuare la presenza di calcoli, diverticoli, neoplasie (tumori, polipi e papillomi). Serve inoltre per la valutazione volumetrica e grossolana della prostata.

ECOGRAFIA DELLE FASCE MUSCOLARI E DELLE ARTICOLAZIONI
L’esame viene effettuato con una sonde ad alta definizione da 10 MHz. Permette di studiare le sindromi dolorose, la presenza di liquido nelle articolazioni e di fenomeni infiammatori. Permette di studiare le patologie muscolari (in particolare ematomi, rotture, tumori) e tendinee ( legamenti del ginocchio, dei tendini di Achille, dei menischi) e delle inserzioni muscolari. Non necessita di nessuna preparazione.

ECOGRAFIA TESTICOLARE
Ecografia superficiale, si utilizza una sonda ad alta definizione da 7,5-10 Mhz posta a contatto con il sacco scrotale. Serve per la diagnosi di tumori e/o infiammazioni e tumefazioni in genere, presenza di cisti a livello dell’epididimo o per studiare eventuali dilatazioni del plesso venoso (meglio conosciuto come varicocele) giovandosi dell’ausilio del Doppler pulsato e del color Doppler. Non necessita di nessuna preparazione.

ECOGRAFIA PENIENA DINAMICA
L’esame utilizza una sonda ad alta definizione da 7.5 MHz con l’ausilio del Doppler pulsato e del color-power Doppler. L’esame serve per la diagnosi di alterazioni della fisiologia dell’erezione in particolare determinante per valutare ipoaflusso arterioso o fuga venosa. Durante l’esame viene sommistrata una prostaglandina (sostanza vasoattiva) che permette di valutare dinamicamente le varie fasi dell’erezione.

ECOGRAFIA DEL COLLO
L’esame utilizza una sonda ad alta definizione da 7.5 MHz con l’ausilio del Doppler pulsato e del color-power Doppler. L’esame serve per la visualizzazione delle strutture del collo, la loro vascolarizzazione e le stazioni linfonodali . Non necessita di nessuna preparazione.

ECOGRAFIA DELLE GHIANDOLE SALIVARI
E’ un’ecografia superficiale ed è necessario l’uso di una sonda ad alta definizione (generalmente 7,5-10 MHz). Serve alla visualizzazione delle ghiandole salivari e nè fornisce informazioni sulle flogosi, sui calcoli e sui tumori.

ECOGRAFIA RETROPERITONEO E VASI ADDOMINALI
L’esame utilizza una sonda a media frequenza (3.5 MHz) che, posta a contatto della regione addominale, esplora aorta, cava, tripode celiaco, vasi mesenterici superiori, vasi renali e vasi iliaci comuni ed esterni. L’esame necessita, per essere eseguito esclusivamente di 8 ore di digiuno. Serve per dimostrare con grande accuratezza e precisione la presenza di aneurismi, trombosi, aterosclerosi. Tale esame si completa con l’uso del Doppler pulsato e del color – power Doppler che permettono di valutare in maniera accurata le caratteristiche flussimetriche dei vari distretti esplorati.

ECOGRAFIA SOVRACLAVICOLARE
Ecografia superficiale, è necessario l’uso di una sonda ad alta definizione (generalmente 7,5-10 MHz).
L’esame serve per la valutazione delle ghiandole linfonodali, in particolare permette di evidenziare eventuali linfoadenopatie e valutare la natura reattiva o maligna delle stesse.

ECOGRAFIA SUPERFICIALE
Utilizza una sonda a media frequenza (3.5 MHz) che, posta a contatto con la regione in esame permette di diagnosticare lesioni solide o liquide.

ECOGRAFIA MAMMARIA
L'ecografia mammaria consiste nello studio della struttura mammaria attraverso gli ultrasuoni. L'ecografia è particolarmente utile nella caratterizzazione delle lesioni benigne, come cisti e fibroadenomi.Nelle donne al di sotto dei 40 anni di età rappresenta l’esame di prima scelte per lo studio della mammella. Tale metodica, inoltre, in presenza di mammelle con prevalenza del tessuto ghiandolare o per una migliore caratterizzazione di reperti mammografici dubbi viene utilizzata come esame di integrazione. L'ecografia consente inoltre di eseguire prelievi di tessuto ecoguidati.

ECOGRAFIA INGUINALE
E’ un’ecografia superficiale ed è necessario l’uso di una sonda ad alta definizione (generalmente 7,5-10 MHz). Serve alla visualizzazione delle ghiandole linfonodali nella regione inguinale e per confermare la diagnosi di ernia inguinale.

TC Tomografia Computerizzata

Che cos'è

La Tomografia Computerizzata, indicata con l’acronimo TC , è una tecnica diagnostica, che sfrutta fasci di raggi X che, attraversando il corpo, riproducono, con l’ausilio di un computer , immagini in sezione delle strutture corporee. E’ conosciuta anche come Tomografia Assiale Computerizzata o TAC ma l'aggettivo "assiale" è inappropriato perché obsoleto: nelle moderne apparecchiature le immagini ottenute possono essere ricostruite secondo piani con qualunque orientamento spaziale. Dalle primissime e ardite applicazioni cliniche negli anni Settanta (il primo tomografo computerizzato consentiva esclusivamente lo studio delle strutture del cranio e fu installato all'Atkinson Morley Hospital di Londra nel 1971), può essere utilizzata in qualsiasi parte del corpo, dal cranio, al torace all’addome agli arti consentendo di studiare dettagliatamente e nello stesso momento scheletro, tessuti molli, organi e vasi sanguigni. Grazie al vertiginoso progresso tecnologico, da pochi anni viene utilizzata nella diagnostica cardiologica per analizzare lo stato di salute del cuore e delle coronarie (Cardio-TC).

TC spirale - Singolo strato - Multistrato 

Nella Tomografia Computerizzata la fonte dei raggi X ruota attorno al paziente ed il rivelatore, al lato opposto, raccoglie l'immagine di una sezione del paziente; il lettino del paziente scorre all'interno di un tunnel dove avviene la scansione, presentando a ogni giro una sezione diversa del corpo. Nella TC spirale l'acquisizione delle immagini avviene mediante una rotazione continua del tubo generatore di raggi X nel mentre il tavolo che porta il paziente si muove su un piano di scorrimento: i piani di scansione descrivono un'elica attorno al paziente, ottenendo così una scansione “spirale”. I tomografi ad acquisizione spirale possono ottenere in una rotazione una singola sezione corporea (singolo strato) o multiple sezioni corporee (multistrato). La tecnologia odierna permette di ottenere con una TC a 64 strati sezioni sub millimetriche in una singola rotazione della durata di 0,4 secondi: circa 8 secondi bastano ad analizzare tutto il corpo.
Quando e come eseguire un esame TC?
Una indagine TC viene richiesta  dal medico curante per chiarire dubbi diagnostici rilevanti, ai quali esami preliminari, più semplici e meno costosi (radiografie ed ecografie) non sono riusciti a fornire una risposta definitiva.
Per la valutazione dell'apparato scheletrico ed articolare, generalmente, non serve né una specifica preparazione del Paziente né l’utilizzo del Mezzo di Contrasto (M.d.C.) la cui somministrazione, per via orale o per via endovenosa, è generalmente necessaria nello studio dei diversi organi toracici e addominali e indispensabile nelle indagini vascolari.
Prima dell’esame
Se il quesito clinico prevede il ricorso al M.d.C. è necessario eseguire alcuni esami di laboratorio preliminari, in particolare esplorare la funzionalità renale, essere a digiuno da almeno 6 ore, compilare e firmare l'apposita modulistica di consenso, prevista dalla legge. Bisognerà sempre segnalare al Medico Radiologo eventuali precedenti episodi di reazioni al M.d.C. e comunque se esiste una storia clinica positiva per allergie. E' di estrema importanza portare con sè tutta la documentazione sanitaria connessa all’attuale problema medico compresi, naturalmente, gli esami radiologici (ecografie, TC ecc.) precedenti. Le donne in età fertile devono avere la certezza di non essere in stato di gravidanza, qualsiasi dubbio impone di soprassedere all’esecuzione di qualsiasi esame che comporti l’uso di raggi X. Per l’utilizzo del M.d.C. per via endovenosa viene preliminarmente posizionata una piccola agocannula in una vena superficiale del braccio attraverso la quale verrà somministrato il M.d.C. Se necessario, in particolare negli studi TC dell’addome, il Paziente verrà invitato a bere un M.d.C. al fine di rendere meglio identificabili le anse intestinali.
Durante l’esame
L'esame TC è attualmente un’indagine di rapida esecuzione e indolore. Il Paziente viene posizionato su un lettino. Durante l’acquisizione delle immagini il lettino scorre all'interno dell'apparecchiatura, una sorta di anello molto largo dello spessore di 80 cm circa, che non provoca generalmente senso di claustrofobia. Può essere richiesto di trattenere il respiro per pochi secondi e naturalmente l'assoluta immobilità del distretto corporeo da esaminare. In linea generale un esame TC, in particolare con la tecnologia multistrato, non supera i 15-20 minuti di durata, comprensivi della preparazione in sala.
Dopo l'esame
Completato l’esame, se è stato somministrato il M.d.C., l’agocannula utilizzata per l’infusione verrà tolta dopo un adeguato periodo di osservazione (almeno 30 minuti dall’inizio dell’infusione). Successivamente il paziente non deve attenersi a regimi o prescrizioni particolari e può immediatamente riprendere la sua normale attività.

La Risonanza Magnetica


La risonanza magnetica (RM) è un esame diagnostico che permette di visualizzare in dettaglio l'interno del nostro corpo senza utilizzare i raggi x ma sfruttando adeguatamente onde radio e campi magnetici.
Ideata e messa a punto intorno al 1980, la Risonanza Magnetica ha subito nel corso degli anni un costante processo di sviluppo tecnologico. Oggi, grazie alla sua estrema precisione diagnostica e all'assenza quasi totale di effetti collaterali, si è conquistata un ruolo di primaria importanza nella diagnosi di numerosissime malattie.
Particolarmente utile nell'ottenere immagini dettagliate del cervello e della colonna vertebrale, riesce a fornire ottime informazioni anche in campo traumatologico, oncologico, ortopedico, cardiologico e gastroenterologico. L'unico limite alla sua diffusione rimane l'elevato costo dell'apparecchiatura e delle operazioni di manutenzione.

Come funziona

Il principio di funzionamento della RM è estremamente complesso e pienamente comprensibile soltanto a chi conosce le teorie fisiche alla base della meccanica quantistica.
Semplificando al massimo il concetto, possiamo paragonare i nuclei degli atomi di idrogeno presenti nel nostro corpo a tanti piccoli magneti. Un po' come succede per l'ago di una bussola, in presenza di un campo magnetico esterno queste minuscole particelle tendono a disporsi lungo una direzione preferenziale. Se a questo punto vengono emesse delle onde radio i nuclei subiscono delle temporanee variazioni di posizione. Durante questa fase transitoria gli atomi emettono dei segnali captabili da un rilevatore elettronico, che li trasmette ad un potente computer dove verranno analizzati, elaborati e verranno alla fine prodotte le immagini di strati delle regioni corporee da esaminare.

Campi di applicazione

La Risonanza Magnetica viene impiegata con successo per ottenere immagini dettagliate di tutti gli organi. La qualità dei risultati consente di apprezzare particolari non rilevabili con altre tecniche diagnostiche. Tanto per citare qualche esempio, è possibile studiare la vascolarizzazione dei tessuti, lo stato di idratazione dei dischi intervertebrali, valutare la salute delle articolazioni e individuare con estrema precisione la presenza di malattie neurologiche e quasi tutte le forme tumorali.

Fattori di rischio ed effetti collaterali

La Risonanza Magnetica è un'indagine sicura e del tutto innocua per l'organismo umano, a tal punto che può essere utilizzata anche nelle donne in stato di gravidanza. L'assenza di raggi x la rende particolarmente adatta anche per la ripetizione di esami a breve distanza di tempo.
A causa del campo magnetico generato dall'apparecchiatura non possono sottoporsi all'esame persone a cui sono stati applicati apparecchi elettronici interni, come pace-maker, protesi metalliche mobili (denti, occhi, orecchio ecc.) e clips vascolari ferromagnetiche. Grazie ai progressi della tecnologia ormai da diversi anni gran parte dei metalli utilizzati in campo medico è compatibile con la risonanza magnetica.

Preparazione all'esame

La Risonanza Magnetica generalmente non richiede il digiuno o l'osservanza di diete particolari, per cui il paziente è completamente libero di alimentarsi secondo le proprie preferenze.
Prima dell'esame il soggetto è invitato a togliersi qualsiasi oggetto o indumento contenente parti metalliche (borse, orologio, gioielli, cinture, portafoglio, scarpe ecc.). Insieme al medico o al personale addetto verrà compilato un questionario per accertarsi che non vi siano controindicazioni all'esame.

Esecuzione della Risonanza Magnetica

Dopo aver tolto qualsiasi oggetto o indumento contenente metallo, il paziente viene fatto distendere sopra un lettino, che attraverso un comando elettronico scorrerà fino a posizionarsi tra i poli del magnete. Nei macchinari tradizionali la forma stessa dell'apparecchiatura costituita da un lungo tunnel potrebbe creare problemi a chi soffre di claustrofobia. Oggi sono tuttavia a disposizione macchinari più moderni con spazi più ampi dotati di sistemi di illuminazione e ventilazione forzata, dove il problema non si pone.
Durante l'esame al paziente non è richiesta alcuna forma di collaborazione, se non quella di rilassarsi e di avvertire il personale tramite appositi strumenti in caso di malessere. Le apparecchiature sono infatti dotate di altoparlanti e di microfoni per comunicare con il medico o con il personale addetto. A protezione dei rumori piuttosto forti e secchi, dovuti alla vibrazione delle bobbine dei campi magnetici variabili, vengono anche forniti degli appositi auricolari .
La durata media dell'esame è generalmente compresa tra i venti ed i trenta minuti, anche se le tecniche più moderne consentono di ridurre i tempi di rilevazione. Per migliorare la qualità delle immagini e rendere più sicura la diagnosi, il medico può decidere di iniettare un composto a base di gadolino, un mezzo di contrasto generalmente privo di effetti collaterali.

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